La domanda è: devo lasciarla (o lasciarlo) scegliere? "Meglio di no - consiglia la psicologa Alessandra Natale del centro per lo sviluppo e il sostegno dei minori Metamorfosi di Milano - La scelta dell'abbigliamento è compito dell'adulto. Il bambino che fa i capricci sta mettendo alla prova il genitore, vuole vedere la sua reazione.
Dai tre anni i piccoli iniziano a sperimentare la realtà che li circonda e a farsi un'idea di mamma e papà e le loro reazioni saranno per lui modelli con cui crescere. Per questo gli adulti devono porre dei limiti chiari, trasmettere il loro ruolo di grandi: questo permette al figlio di sentirsi bambino e sentire che dall'altra parte c'è un adulto che lo accudisce e prende le decisioni giuste per lui.
Inoltre il bambino cresce interiorizzando ciò che è bene e ciò che è male per lui, i sì e i no saranno le certezze che lo faranno diventare un adulto sicuro. La mancanza di una chiara demarcazione generazionale (genitori più amici che adulti) può creare nel bimbo una pericolosa confusione di ruoli.
Ben venga il dialogo tra padri e figli, ma senza ribaltare i ruoli. Ogni tanto potete concedergli di indossare quello che vuole, ma facendogli capire che è uno strappo alla regola".
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"La scelta dell'abbigliamento spetta all'adulto" se proprio vogliamo far si' che questa frase, pur sbagliata nel concetto di fondo, potremmo dire: la scelta di quali abiti mettere nell'armadio del figlio spetta al genitore. Ritengo che i bambini dai 3 ai 6 anni siano ben in grado di decidere quali indumenti indossare giorno per giorno, questo li aiutera' ad acquisire autonomia, bastera' solo far in modo che i capi tra cui possano scegliere siano: 1) unicam della stagione in corso 2) non di carnevale ( riponendo quelli inadeguat in scatoloni fuori portata) 3) possibilm appesi, cosi maggiormente raggiungibili e selezionabil senza spiegazzarli. Ps: mia figlia di 5 anni adora scegliere le scarpe e gli accessori per capelli in tinta col vestito...ed e' molto piu attenta di me!PPS per dargli regole e confini precisi a fini educativi ci sono altre occasioni ben piu consone, come decider gli orari degli spuntini o il tempo alla tv o contrastare voler comprare tutto quello che e' pubblicizzato
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