L’epistassi è la fuoriuscita di sangue dal naso. Può capitare a tutte le età, ma soprattutto nell’infanzia. Perché? “L’epistassi è dovuta ad una maggiore fragilità delle mucose, sulle quali scorrono tanti piccoli capillari superficiali che, se sollecitati, possono rompersi” spiega Arturo Sorbo, Otorinolaringoiatra presso l’Unità Operativa dell’Azienda Ospedaliera di Reggio Calabria.
“Non per niente può verificarsi se ci si soffia il naso più energicamente, oppure per l’abitudine che hanno spesso i bambini di infilarsi le dita nel naso o per altri piccoli eventi traumatici che possono coinvolgere la zona anteriore al setto nasale.
Ci sono poi alcuni fattori che possono favorire l’epistassi: in inverno, ad esempio, soggiornare in ambienti caldi e secchi asciuga le mucose e dilata i vasi capillari, aumentando il rischio rottura; idem in estate, quando l’esposizione al sole accentua la vasodilatazione; per chi soffre di rinite allergica, invece, una stagione a rischio è la primavera, poiché le mucose sono sottoposte a stimoli irritativi e si è portati a starnutire o soffiarsi il naso più di frequente”.
Come bisogna comportarsi? “Innanzitutto mantenere la calma e tranquillizzare il bambino” suggerisce l’otorino: “se si agita, infatti, non fa altro che aumentare la pressione a livello del naso, accentuando l’uscita di sangue”.
L'otorino consiglia poi di sciacquare il naso con acqua fredda o avvicinare alla narice un cubetto di ghiaccio avvolto nel fazzoletto che crea un’immediata vasocostrizione che arresta l’emorragia.
Un'altra pratica corretta è far piegare il bambino in avanti per liberare le vie respiratorie e subito dopo tenere premute le narici tra indice e pollice per qualche minuto: la pressione crea un vasospasmo che fa cessare l’emorragia.
Come prevenzione, nei periodi critici, si può applicare pomata all’arnica o al mirtillo per rinforzare la parete dei capillari. L’arnica ha attività riepitelizzante e ristrutturante, mentre il mirtillo ha azione capillaroprotettrice. Ci sono anche prodotti omeopatici o fitoterapici a base delle stesse piante da assumere per via orale.
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COMPORTAMENTI DA EVITARE Piegare la testa all’indietro, meglio di no perché in tal modo il bambino ingoia o inala il sangue e questo può causargli difficoltà respiratorie e indurlo a tossire, aumentando l’emorragia. Cotone emostatico, meglio nopn usarlo perché ha un’azione lesiva sulla mucosa nasale; meglio inserire delicatamente nella narice un piccolo batuffolo di cotone imbevuto di soluzione antiemorragica (si trova in farmacia in fialette). |
La chiusura del capillare. Se il capillare stenta a cicatrizzarsi e provoca sanguinamenti ripetuti, si può chiudere definitivamente con la causticazione. “In età pediatrica la tecnica più utilizzata sono le toccature con una ‘matita’ emostatica di nitrato d’argento” evidenzia Sorbo. “E’ una pratica assolutamente indolore, che si fa ambulatorialmente e dura pochi minuti”.
Se succede spesso. Se l’epistassi si verifica molto di frequente, è consigliabile rivolgersi al pediatra, che prescriverà degli esami ematologici per escludere che ci siano problemi di coagulazione del sangue. Ma si tratta di una esigua minoranza di casi: nella gran parte si tratta solo di un fenomeno locale, che non desta alcuna preoccupazione.










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