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Istruzione

La scuola si prepara al web, voti e assenze on line

Inoltra Stampa
Istruzione: La scuola si prepara al web, voti e assenze on line
 © © DN - Fotolia.com

La rivoluzione digitale della scuola ha mosso i primi passi. Secondo i dati del Dipartimento per la pubblica amministrazione e l’innovazione, oltre 3mila scuole (il 30% del totale, il 50% delle superiori e dei licei) hanno già aderito al portale Scuola Mia, un progetto dei ministri Renato Brunetta (pubblica amministrazione) e Mariastella Gelmini (pubblica istruzione), on line da febbraio.

I genitori potranno dunque parlare via web con la scuola, con una password personale per garantire la privacy e avere diversi servizi on line, secondo la scelta dei dirigenti e dei professori (“L’autonomia scolastica è pienamente rispettata, ogni scuola deciderà su base volontaria se stare o no dentro il portale,” dicono dal ministero dell’Istruzione). In teoria, dunque potranno sapere il rendimento scolastico del figlio e eventuali assenze ingiustificate, prenotare i colloqui con i professori, leggere avvisi, circolari e comunicazioni, per esempio, sulle uscite didattiche e le gite, compilare il modulo di iscrizione e pagare le tasse.

Le scuole potranno attivare questi servizi senza dover acquistare un software proprio, quindi con un grosso risparmio economico visti i costi, a volte proibitivi (anche 2.500 euro a software) dei sistemi di gestione dei registri elettronici. “Ora i presidi potranno liberare risorse e spenderle per qualcos’altro,” fanno notare al ministero di Brunetta. Dal 2012 peraltro per effetto di un disegno di legge collegato alla finanziaria 2009, le pagelle on line diventeranno obbligatorie.

Le comunicazioni on line non piacciono a tutti. C’è un fronte di scettici secondo i quali le comunicazioni on line raffreddano i rapporti scuola-famiglia. I fautori della novità invece dicono che così “il genitore su Internet riesce a tenere d’occhio tutta la situazione, senza dover aspettare il colloquio con i docenti per sapere se il figlio è assenteista o va male a scuola”.

Leggi anche Compito suo, Bambini che amano lo studio, Alla scuola dei grandi: dalla materna alle elementari

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