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A scuola

Compito suo

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A scuola: Compito suo

Occhio alla quantità

“La scuola, oggi, prevede spesso il tempo prolungato. Sia alle elementari sia alle medie, i ragazzi si fermano a lezione anche il pomeriggio. Ma mentre il vecchio doposcuola serviva a svolgere gli esercizi assegnati e a studiare, ora prevede altre attività scolastiche. Così i bambini arrivano a casa stanchi e con ancora i compiti da eseguire”, dice Daniela Lucangeli, docente di psicologia dello sviluppo all’università di Padova ed esperta in problemi dell’apprendimento.

I compiti a casa non dovrebbero sostituire il lavoro dell'insegnante

Il risultato? Controproducente. Perché il nostro cervello non è un contenitore da riempire all’infinito. “Le ricerche hanno dimostrato che, per facilitare le conoscenze acquisite, superare un certo numero di ore di studio affatica il sistema cognitivo e lo rende incapace di recepire cose nuove il giorno seguente”, spiega la psicologa. Questo non significa, però, che i compiti siano inutili. Anzi.

Così l’apprendimento si consolida

A fare la differenza è il giusto carico. La mole di lavoro assegnato a casa deve essere commisurata all’età e alle ore già dedicate allo studio a scuola. In altre parole, non deve occupare tutto il tempo libero del

Il tempo da dedicare allo studio aumenta con l'età: in prima elementare bastano 10 minuti

bambino. L’americana National Teatchers Association si è spinta ancora più in là, quantificando in una regola aurea i tempi di studio: 10 minuti di compiti in prima elementare, 20 in seconda, 30 in terza e così via al fine di adattare gradualmente il carico di lavoro alla crescita intellettuale dei ragazzi. Il tutto tenendo presente quali sono i tempi di attenzione dei bambini: un bambino di 6-7 anni comincia a distrarsi dopo 15 minuti, un ragazzo di 15 è in grado di prestare attenzione per circa 30-45 minuti. Detto questo, già a partire dalla scuola elementare i compiti sono indispensabili per consolidare quanto studiato in classe. “Sono pochi gli apprendimenti che si verificano istantaneamente e si installano nella mente una volta per tutte. La maggior parte delle conoscenze, infatti, si ‘fissa’ attraverso l’esercizio”, dice Anna Oliverio Ferraris, psicologa dell’età evolutiva. “Con l’insegnante si inquadra l’argomento, poi, a distanza di qualche ora o qualche giorno, a casa propria, lo si affronta di nuovo, approfondendo, rafforzando e stabilizzando quanto già acquisito”. Non solo. I compiti a casa sono un’occasione anche per accrescere l’autodisciplina e l’autonomia del bambino, per imparare a darsi dei tempi e a seguire delle regole, per sviluppare il senso del dovere e l’abitudine al lavoro.

Aiutarli o no?

Secondo gli esperti, i compiti sono una prova in cui i bambini devono misurarsi da soli. Spesso, invece, per affrettare i tempi o perché il bambino dice di non essere in grado di svolgerli, mamma e papà si sentono in dovere di aiutarli o, addirittura, di farli al posto loro. “Un errore - dice Lucangeli -. Il genitore deve stare vicino a suo figlio, gratificandolo quando riesce nel suo lavoro, ma senza sostituirsi a lui. Fin dai primi anni di scuola i ragazzi vanno abituati a studiare autonomamente, a andare alla ricerca di soluzioni. L’errore non deve far paura. Anzi, per l’insegnante è la prova che un determinato concetto non è stato capito e che, di conseguenza, l’alunno ha bisogno di ulteriori spiegazioni”.




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Commenti a questo articolo
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  • di Patrizia il 18 ottobre 2011, alle ore 01:24

    A mio figlio, 12 anni, seconda media,orario scolastico 5 ore dal lunedì al sabato più due rientri pomeridiani di due ore ciascuno, assegnano compiti che lo tengono imegnato, oltre all'arario scolastico dalle 3 alle 4 ore tutti i giorni. Io cerco di aiutarlo come posso ( ho altri due figli ) ma capisco che ad un certo punto lui va in blackout. Per lui la scuola è ansia continua,alla fine dell'anno scolastico passato, era ingrassato di 7 kg. e aveva un certo numero di tic nervosi...lui si rilassa andando in giro in bici, andando a nuoto, suonando il flauto, disegnando ( disegna benissimo ) ma quando trova il tempo per fare questo???? Mai a meno chè non sia io a dirgli: " basta oggi basta compiti, vai in piscina" ma anche questo non è giusto perchè poi, il giorno dopo, va a scuola con ansia e sensi di colpa. I professori non capiscono....io sono stanca di vedere un ragazzino piangere, arrabbiarsi, chiuso in casa e autostima..zero...!!!!


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