Bimbo della settimana

Disturbi linguaggio 0-6 anni

Mio figlio parla poco e male

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Disturbi linguaggio 0-6 anni: Mio figlio parla poco e male
 © © Wojciech Gajda - Fotolia.com

Si sta avvicinando il primo compleanno del vostro bambino. Già da qualche mese, o da parecchi, ha cominciato a emettere qualche suono e ora c’è l’attesa delle prime parole: mamma, pappa, bau, nanna…

Di solito nei genitori si crea un’attesa, un’aspettativa. Qualche volta, strada facendo, delusa: ci sembra più “lento” di altri, o troppo silenzioso, o con difficoltà di pronuncia particolarmente spiccate. L’ansia dei genitori non aiuta mai il piccolo.

Quali possono essere allora i riferimenti per un genitore? E quando vale la pena preoccuparsi, o, più semplicemente, osservarlo in tutte le sue manifestazioni e stimolarlo di più? Ne abbiamo parlato con Laura D’Odorico, docente di Psicologia dello sviluppo e disturbi del linguaggio all’Università Bicocca di Milano.

UN PERCORSO A TAPPE, CON TANTE VARIABILI

12/13 MESI – Le prime parole È l’età a cui solitamente il bambino comincia a dire le prime parole, due, tre o quattro. Può succedere anche qualche mese dopo.

18 MESI – 50 parole Il 50% dei bambini arriva a circa 50 parole, dove per parola s’intende anche “bau bau”, o “baba”, o quanto basta per indicare un oggetto.

“Ci sono bambini che a quest’età non dicono ancora nessuna parola, ma questo non è di per sé preoccupante” spiega Laura D’Odorico.

“L’importante in questi casi e badare che il bambino capisca, che comunichi attraverso gesti con le persone che gli stanno intorno e che ci sia produzione di lallazione o comunque di suoni con presenza di consonanti: quest’ultimo infatti è un buon indice per la previsione di un normale sviluppo del linguaggio. Al contrario non lo è il fatto che produca solo suoni vocali tipo “aaaa….”

Il bambino dovrà essere stimolato, parlandogli di più, stimolando ogni sua forma comunicativa anche gestuale e coinvolgendolo molto nella lettura di libretti, non solo per favorire la nanna, ma anche in altri momenti della giornata”.

2 ANNI – 150 parole Il 50% dei bimbi produce in media circa 150 parole e inizia a produrre le prime frasi, ma il range va da 50 a 400: “Nell’ambito dello sviluppo linguistico si hanno differenze individuali vastissime, che pur rientano nella normalità” spiega e sottolinea la Prof.ssa D’Odorico.

“Se il bambino di 2 anni produce meno di 50 parole, merita di essere osservato, perché è una condizione che potrebbe essere indice di rischio per futuri problemi linguistici.”

Non occorre nessuna terapia, ma un’osservazione più attenta: è importante che ci sia un incremento mensile, anche solo di una parola alla volta.

Bisogna incrementare gli stimoli. Per esempio, fate più attenzione a dedicare momenti della giornata alla vostra comunicazione tu per tu, accompagnate con le parole il momento della pappa, del gioco; durante le passeggiate coinvolgetelo nell’osservazione di quel che c’è intorno; favorite i suoi gesti rispondendo al suo tentativo di comunicazione silenziosa, per tenere comunque “viva” la relazione; dedicate più tempo alla lettura della sera, scegliete libri con belle illustrazioni, soffermatevi su singoli oggetti o figure parlando sempre in modo lento e rilassato e inventando brevi storie che attraggano la sua attenzione sulle nuove parole.

Si possono già fare e sono consigliabili accertamenti sull’udito. Otiti ravvicinate o prolungate nei primi anni di vita, causando di fatto periodi di sordità, potrebbero essere la causa del rallentamento nel processo di sviluppo: in questi casi l’esito è un rientro alla normalità.

3 ANNI – prime frasi corrette (400 parole) È intorno ai 36 mesi che normalmente avviene un’esplosione del linguaggio: il numero di parole prodotte aumenta in breve tempo (fino a circa 600) e il bambino comincia a formare frasi di tre o più parole.

“Quando si nota una mancanza di comunicazione e l’udito non ha problemi, tra i 3 e i 4 anni diventa opportuno rivolgersi a uno specialista: uno psicologo dello sviluppo esperto in problemi dello sviluppo, un neuropsichiatra infantile o un esperto in logopedia, che farà gli opportuni accertamenti” spiega Laura D’Odorico.

I DSL risultano avere una diffusione del 5-7% sotto i 6 anni, che si riduce all’1-2% sopra i 6 anni

I Disturbi specifici del linguaggio (DSL) hanno sempre alle spalle una storia di ritardo nello sviluppo, ma è molto spesso presente anche una componente neuropsicologica: se prima dei 3 anni è molto difficile impostare un serio programma di riabilitazione, può essere importante, per il futuro esito degli interventi di cura, non aspettare i 6, cioè quando le difficoltà linguistiche si evidenzieranno più drammaticamente con l’ingresso a scuola.

Leggi nella pagina seguente i consigli ai genitori: Il bambino impara dalla mamma, non dalla tv; al nido molto piccolo; indica col dito; mamma e papà parlano due lingue diverse, primo o secondogenito, balbetta o pronuncia male ecc ecc



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Commenti a questo articolo
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  • di clelia il 23 gennaio 2012, alle ore 09:59

    ilmio secondo bambino,ha compiuto due anni il 19 genn scorso.lui dice poche parole,non chiama nè la mamma nè il papà quando desidera qualche cosa ci prende per mano e ci accompagna dove lui vuole andare,es se vuole un pò di pane ci accompagna nel mobile apposito,se non riesce a prendere il ciccio ci prende per mano e ci accompagna là.se per caso io faccio finta di non capire inizia ad urlare come se si arrabbiasse.rimane incantato se in tv ci sono i cartoni e se gli parlo neanche mi ascolta.se ascolta una canzone o una musica per diverse volte lui ripete anche con intonazione ovviamente non con le parole.se io gli chiedo i vari versi degli animali lui li ripete se ha voglia.se invece gli chiedo io chi sono? lui non risponde,allora lo aiuto dicendo:sono MA e lui aggiunge MA.il pediatra mi dice che devo stimolarlo di più.ma io lo vedo molto pigro,e disinteressato a ciò che gli diciamo.sono veramente preoccupata.aspetto consigli in merito e anticipatamente la ringrazio!


  • di Comella Cristina il 09 gennaio 2012, alle ore 14:52

    Buongiorno Dottoressa, mio figlio Luca ha 3 anni e le poche parole che dice sono mamma papa(senza accento) bau atte (latte) acqua e poco altro. Vorrei sapere se è il caso di farlo seguire da un logopedista o neuropsichiatra infantile o aspettare per non comprometterne la normale crescita. Il pediatra dice che è pigro. Come dobbiamo comportarci. Grazie. Cristina.


  • di lucia il 20 dicembre 2011, alle ore 21:21

    Cara dott.ssa Ranieri,sono la nonna di un bambino di un bimbo di quasi 4 anni ed ha difficolta' a parlare,dice bene le parole mamma papa' nonno nonna le altre parole le inzia poi le termina con un aaa premetto che comprende perfettamente tutto,interagisce con il fratellino di un anno inferiore a lui con il gioco e' molto protettivo nei confronti del piccolo,anzi quando vede che fa qualche cosa di pericoloso gli va vicino e cerca di impedrglielo parlando un linguaggio che solo loro due capiscono.
    Va all'asilo e dialongando con lui sono riuscita a sapere il nome del suo amico preferito.E' seguito da una logopedista la quale ha detto che se entro quest'anno non prende confidenza con il linguaggio e' preferibile mandarlo in un asilo specialistico con solo insegnanti logopediste.Vorrei un suo consiglio su come aiutarlo e se conviene farlo vedere da un medico specializzato.Grazie


  • di Rossana il 04 novembre 2011, alle ore 18:43

    ciao Dora ho letto cosa hai scritto anche mio figli va alla locopedia ha iniziato ad agosto e un po migliorato ma poco.parla di piu ma sempre nel suo modo.tanta volte non lo capisco e lui si arrabbia.sono molto stressata la notte non riesco a dormire mi manca l`aria e piango,so ke nn ti interessa ma e x sapere tu come ti senti?scusa avevo bisogno di sfogarmi.!ciao grazie mille


  • di Rossana il 04 novembre 2011, alle ore 18:12

    ciao a tutti,io ho un bimbo di quasi 4anni e non parla ma parla nel suo modo tipo po,be,(porta,bere.ecc.) cioè dice solo le prime lettere.sono molto proccupata.se qualcuno ha lo stesso problema o che ha avuto mi puo perfavore scrivere.grazie


(17 Commenti)

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