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LA SCELTA

Come scegliere la scuola superiore: 5 consigli

Di Alice Dutto
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07 Febbraio 2017
La scelta della scuola superiore è un momento importante. Ecco come affrontarlo con i consigli di Isabella Milani, autrice de “L'arte di insegnare. Consigli pratici per gli insegnanti di oggi”

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Arrivati in terza media è tempo di scegliere la scuola superiore. Ma quali sono i parametri da tenere in conto? Devono scegliere i genitori o i ragazzi; è meglio optare per un istituto professionale o un liceo; è bene dare ascolto agli amici? Abbiamo rivolto tutte queste domande a Isabella Milani, autrice de “L'arte di insegnare. Consigli pratici per gli insegnanti di oggi”. Ecco i che cosa ci ha suggerito.

 

1. Fate scegliere a vostro figlio

«La scuola superiore deve essere scelta da vostro figlio, perché è la prima vera scelta che fa e deve essere sua». Anche perché «se si rivelerà sbagliata o troppo faticosa non potrà attribuire a voi la causa del suo disagio».

 

Questo, però, non vuol dire accettare passivamente ciò che dirà vostro figlio: «I genitori possono e devono cercare di indirizzarlo verso la scuola che sembra loro più adatta, ma senza che questo diventi un’imposizione».

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2. Ascoltate gli insegnanti
La scelta delle superiori, in realtà, deve cominciare dalla prima media: sulla base dei voti, della voglia di studiare, della curiosità e, soprattutto, dei consigli degli insegnanti. «Il carattere conta poco, perché nell’adolescenza è in continua evoluzione».

 

Un punto importante è invece proprio l'ascolto dei docenti: «Nell’ultimo anno di scuola media gli insegnanti danno dei consigli ai ragazzi e alle famiglie. E se nessuno può garantire quale sarà la scelta migliore per vostro figlio, ma gli insegnanti sapranno di sicuro qual è quella sbagliata».

Facciamo un esempio: «se un ragazzo mostra di non aver nessuna curiosità verso gli argomenti di studio, se ama stare all’aria aperta, se non legge mai un libro, o se ha a malapena 5 di italiano o di matematica, non iscrivetelo a un liceo solo perché pensate che sia una buona scuola. Per vostro figlio non lo è».

E se per caso volesse iscriversi lui al liceo, nonostante il parere contrario degli insegnanti, «spiegategli che cosa significherà studiare matematica o stare seduti per ore a fare versioni di greco o problemi di algebra. Se voi genitori non avete competenze specifiche, fatevi aiutare in questo dai docenti».
 

3. Preferite una scuola meno impegnativa

La scelta, dunque, va fatta con i piedi per terra: il rischio di imporre ai figli scuole troppo difficili è infatti quello di «condannarli ad anni di frustrazioni. E, soprattutto, a perdere fortemente l’autostima, che è fondamentale per la vita. Ricordate che alla fine della scuola superiore potrà comunque iscriversi all’università». Se la scelta della scuola è stata fatta bene, «il ragazzo proseguirà anche oltre l’obbligo scolastico e a volte, contro ogni previsione, andrà anche all’università ottenendo buoni risultati».

«In generale, direi che è meglio iscriversi a una scuola meno impegnativa, che permetta al ragazzo di studiare con maggiore serenità, rispetto a una scuola più impegnativa che sia per il ragazzo fonte di stress e causa di perdita di autostima».

 

Se, poi, un ragazzo non ha assolutamente voglia di studiare «è importante che gli vengano offerte tutte le possibilità per prepararsi al mondo del lavoro, perché oggi la formazione anche per lavorare è essenziale».

PER APPROFONDIRE: Scuole superiori, guida all'orientamento

 

4. Valutate l'ambiente scolastico

Oggi ci sono su internet tutte le informazioni utili, e ogni scuola media prevede delle strategie per l’orientamento, fornendo molte informazioni e consigli.

ACCEDI AL PORTALE DEL MINISTERO DEDICATO ALL'ORIENTAMENTO AL SECONDO GRADO


«Per quanto mi riguarda, l’open school è utile ma non essenziale. Consiglio invece di andare andare all'uscita fuori dalla scuola e osservare, facendo attenzione a come escono i ragazzi, i professori e a come si relazionano fra loro».

 

5. Cambiate scuola, se è quella sbagliata

«Se la scuola si è dimostrata sbagliata ci sono dei termini entro i quali in cui si può andare via. Per me è meglio cambiare ed evitare gli istituti che propongono di fare 2 anni in 1».

In definitiva, si può dire che non esistano scuole migliori o peggiori. 
«Sono le persone che rendono buona una scuola: gli insegnanti, il dirigente, i genitori, gli alunni. E le risorse che vengono assegnate alla scuola. Dunque, la scuola migliore è quella più adatta al ragazzo».