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Adriana risponde

Sos: non vuole andare alla scuola materna

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Adriana risponde: Sos: non vuole andare alla scuola materna

Adriana Cantisani, SOS Tata

Buongiorno,
sono una mamma che ha um bimbo di quasi 5 anni. Da circa due mesi la mia famiglia (siamo in 3) si è dovuta trasferire momentaneamente a casa dei miei genitori perché stiamo ristrutturando la nostra casa.

Siamo rimasti nello stesso paese, a 500 mt da casa nostra, siamo dai nonni che il bimbo ama tanto, in una casa bella e grande ... ma da come siamo lì ogni mattina, e dico ogni mattina, inscena drammi, pianti disperati e si rotola per terra per non andare alla scuola materna. Premetto che i nonni lavorano, mio marito lavora, e io pure, e che quindi gli ultimi a uscire di casa al mattino siamo io e lui.

Con calma e serenità, e in circa mezz'ora, riesco a farlo venire con me in macchina; poi con calma e serenità in altra mezz'ora riesco a farlo scendere dalla macchina e entrare a scuola ma il tutto sempre accompagnato dal suo pianto disperato, dalle sue suppliche di non lasciarlo e di stare con lui a casa. Non si lascia consolare neanche dalle maestre.
Io ci tengo a dire che non uso né le mani, né le minacce ma uso proprio tutta la mia pazienza ... serve al momento ma non migliora la situazione dei giorni successivi in cui si ripete tutto come daccapo.

Adriana le chiedo un gentile consiglio, alle vacanze e alla chiusura estiva manca ancora un po', come posso rendere il mio bimbo più sereno nell'affrontare questo suo quotidiano compito di andare alla scuola materna? Grazie e a presto Mamma Raffina

Cara Raffina,

probabilmente il tuo bambino vive la casa "nuova" (quella dei nonni) come il paese di Bengodi. Sarà per le sue caratteristiche più visibili: vale a dire mobili diversi dal solito, cose nuove da scoprire (armadi, cassetti ecc.), insomma è un luogo fuori dalla solita routine.

Chi è Adriana Cantisani

Sarà anche per le caratteristiche meno visibili: perché forse in quella casa, visto che ci sono i nonni, si può fare di tutto, ci sono meno regole da seguire , è permesso quello che normalmente non si può fare a casa e soprattutto ci sono nuovi “spettatori” (i nonni), pronti ad intervenire, giustificare, proteggere.

Sono tutte idee e supposizioni, ma potresti anche tu cercare di focalizzare quali siano i cambiamenti, non solo logistici, ma anche relazionali: come sono cambiati i rapporti in un contesto diverso, come sono i comportamenti, non solo del bambino (ad es. fugge dai nonni quando lo sgridi), ma anche i tuoi (sei comunque la bambina dei tuoi genitori e forse ti senti strana come bimba/ mamma allo stesso tempo o giudicata nei tuoi metodi educativi). La mamma perfetta non esiste, ma esiste la mamma convinta (almeno ci prova) di quello che intende fare!!!

I nonni sono preziosi, ma a volte, nel tentativo di fare bene e di dare tutto ai nipotini, finiscono per viziarli. Tendono a dare poche regole e a concedere tantissimi strappi a queste poche regole. Questa flessibilità può finire però per destabilizzare o innervosire il bambino: non sempre si può fare molto a riguardo.

Continua così, cerca di ignorare quegli atteggiamenti che ha solo con i nonni o in presenza dei nonni e …. vai con la pazienza! Quello che puoi fare è dare continuità al metodo educativo: stabilisci con i nonni quali siano le regole di base che veramente vuoi mantenere, chiedi la loro collaborazione nell’aderire alle vostre richieste. Tutto questo per mantenere una certa coerenza agli occhi del bambino.

Ricordati comunque che è molto normale che i bambini siano buoni a casa, buoni dai nonni e invece si lascino andare ai capricci nel momento di compresenza dei genitori con i nonni.

Bravissima che riesci a mantenere la calma, anche perché c'è ben poco altro da fare.. tanto, si deve andare a scuola. Un consiglio: vivila con meno ansia e anche lui presto finirà, se vede che appunto il risultato è che comunque si va a scuola.

Continua così ….. finiranno prima o poi i restauri!!

Un abbraccio,

adri

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Commenti a questo articolo
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  • di stefania il 29 aprile 2011, alle ore 10:41

    cara tata adriana,mia figlia di 3 anni e mezzo,ha passato le ultime tre settimane a casa per malattia,ora non vuole saperne di tornare a scuola,come mi devo comportare?posso lasciarla piangere tra le braccia della maestra???aiutami tu,ti prego!!!baci stafania


  • di Sara Simoncelli il 09 marzo 2011, alle ore 13:33

    mio figlio di 4 anni e mezzo,da novembre che è iniziato il rientro nella sua scuola materna, a iniziato a piangere tutte le mattine anche quando non lo lascio di pomeriggio ma solo fino le 13 e di notte fa la pipì tutte le sere nel letto, esclusi i giorni di festa e di malattia che quindi non va a scuola. In fin dei conti però a scuola ci sta bene, ha un sacco di amici, viviamo tutti nello stesso quartiere etc... come devo fare, io ho bisogno che lui almeno qualche giorno alla settimana stia a scuola anche di pomeriggio?! saluti mamma Sara


  • di enza il 15 settembre 2010, alle ore 23:40

    ciao, io ho avuto lo stesso problema ogni mattina era una tragedia .....non capivo il motivo poi ho scoperto che i bambini venivano maltrattati e intimoriti per una stanza buia.....panico!!!!! non pensiamo sempre che le maestre sono buone e i nostri bimbi dei monelli....perche' anche se non sono tutte cosi' purtroppo tante non fanno il lavoro con passione ma solo per lo stipendio.....ah per la stanza buia me l'hanno detto in faccia che lo usavano come metodo per farsi ascoltare se non mangi vai nella stanza buia....non ci dobbiamo meravigliare......per fortuna il mio adesso va a scuola ma sono sempre sul chi va la'....


  • di mamma manu il 07 maggio 2010, alle ore 17:56

    Cara Tata Adriana,ho un figlio di quasi 4 anni che frequenta il suo primo anno d asilo..il momento del distacco è sempre una "tragedia" accompagnata dall ultimo(infinito) bacio a qualche pianto che finisce appena vado via. Il problema è che sino ad oggi ha pranzato all asilo solo per circa un mese..per il resto nonostante faccia l orario sino le 15.45 lui non mangia,come fosse un dispetto per noi. All inizio lo sgridavo..senza esagerare,poi ho capito che non serviva e con le maestre abbiamo usato il metodo dell indifferenza..ma purtroppo mangia solo un pò di pane e quando torna a casa ha fame! Come bisogna comportarsi? Forse servirebbe una punizione..non saprei proprio..c è da aggiungere che è bravissimo ma ha un carattere molto particolare..un pò contraddittorio..un pò complicato...help help...( speriamo meglio il prossimo anno!!!!


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