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Ciao Adriana, |
Cara Mamma,
la cosa più importante da tenere sempre a mente è che il rapporto affettivo tra la mamma ed il suo bambino si basa anche sulla comunicazione, quindi è importante NON cambiare la lingua con cui si è stabilito il vostro rapporto.
Il vostro rapporto è già in italiano ed inoltre è importante che tu sia la prima a sentirsi spontanea nel parlare, in modo da essere sempre costante come FONTE della lingua madre. E’ importante parlare nella lingua che senti più TUA. Meglio quindi evitare cambi improvvisi, passando da una lingua all’altra, anche perché in età di acquisizione linguistica rischierebbe di confondere le due lingue. La confusione si potrebbe creare non nelle singole parole usate, ma nella sintassi della lingua stessa, provocando confusione e ritardo - inteso come freno e non come disabilità- nello sviluppo linguistico.
Forse quando sarà più grande, verso i 7 o 8 anni, sarà possibile trovare un accordo per affrontare questa nuova lingua in modo naturale: il bimbo deve essere però pronto ad accettarlo come gioco e non come forzatura.
La cosa importante è che le fonte linguistica rimanga costante, perché cambiando la lingua si rischia di interrompere il ponte di comunicazione che vi unisce e questo può risultare molto stressante per la bambina.
Questo non toglie che sia possibile trovare un’altra FONTE, che parli inglese SEMPRE con lei e che instauri con lei un rapporto di fiducia tale da consentire una interazione fra loro per consentire l’apprendimento: esistono asili bilingue, corsi creati ed adeguati per i piccoli dai 3 anni, basati appunto sul gioco.
Se desideri approfondire questo argomento, proprio su questo tipo di dubbi e sulle strategie da seguire nell’approcciare i propri figli all’inglese, è appena uscito il mio libro “Tata, help!” edito da Rizzoli.
Spero esserti stata di aiuto!
Un abbraccio,
adri
Leggi tutti i consigli di Adriana ai lettori di Nostrofiglio.it




























Ritengo la risposta di Adriana completa e chiara e sopratutto approfondita riguardo i vantaggi puramente "tecnici" della seconda lingua rispetto al legame mamma/bimbo e velocità di apprendimento.
Chiedo a chi è rimasto "perplesso" della risposta e ha perso tempo a scrivere un commento se ha almeno letto o "intuito" il messaggio ?!
Ciao, Io abito in Inghilterra e ho due bambine, la prima a 4 anni e sin da piccola e' andata all'asilo dove le parlano in inglese...devo dare leggermente credito al commento di Adriana nel fatto che la mia bimba ogni tanto nelle sue frasi mette sia l'inglese che l'italiano e alcune parole italiane le storpia. Questo non vuole dire che non e' giusto parlare ai bimbi due lingue, io per forza di cosa lo devo fare ma qualche ripercussione c'e'.
ma Adriana non dice di non parlare in inglese... dice solo che se la mamma che fino ad oggi le ha parlato in italiano improvvisamente le inizia a parlare in inglese crea confusione alla bambina....è ovvio che se uno parla al proprio figlio fin dall'inizio, da appena nato in tutte e due, tre lingue il bimbo non ha confusione... suggerisce solo di cercare un'altra persona che le parli in inglese...
sconcertante e dir poco. è ormai dimostrato che i bambini hanno una capacità di apprendimento a crescita esponenziale fino ai sei anni e sono capaci di imparare fino a cinque lingue contemporaneamente, così come la lettura e la matematica, se lo si presenta come un gioco.
Ciao a tutti. Anch'io non sono molto daccordo con la risposta data da Adriana. Io abito in Inghilterra e sono incinta e il padre del mio bimbo e' Finlandese, ovviamente in casa nostra si parla inglese ma cio' nn toglie che quando mio figlio nascera' io parlero' in italiano e inglese. Da quello che so',per i bambini non e' assolutamente un problema imparare piu' lingue e qui a Londra sono tanti gli esempi e non mi sembra che questi bimbi abbiamo problemi di apprendimento, anzi direi il contrario. Cosa ne pensate? Grazie
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