Salute bambini

Infezioni gastrointestinali, come curarle

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Il bambino vomita e ha la diarrea. A causarli sono quasi sempre dei virus. Per contrastarli, in età pediatrica sono sconsigliati i farmaci: quel che è importante è reintegrare le perdite di liquidi ed adottare un’alimentazione leggera. I consigli del pediatra esperto

Il principale responsabile delle infezioni gastrointestinali? Un virus. “Le infezioni gastrointestinali sono causate prevalentemente da agenti virali” precisa il Prof Gian Vincenzo Zuccotti, Direttore Clinica Pediatrica e Direttore Dipartimento Materno-infantile Università degli Studi di Milano - AO Luigi Sacco. “Il principale è senz’altro il rotavirus, ma possono intervenire altri ceppi virali, tra i quali i virus influenzali. Molto meno frequente invece la causa batterica”.

I SINTOMI In genere sintomi caratteristici delle infezioni intestinali sono il vomito, che è di solito il segnale di esordio della gastroenterite, la diarrea (cioè la riduzione della consistenza delle feci accompagnata dall’aumento del numero di evacuazioni), che può presentarsi anche con muco e/o sangue, i dolori addominali, mentre la febbre non sempre è presente. Se la causa è invece un virus influenzale, si associano anche i sintomi tipici dell’influenza, come febbre elevata, malessere generale e sintomi respiratori. Leggi l'articolo Metti ko l'influenza di stagione

Quanti giorni dura? Le gastroenteriti infettive possono durare da 2-3 giorni, fino a oltre una settimana. E’ importante comunque tener presente che, anche quando l’infezione si è risolta, sono necessari alcuni giorni perché la consistenza delle feci ritorni alla completa normalità.

La prima cura? Reidratare il bambino. “La gravità della gastroenterite non è correlata tanto al microrganismo che sostiene l’infezione – come si è detto, infatti, si tratta nella maggior parte di casi forme virali, capaci di provocare un danno modesto e limitato nel tempo, come fosse un “raffreddore dell’intestino” - bensì al rischio di disidratazione che è associato” fa notare il prof. Zuccotti.

“La perdita di liquidi che comportano vomito e diarrea, infatti, se importante, provoca una serie di squilibri per l’organismo che possono essere anche gravi. Per questo la ‘terapia’ più importante è reintegrare le perdite di acqua, di zuccheri e sali minerali: a tale scopo in commercio si trovano soluzioni reidratanti orali in bustine da sciogliere in acqua o già pronte all’uso.

Tali soluzioni sono indicate anche in presenza di vomito, basta proporle frequentemente in piccole dosi. Sebbene non si tratti di farmaci, la quantità di soluzione da somministrare al bambino varia in base al peso e alla quantità di liquidi persi, pertanto il consiglio del pediatra è sempre fondamentale”.

Precauzioni particolari per i piccolissimi

Più i bambini sono piccoli, più la disidratazione può essere grave. Ecco perché quando il vomito e la diarrea si presentano sotto i sei mesi è necessario contattare quanto prima il pediatra, che consiglierà la terapia più opportuna, più eventuali esami di approfondimento per escludere altre patologie.

In ogni caso, per proteggere i bambini nell’epoca della vita in cui questa infezione può essere più seria, esistono due vaccini contro il rotavirus, entrambi sicuri ed efficaci, da somministrare per bocca nei primi mesi.

Riprendere a mangiare un po’ per volta In caso di vomito, è difficile che il bambino abbia voglia di mangiare, per questo è inutile forzarlo. “Non appena si è risolto il vomito, però, anche se è ancora presente la diarrea, è necessario proporre al bambino i cibi solidi” consiglia Zuccotti. “Si è visto infatti che la rialimentazione precoce porta a un rapido recupero ponderale senza peggiorare il decorso della diarrea. Al contrario, il digiuno o l’ipoalimentazione prolungati possono essere responsabili di una maggior durata della diarrea”.

Cosa dargli da mangiare? “Non è necessario adottare una dieta ‘in bianco’, è però importante che l’alimentazione sia povera in zuccheri semplici e grassi, che potrebbero prolungare la sintomatologia”.

I farmaci? Meglio di no Per contrastare gli attacchi di vomito o di diarrea esistono farmaci specifici, tuttavia il loro utilizzo è sconsigliato in età pediatrica. Per la diarrea, ad esempio, il farmaco più usato è la loperamide, mentre per il vomito ci sono la metoclopramide e il domperidone, ma nei bambini possono provocare effetti collaterali, a fronte di modesti benefici. Insomma, meglio evitarli.

Gli antibiotici non servono. Gli antibiotici sono usati raramente nelle gastroenteriti, in primo luogo perché, come si è visto, la causa di queste infezioni è nella maggior parte dei casi virale, inoltre non tutte le gastroenteriti batteriche necessitano di una terapia antibiotica, che anzi può prolungare la persistenza dei microrganismi nell’intestino.

Fermenti lattici si o no? “I fermenti lattici (chiamati più correttamente probiotici), possono essere utili per migliorare la durata e la gravità della gastroenterite” risponde l’esperto. “E’ però importante scegliere quelli giusti: per la gastroenterite, un’efficacia è stata dimostrata solo per alcuni ceppi, come Lactobacillus GG e Saccaromyces Boulardii. Pertanto anche in tal caso è indispensabile consultare il proprio pediatra, che saprà consigliare i preparati in commercio più indicati”.

Quando il bambino può tornare a scuola? Poiché le gastroenteriti sono particolarmente infettive, è bene che il bambino ricominci a frequentare la comunità solo quando il vomito e la febbre sono scomparsi, ha iniziato a rialimentarsi normalmente e la consistenza delle feci è sulla via della normalizzazione.

Leggi anche Metti ko l'influenza di stagione e Acetone, basta un po' di zucchero

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17 Gennaio 2011 | Aggiornato il 17 Gennaio 2011
2 Commenti
10 Aprile 2014 20:17
antonella
io alla mia bambina le ho fatto fare anche il rotaryvirus oltre agli altri vaccini.si è facoltativo ma almeno mi tiene lontano la gastroenterite...che il nostro primo figlio ha avuto.
24 Aprile 2013 17:46
raffaella
ciao
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