I medicinali che la mamma assume durante l’allattamento passano nel latte? E possono nuocere al lattante? Vediamo con l’aiuto di Antonio Clavenna, ricercatore presso il Laboratorio per la Salute Materno Infantile - Istituto Mario Negri di Milano, quali usare e quali no per contrastare alcuni tra i disturbi più frequenti.
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FOCUS: Aspirina durante l’allattamento
Quando si allatta è da evitare l’assunzione dell’aspirina a dosaggio pieno perché nei bambini piccoli potrebbe causare una sindrome rara, chiamata sindrome di Reye, che può causare coma e può essere persino letale. “Anche se la quantità del farmaco che passa nel latte è esigua, è preferibile sostituirla con un altro principio attivo” sottolinea Clavenna. “Diverso il caso in cui si assuma l’aspirinetta per patologie che aumentano il rischio di coagulazione del sangue: la quantità che passerebbe al bambino, sia in gravidanza che durante l’allattamento, è davvero trascurabile, inoltre i rischi che si potrebbero avere non prendendo il medicinale sarebbero sicuramente più gravi”. |
ANSIA E DEPRESSIONE
Per curare disturbi depressivi, alcuni principi attivi, come la paroxetina e la sertralina, possono essere assunti tranquillamente perché hanno uno scarso passaggio nel latte materno.
Diverso il caso degli ansiolitici: nessun problema se si consumano saltuariamente; se invece occorre seguire una terapia prolungata, si tenga presente che certi farmaci si possono accumulare nel sangue del neonato, provocando effetti collaterali, come irritabilità e sonnolenza. La sostanza che ha il minore passaggio nel latte è il lormetazepam, ma deve essere assunto sotto stretto controllo medico e al più basso dosaggio possibile, prestando sempre attenzione all’eventuale comparsa di effetti indesiderati sul lattante.
BRUCIORI DI STOMACO
Si possono alleviare efficacemente con preparati a base di sali d’alluminio e magnesio; se non fossero sufficienti, sarà il medico a valutare se somministrare farmaci a base di ranitidina o omeprazolo, che inibiscono la produzione di acidi.
CARIE DENTALI
Anche durante l’allattamento i denti si possono curare in tutta tranquillità: l’anestesia che il dentista fa ha un’azione solo locale e viene smaltita molto in fretta. Solo per precauzione si può consigliare di evitare anestetici associati con adrenalina, dal momento che contiene un conservante che, in soggetti predisposti, potrebbe causare reazioni allergiche.
DIARREA
In attesa che passi, è necessario semplicemente bere in abbondanza, per evitare il rischio disidratazione (non si dimentichi che, per il solo fatto di allattare, la neomamma già perde molti liquidi). Solo se il medico lo ritiene opportuno, si può ricorrere ad un farmaco a base di loperamide, che viene secreto nel latte in quantità modeste.
FEBBRE
Come durante l’attesa, anche quando si allatta l’antipiretico d’elezione è il paracetamolo, poiché è stato dimostrato che ha uno scarso passaggio nel latte. Si tenga presente inoltre che è il farmaco più sicuro in caso di febbre nel neonato, quindi anche l’esigua parte che gli arriva con il latte non può certo nuocergli.
Innocuo anche l’ibuprofene, che passa nel latte in quantità assai ridotte.
Se dopo alcuni giorni la febbre non passa e il medico rileva una sovrinfezione batterica da trattare con gli antibiotici, ci sono alcuni tipi che possono essere utilizzati anche quando si allatta, naturalmente dietro prescrizione medica.
MAL DI TESTA
Efficace ancora una volta il paracetamolo o, ancor di più, l’ibuprofene, che ha maggiori proprietà analgesiche. Nel caso in cui si tratti di cefalea ricorrente, un principio attivo consentito durante l’allattamento è il sumatriptan, ma potrà essere assunto solo dietro prescrizione medica.
NAUSEA O VOMITO
Il primo rimedio per contrastare tali disturbi è fare pasti piccoli e frequenti; se è necessario ricorrere ai farmaci, un principio attivo consentito alla mamma che allatta è il domperidone, che migliora la motilità dello stomaco.
RAFFREDDORE
Gli spray per liberare il naso chiuso si possono adoperare anche durante l’allattamento, visto che hanno un assorbimento limitato, basta applicarli con parsimonia poiché a lungo andare possono danneggiare la mucosa nasale. Meglio fare frequenti lavaggi nasali e aerosol con semplice soluzione fisiologica; ottimi anche i suffumigi con acqua calda e sale o bicarbonato.
TOSSE E MAL DI GOLA
Medicine particolarmente efficaci per combattere tosse e mal di gola non ce ne sono, quindi in attesa che il disturbo passi da sé val la pena di consumare bevande calde con miele. Gli spray o le pastiglie per la gola hanno un’efficacia limitata tuttavia non passano nel latte, quindi possono essere utilizzati per brevi periodi.
Se necessario e su prescrizione del medico è possibile utilizzare un farmaco anti-tosse a base di destrometorfano, anche se la sua efficacia è pur sempre limitata. E la propoli? Ha un’azione antibatterica naturale, ma spesso è formulata in soluzione alcolica, quindi mentre si allatta va usata con parsimonia.
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Se hai dubbi sull’utilizzo di un medicinale durante la gravidanza e l’allattamento puoi rivolgerti a questi numeri: - Centro di Tossicologia Clinica degli Ospedali Riuniti di Bergamo, numero verde 800883300, attivo 24 ore su 24. - Telefono Rosso del Policlinico Gemelli di Roma, tel. 06-3050077, attivo dal lunedì al venerdì dalle 09.00 alle 13.00. - Filo Rosso dell’Associazione Studio Malformazioni (ASM), che ha tre sedi: - Milano, Ospedale San Paolo, tel. 02-89.10.207. Orari: Lunedì, martedì, mercoledì e venerdì: 10.30-13.30. Giovedì: 14.00-17.00 - Roma, Ospedale Fatebenefratelli Isola Tiberina, tel. 06-58.00.897. Orari: lunedì: 13.00-16.00. Martedì, mercoledì, venerdì: 14-17. Giovedì: 10.00-13.00. - Napoli, Policlinico Universitario Federico II, tel. 081-54.63.881. Orari: lunedì-venerdì: 15.00-18.00. |






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