I bambini con l'asma da allergia ai pollini
“Sul capitolo asma c’è fra i genitori una notevole confusione” premette il prof. Renato Cutrera, “poiché spesso i bambini, specialmente se hanno meno di 2 anni, manifestano sintomi simil-asmatici in occasione di episodi infettivi, che in età infantile sono piuttosto frequenti.
Nei più piccoli spesso è legata ad un episodio infettivo. ”Se le basse vie aeree sono colpite da un virus, infatti, può capitare che il bambino abbia un broncospasmo, che induce nei genitori il sospetto che si tratti di una forma allergica o che il bambino sarà soggetto ad avere l’asma. Teniamo presente che dai primi mesi di vita ai 5 anni, circa il 25% dei bambini ha avuto almeno un episodio di broncospasmo, ma dopo i 6 anni solo l’8-10% avrà episodi di asma bronchiale. Nel resto dei bambini, tutto passerà senza lasciare traccia, specie se il piccolo non ha avuto altri segni di allergia, come una dermatite atopica, e se nessuno dei due genitori è allergico”.
Come si manifesta?
L’asma bronchiale di origine allergica si presenta per lo più dopo i sei anni e si manifesta con difficoltà respiratorie, tosse secca, respiro sibilante dovuto a broncospasmo ed infiammazione delle mucose dei bronchi.
I ‘colpevoli’
A causare una crisi asmatica possono intervenire numerosi fattori:
- la polvere, in special modo gli acari contenuti nella polvere;
- la vicinanza con animali domestici, che liberano gli allergeni nell’ambiente attraverso la saliva, le feci o i detriti epiteliali;
- i pollini di alcune piante, come oleacee e betullacee;
- alcuni alimenti, come latte vaccino, uova, pesce.
I fattori aggravanti
Nelle persone soggette a crisi asmatiche, alcuni fattori possono contribuire a scatenare o peggiorare i sintomi, come le infezioni virali respiratorie, il fumo di sigaretta (compresa l’esposizione al fumo passivo), l’inquinamento, lo stress emotivo ma anche l’attività fisica, se non viene adeguatamente controllata.
La diagnosi
La diagnosi viene fatta valutando innanzitutto la frequenza e l’entità del disturbi. Se il medico sospetta un’asma di origine allergica, farà effettuare gli opportuni accertamenti, con test cutanei o esami del sangue, per conoscere l’allergene (o gli allergeni) responsabile.
Come si cura
1. Spray o aerosol a base di sostanze corticosteroidi, ad azione antinfiammatoria. “Sono entrambi molto efficaci” specifica il prof. Cutrera, “ma in età infantile sono preferibili gli spray poiché i bambini, specie se piccoli, non sono molto collaborativi quando si tratta di fare l’aerosol. In particolare, il sistema migliore è lo spray con il distanziatore: una mascherina connessa ad un tubo che trattiene le particelle più grosse del farmaco, che potrebbero dare effetti collaterali se arrivassero nel cavo orale. Il distanziatore inoltre permette alle particelle più piccole di raggiungere meglio i bronchi, facilitando l'esecuzione dell'inalazione”.
2. Farmaci antileucotrienici per bocca, che bloccano i leucotrieni, sostanze che scatenano l’infiammazione e il broncospasmo. Si tratta di medicinali che hanno indicazioni specifiche, che devono essere valutate dal medico caso per caso.
3. Immunoterapia specifica. Come per la rinite allergica, in presenza di sintomi persistenti e particolarmente importanti, si può prendere in considerazione l’immunoterapia specifica.
Attenzione: si tenga presente che anche gli episodi di broncospasmo legati ad episodi infettivi, frequenti soprattutto nella prima infanzia, devono essere trattati farmacologicamente: il principio attivo più utilizzato è il salbutamolo, un broncodilatatore da somministrare per via inalatoria o in spray (con l’aiuto del distanziatore) per il periodo in cui il bambino sta male.ù

















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