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interpretare i sogni dei bambini

Come interpretare i sogni dei bambini

Di Caterina Valletti
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19 Maggio 2017
I bambini sognano da quando sono nella pancia della mamma. Ma quando hanno un incubo come si può aiutarli a superarlo? Lo abbiamo chiesto a due esperte che ci hanno aiutato a capire

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Non sempre i sogni sono felici per i bimbi: i pianti nella notte sono un chiaro segnale che possono essere brutti anche per i piccoli. Ma cosa sognano i bambini? E da dove nasce l’incubo in un’età in cui ci dovrebbe essere solo gioco e spensieratezza? Abbiamo chiesto alla psicoterapeuta infantile Viola Rinelli e a Nicoletta Massone, psicoterapeuta e docente presso la Scuola di Psicoterapia Comparata di Genova alcune delucidazioni in merito.

 

COME SOGNI DEI BAMBINI

«I sogni dei bambini possono essere considerati chiari, semplici, ma con emozioni forti - ha spiegato Viola Rinelli -. Il bambino ruba dalla realtà di tutti i giorni ogni immagine ma, a differenza degli adulti, che hanno già una personalità strutturata e un livello cognitivo ormai evoluto, non ha tutti gli strumenti per elaborare l’esperienza del reale».

Nello specifico, i sogni dei piccoli sono spesso legati a bisogni primari, «hanno quindi a che fare con la cura, con il cibo: fino circa ai tre anni, sono immagini collegate alla corporeità. Nonostante questa semplicità e trasparenza, quello che sogna il bambino può essere interpretato a livello simbolico collettivo. Si può cioè collegare a ogni elemento sognato dal bambino una spiegazione simbolica».

Quando poi cresce, dai sei anni in avanti, «il sogno si evolve e diviene un modo per rielaborare qualcosa che si è vissuto in un passato recente inserendolo all'interno delle conoscenze e della storia della persona che sogna - aggiunge Nicoletta Massone, psicoterapeuta a Genova presso il Consultorio CSTCS e docente presso la Scuola di Psicoterapia Comparata -. In altre parole, si riscrive ciò che accade ogni giorno usando un linguaggio più comprensibile e familiare».


I SOGNI RICORRENTI

«A livello generale, si possono fare alcune riflessioni riguardanti i sogni che i bambini fanno più spesso - riprende Massone - anche se per un'analisi più approfondita è necessario considerare la situazione di vita del sognatore e le sue associazioni al sogno».

  1. Sognare di volare  
    «Questo tipo di sogno è legato al desiderio di andare oltre i limiti della condizione umana, rappresenta la liberazione da ogni vincolo senza sentire alcuna fatica».
  2. Rimanere paralizzati 
    «Rappresenta, in realtà, una condizione fisica propria dei muscoli durante la fase REM del sonno:  viene a mancare la stimolazione di alcune fasce muscolari, e ciò ci fa avere la sensazione di non poterci muovere al risveglio dell'incubo».
  3. Mostri e delle streghe
    «Sono la rappresentazione simbolica delle persone che si comportano in modo duro o inaspettato con i bambini: come una maestra o dei genitori che li sgridano. Il bambino reagisce a questi simboli segnalando che sta vivendo un momento di stress». Aggiunge la dottoressa Massone, «In questi casi sarà sufficiente spiegargli il motivo per cui lo si è sgridato per rassicurarlo».
  4. Essere nudi
    «Associato all'incubo di andare in bagno di fronte a tutti, sono simboli di un senso di esposizione e di inadeguatezza. Questa sensazione può presentarsi quando avviene una trasformazione o un cambiamento, ad esempio l'inizio della scuola. Anche in questo caso, è bene rassicurare i piccoli per spiegargli che i cambiamenti richiedono tempo e pazienza per essere assimilati».
     

 

PERCHÉ SI FANNO GLI INCUBI

Ma come si arriva ad avere paura nei sogni? La distinzione tra sogni felici e incubi è netta: spesso ci si ricorda meglio i secondi per quanto spaventano, soprattutto quando l'incubo è ricorrente.

 

Nei bambini, spiega la dottoressa Rinelli, accade questo: «assorbono tutti gli stimoli, soprattutto visivi con molta più facilità dell’adulto che sa fare una scelta tra i contenuti: "questo mi piace", "questo non mi interessa", "questo è vero", "quest’altro è falso". Per il bambino è tutto vero e buono ciò che gli viene proposto sia a livello visivo, sia a livello uditivo».

 

Ma il piccolo non riesce a gestire completamente tutte queste informazioni: vengono quindi ingigantite durante il sonno. Ciò che accade si può paragonare a una valanga di informazioni che possono sopraffare la mente dei bambini, creando paure.
 

«La televisione, e gli altri media in generale, giocano qui un ruolo fondamentale: il bambino attinge più immagini di quanto riesca effettivamente a elaborarne. Registra tutto ciò che giunge ai suoi occhi e interiorizza questo come esperienza del reale, senza avere nessun tipo di filtro». Ecco perché è importante che «Il genitore eviti stimoli che possano procurare un’esperienza di paura che si può riproporre nel sogno».

 

 

COSA FARE SE IL BIMBO FA UN BRUTTO SOGNO
«Quando il bambino fa un incubo, si deve cercare di 
capire che cosa sia successo, chiedendogli di raccontare o di disegnare cosa ha sognato». Per estrapolare i contenuti simbolici del sogno, può aiutare molto anche il gioco«Inseguimenti, scontri tra mostri feroci, battaglie con personaggi che si scontrano, ma che non trovano mai risoluzione: sono tutti segnali di come il bambino può vivere un determinato periodo o una situazione».

L'importante, comunque, è non spaventarsi. «Un brutto sogno non è la realtà – conclude  la dottoressa Massone – ma bisogna interpretarlo come una specie di favola attraverso cui i bambini cercano di rendere meno spaventose le cose brutte che gli accadono nelle loro giornate. I sogni, infatti, rendono più familiare ciò che ci succede nella vita, anche se negativo».
 

Ecco perché non bisogna spaventarsi quando i piccoli fanno degli incubi: nella maggior parte dei casi, basterà ascoltarli per rassicurarli.