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Autostima bambini: 8 consigli per trasmetterla ai vostri figli

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13 Febbraio 2017 | Aggiornato il 20 Luglio 2017
I genitori giocano un ruolo fondamentale nella costruzione dell'autostima dei propri figli: con le loro parole possono essere fonte di approvazione o di critica. E i messaggi che mandano sono come mattoncini che poco a poco costruiscono l'idea che il bambino ha di se stesso. Ecco i consigli della  psicologa e psicoterapeuta Giovanna Arisi Rota per crescere figli sicuri e in grado di affrontare i problemi della vita. 

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L'autostima è la capacità di piacersi, accettando i propri pregi e difetti. Ma come si può trasmettere a un bambino?

Ce lo spiega la psicologa e psicoterapeuta Giovanna Arisi Rota esperta in psicologia dei cicli di vita e organizzatrice di incontri di sostegno alla genitorialità.

 

" I genitori hanno una grande responsabilità nella costruzione dell'identità e dell'autostima dei figli. Infatti è attraverso le loro valutazioni, positive o negative, che il bambino si costruisce l'idea di sé " spiega la dottoressa.
E' quindi fondamentale la comunicazione. "I messaggi che inviamo ai nostri figli sono i mattoni con cui costruiscono se stessi".


Ecco 8 consigli per mettere i mattoni giusti:

 

1. Imparate ad accettarvi

Prima di tutto il genitore deve fare un'autovalutazione di sé: una mamma che ha problemi di autostima, difficilmente potrà aiutare il proprio figlio a costruirsela. Quindi dovete chiedervi: "come mi tratto io?", "da piccolo avevo riconoscimenti positivi?", "mi apprezzavo o no?".
Se nell'autovalutazione risulta che fate fatica ad accettarvi e che rimuginate troppo sui vostri insuccessi, significa che dovete cambiare.
Pensate positivo, siate leggeri, e se proprio non ce la fate cercate il sostegno di un esperto, basteranno pochi incontri per rimettervi in sesto e farvi vedere le cose nella giusta prospettiva.

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2. Riconoscimenti del fare e dell'essere

Come si veicola l'autostima? L'esperta ci spiega che per costruire l'autostima bisogna riconoscere i comportamenti positivi del bambino. Ma non solo. Altrimenti il piccolo potrebbe pensare "vado bene solo quando faccio bene". 
Per questo è molto importante fare anche i riconoscimenti dell'essere: "mi piacciono i tuoi occhi"; "mi piaci perché sei divertente", "mi piaci perché sei simpatico". Date nutrimento positivo ai vostri figli, non potrà che fargli bene. Spesso i piccoli fanno i capricci perché cercano di attirare l'attenzione, infatti la cosa peggiore per un bambino è l'indifferenza. Hanno bisogno dei vostri riconoscimenti. Quindi non fissatevi solo sugli aspetti negativi, ma cercate sempre il positivo che c'è nel vostro bambino.

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3. Sono i comportamenti a essere sbagliati, non i bambini

Ovviamente non bisogna fare solo  riconoscimenti positivi. Un eccesso di lodi potrebbe portare a comportamenti narcisistici altrettanto dannosi. 
Le regole e i limiti sono fondamentali per crescere sicuri di sé. Quindi è giusto sottolineare quando il bambino fa qualcosa di sbagliato, ma il riconoscimento negativo deve essere solo  sul comportamento e non sull'essere. Ad esempio,  se dite: "sei sempre disordinato!" state mettendo l'accento negativo sull'essere, su come è il bambino; meglio dire: "che disordine la tua stanza! Ancora non hai ordinato!", con questa frase vi concentrate sul comportamento, non state etichettando né giudicando il bambino. 
Per fare un altro esempio, non dite: "sei incapace di scrivere bene!"; meglio: "il tuo quaderno è illeggibile". Potete anche esprimere le vostre emozioni, ma sempre nel modo giusto, quindi, mai dire" tu mi hai fatto arrabbiare!", ma "quando ti comporti così, io mi arrabbio", con questa frase non si colpevolizza il bambino. 

 

4. Supportateli davanti ai fallimenti

Fallire è normale: un brutto voto, una difficoltà scolastica, un insuccesso sportivo... possono far male. Il genitore non deve né arrabbiarsi col figlio, ma nemmeno minimizzare o peggio, nel caso della scuola, criticare l'insegnante. Per crescere è importante vivere anche i fallimenti.
Quello che può fare un genitore è dare il proprio sostegno al figlio. Per esempio, davanti a un brutto voto potreste dire: "cosa possiamo fare perché non accada più? Tu cosa ne pensi?", poi trasmettetegli fiducia: "so che puoi farcela". Infine richiamate i successi passati, anche in altri ambiti: "hai superato molto bene il compito d'inglese, vedrai che riuscirai anche con la matematica perché sei in grado di applicarti!". 
"Inanellare una catena di ricordi positivi, aiuta a creare una catena di risorse" spiega l'esperta. 
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5. Ma non proteggeteli troppo

I genitori devono trovare il giusto equilibrio: aiutare, supportando, i figli davanti a un problema, ma non sostituirsi a loro. I bambini devono affrontare la fatica di crescere.
E' normale che i genitori vogliano intervenire se vedono i figli in difficoltà.
Eppure, anche le esperienze di frustrazione rafforzano. "La vita non è idilliaca. E' inutile crescere i bambini  in una bolla di vetro, al contrario vanno vaccinati alle ingiustizie" sottolinea la psicologa.
Quindi, se a scuola c'è un insegnante particolarmente ingiusto, ( a meno che la situazione non sia davvero grave), anziché correre a cambiare scuola, incoraggiate vostro figlio ad affrontare il problema, parlatene insieme, cercate delle soluzioni. Infine, potete anche dirgli che dalle ingiustizie si può imparare molto.

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6. Educatelo all'autonomia

Lasciate al bambino piccole autonomie in base all'età. Fare da solo lo aiuterà a sentirsi competente. E quando riesce a portare a temine qualcosa, celebratene il successo. "Bravo, ti sei versato l'acqua da solo!", "Complimenti, hai fatto tutto tu!". Se fate sempre voi, gli state dimostrando di non avere fiducia in lui. 
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7. Evitate la competizione con gli altri

Il genitore supportante deve evitare di fare confronti con gli altri bambini. Oggi sono molti i genitori che spingono alla competizione. Ma è un atteggiamento deleterio.
Se il vostro piccolo non vince la garetta di sci e ci rimane male, potete confortarlo dicendogli: "magari la prossima volta vinci tu". Oppure se vede che il suo amichetto eccelle in qualcosa potete supportarlo dicendogli: "In questa disciplina il tuo compagno eccelle, tu vai maglio in altre cose". Non bisogna essere per forza al top.
Anche i voti in pagella non vanno né drammatizzati, se son brutti, né esaltati se sono belli. Vanno presi per quello che sono: una fotografia di un momento, non una condanna eterna. 
Il bambino deve sentirsi accettato e amato per quello che è, al di là di qualsiasi prestazione.
Celebrate i suoi successi e usate gli insuccessi come spunto per imparare.

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8. Date il buon esempio

I mattoni dell'autostima si costruiscono sia sulla comunicazione, ma anche sull'esempio.
La famiglia è la cellula della società e quindi come si trattano tra loro i due genitori è fondamentale. Se mamma e papà  litigano e si sminuiscono a vicenda, non si può pretendere che il bambino cresca diversamente.