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RIENTRO AL LAVORO

Come affrontare al meglio il rientro al lavoro della mamma

Di Alice Dutto
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08 Agosto 2017
La fine del periodo della maternità può essere un momento molto critico per mamma e bambino, ma è anche una tappa molto importante del loro rapporto. Ecco un po' di suggerimenti su come gestire questo periodo

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La nascita di un bambino generalmente coincide, per un certo periodo, con la sospensione dell'attività lavorativa. In questo tempo, prendersi cura di chi è appena nato comporta non solo un grande impegno per i neogenitori, ma anche una serie di avvenimenti significativi dal punto di vista emotivo.
 

«Avere a che fare con un neonato, cioè con un essere totalmente dipendente, riattiva ricordi personali relativi a quella dimensione e a quei momenti. In particolare la madre, generalmente più coinvolta nella cura, identificandosi con il suo bambino, si ritrova a essere di nuovo piccola e bisognosa di accudimento. Può così, ancora una volta, sperimentare la sensazione di beatitudine quando lo prende in braccio, lo allatta, gli canta canzoni, lo fa giocare e gli parla» spiega Nicoletta Massone, psicologa psicoterapeuta del CSTCS e docente della Scuola di Psicoterapia Comparata di Genova.

 

In qualche modo, si ricrea un'unione non turbata da mancanze che dà un grande senso di accettazione. «E proprio l'accettazione è ciò verso cui generalmente tendiamo – continua l'esperta –. Dal sentirsi accettati e approvati per quello che si fa, si genera infatti fiducia in se stessi».

 

Pertanto, il periodo di accudimento porta con sé, oltre alla fatica, anche una gioia profonda. In questo contesto, «tornare al lavoro rappresenta per la madre, sul piano inconscio, la rottura dell'unione gratificante che ha creato con il bambino». La mamma potrebbe sentirsi abbandonata o provare un forte senso di colpa nel lasciare il bambino per il lavoro. «Anche per il neonato sarà complicato affrontare una lunga assenza della mamma: proprio per questo lo stato emotivo della madre sarà molto importante per permettere a lei e anche al piccolo di superare al meglio la difficile novità».

UN CAMBIO DI PROSPETTIVA

Il rientro al lavoro è un momento molto critico, ma anche una grande opportunità di crescita per la mamma e il bambino: «è una delle tante tappe che aiuta l’evoluzione del rapporto mamma-bambino – commenta Manuela Genchi, psicoterapeuta cofondatrice di Helpingmama –. La mamma impara a delegare a chiedere aiuto e soprattutto a scoprire e a fidarsi delle risorse emotive del proprio cucciolo: vede con i suoi occhi e sente che il proprio bambino, grazie anche al legame che ha instaurato con lei, è capace di costruire altri legami, altre relazioni che saranno un arricchimento per il futuro».
 

E tanto più la mamma sarà serena, anche grazie alla gratificazione che trova nel lavoro, «tanto più potrà mitigare i sentimenti di perdita e di abbandono che sta vivendo, tornando con più gioia dal suo bambino» aggiunge Nicoletta Massone.

Proprio grazie alla lontananza, poi, mamma e bimbo scopriranno l’emozione del ritrovarsi dopo le ore passate lontani: «un'occasione importante per il piccolo che imparerà che stare separati non è non volersi bene. Anche se la mamma va via poi ritorna e gli vuole sempre bene. In questo modo, la mamma aiuta il figlio nella tolleranza della separazione: un evento inevitabile e importantissimo nella vita».
 

QUALCHE CONSIGLIO PRATICO

1. Avere fiducia nelle capacità del bambino
«Il bambino è predisposto da madre natura per la sua sopravvivenza a costruire legami – spiega Manuela Genchi –. La relazione con la mamma è sicuramente unica e indissolubile, ma crescendo ogni cucciolo d’uomo costruisce altre relazioni. Mamma e papà restano sicuramente un porto sicuro dove tornare al bisogno, ma man mano che i mesi e gli anni passano si naviga sempre più lontano e a vele spiegate».

2. Parlare
«Parlare al bambino di che cosa succederà senza inganni e con parole adatte all’età sicuramente aiuta fin dai primi mesi. Prima di separarsi può poi essere molto importante dire al bambino qual è il programma della giornata. Quando ci si ritrova, invece, si potrà raccontare che cosa ci è successo e farsi raccontare quello che è successo a lui, se sa già parlare. Narrare cosa è accaduto durante la giornata aiuta a ridimensionare ciò che è accaduto e collocarlo nell’universo emotivo».

3. Creare dei rituali
«Può aiutare molto fare sempre lo stesso gesto nel salutarsi e nel ritrovarsi poi. Potete provare con un saluto con filastrocca e poi un abbraccio cantato o quello che la fantasia e l’istinto ci fanno fare».

4. Saper chiedere aiuto
«Nel caso in cui, però, si senta di non farcela e di aver paura di essere in affanno è bene chiedere aiuto. L’unica accortezza è quella di rivolgersi ad esperti perché se è vero che le esperienze delle altre mamme possono essere a volte di conforto altre volte possono invece far sentire non all’altezza o giudicate. Ognuno ha una propria personalità e stile materno che va rispettato e il lavoro difficile è attivare risorse più che far vedere dove si sbaglia».