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interpretare i disegni dei bambini

Come interpretare i disegni dei bambini

Di Caterina Valletti
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20 Aprile 2017
I bambini hanno un modo speciale di comunicare le proprie emozioni: disegnare. Abbiamo chiesto a un'esperta di aiutarci a capire come interpretare i disegni dei bambini

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Ognuno ha il suo linguaggio per esprimere le proprie emozioni. Il dialogo non sempre è il giusto modo per manifestare gioia, rabbia o paura. Questo i bambini lo sanno bene: prima di saper parlare in modo fluente, già comunicano le proprie emozioni su un foglio bianco. Il disegno è per i bambini una valvola di sfogo!


Mara Giani, psicoterapeuta e mediatrice familiare dello studio Il Granchio Arcobaleno, ci insegna alcune caratteristiche dei disegni infantili che bisogna considerare se si vuole capire ancor più in profondità ciò che comunicano.

 

1. I Il disegno del bambino

«La simbologia, presente nei disegni dei bambini, non deve essere presa alla lettera, ma deve essere inserita in un'osservazione più ampia. L'interpretazione ha valore solo se fatta da specialisti; insegnanti e genitori, però, possono osservare e valutare se ci sono campanelli di allarme». Alla larga le diagnosi casalinghe o fai da te, quindi, l’idea è quella di fornire degli strumenti che permettano ai genitori di capire se è il caso di rivolgersi a un esperto.

 

Disegnare è, per il bambino, un momento di rilassamento emotivo, «intorno agli 11 mesi il piccolo inizia a tenere in mano le matite e a fare dei piccoli scarabocchi, nel giro di poco tempo tende a preferire una mano rispetto all’altra (in questo non va mai corretto, ma va incoraggiato a utilizzare la mano con cui si trova più a suo agio). Prima dei tre anni non ha coscienza di poter rappresentare qualcosa: infatti, i primi disegni antropomorfi arrivano intorno a questa età»

 

Il bambino esprime nel disegno il suo stato interiore, disegnando «cose che fanno parte della sua quotidianità: la famiglia, ad esempio, rappresenta le persone che gli sono accanto; mentre la casa è il luogo in cui cresce. L’esperienza personale, dunque, entra nel disegno».

 

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2. I tre elementi da osservare

La teoria del disegno infantile ha una lunga tradizione: stabilisce, attraverso l'esperienza e lo studio continuo, degli elementi di analisi. I tre elementi fondamentali sono:

 

a) Lo spazio
«Se il disegno occupa interamente il foglio rivela che il bambino è socievole e dotato di fiducia in se stesso e negli altri; se, invece, il disegno è concentrato nella parte superiore del foglio, il bambino è identificato come un sognatore che tende a sfuggire alla realtà mentre, infine, se tende a occupare il margine sinistro, può indicare il timore del futuro».

 

b) Il tratto
«Un tratto regolare e sicuro con prevalenza di linee curve rivela buone capacità di adattamento, fiducia verso gli altri, espansività, socievolezza, libertà di esplorare, determinazione. Uno, invece, irregolare e incerto con prevalenza di tratti spigolosi e cancellature, rivela introversione, paura di rimproveri e di sbagliare, aggressività e ansia».

 

c) I colori
«I colori caldi come il rosso, giallo, arancione sono i preferiti dei bambini estroversi, istintivi e curiosi; quelli freddi come il blu, azzurro, viola, sono prediletti dai bambini timidi, razionali e introversi; un punto di equilibrio è il verde, che indica sia tranquillità che ribellione».

Bambini che disegnano
| Pixabay

3. I soggetti preferiti

Come si è detto, il bambino riporta nel disegno soggetti che ritrova con più frequenza nella sua esperienza quotidiana.
 

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Figure umane che possono comporre la propria famiglia, gli alberi, il sole e la casa sono esempi di rappresentazioni più frequenti nei disegni dei bambini. Vediamone il significato:

 

a) La figura umana e la famiglia

«Il modo con cui il bambino disegna una figura umana rivela la percezione di se stesso. Possiamo osservare, ad esempio, qualche elemento:

  • la grandezza: una figura troppo piccola denota timidezza e scarsa fiducia in sé; 
  • la testa: se molto grande indica egocentrismo o esuberanza; se molto piccola la difficoltà di relazionarsi agli altri; 
  • gli occhi: se molto grandi dimostrano curiosità; se molto piccoli introversione e diffidenza; 
  • le braccia: se aperte, esprimono apertura verso gli altri;
  • le mani: pugni chiusi o mani ad artiglio denotano aggressività;
  • le gambe: se molto lunghe indicano il desiderio di crescere; se molto corte il bisogno di protezione». 

La famiglia è un insieme speciale di figure umane: raccontano il modo in cui il bambino vive all'interno del suo nucleo familiare, «Vi sono alcune linee guida nell'osservazione della famiglia:

  • il personaggio disegnato per primo è il più ammirato dal bambino;
  • un familiare molto più piccolo rispetto agli altri potrebbe essere visto come un rivale;
  • uno, invece, molto più grande potrebbe essere visto come una figura dominante;
  • un familiare in disparte può indicare la difficoltà di stabilire un legame forte con questo;
  • il bambino che si disegna in disparte può indicare la paura di essere cattivo verso gli altri;
  • i familiari separati tra loro può significare la paura del contatto fisico;
  • rifiutarsi di disegnare la famiglia segnala un disagio o una sofferenza;
  • un personaggio assente o cancellato esprime un rifiuto (anche come reazione a un sentimento di gelosia)».

b) L'albero

Molti test psico-attitudinali, per adulti e bambini, richiedono di disegnare un albero. Questo rappresenta il modo in cui viviamo la relazione con il nostro io più profondo. «Ogni parte dell'albero ha un valore simbolico:

  • le radici simboleggiano l’attaccamento alla famiglia, la loro mancanza indica un bisogno di affetto e rassicurazione;
  • il tronco, se grande, esprime ambizione e narcisismo; se, invece, è proporzionato mostra un carattere indipendente. Se esile e sottile, indica chiusura;
  • la chioma dell'albero, quindi le fronde, se vengono rappresentate in modo predominante rispetto al tronco, indicano un bambino fantasioso o pigro; se, invece, sono molto piccole indicano egocentrismo;
  • la frutta può essere disegnata attaccata ai rami, in questo caso può indicare estroversione, se, invece, è sospesa esprime sfiducia in sé e malinconia».

c) Il sole

Lo spazio dedicato al sole nei disegni è indicativo: «rappresenta, infatti, la figura paterna. Un sole grande e luminoso esprime una buona relazione con il padre, mentre se viene nascosto, può essere segno di disaccordo, disegnato senza raggi può indicare un padre freddo o assente».

 

d) La casa

Il luogo in cui il bambino vive può svelarci molte questioni: «Innanzitutto osserviamo le dimensioni della casa: se è grande dimostra ospitalità; se, invece, è piccola, timidezza e bisogno di conferme; le porte e le finestre, se sbarrate, esprimono chiusura; se aperte denotano apertura e curiosità».