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Medici e bambini, ecco come i genitori possono collaborare nel migliore dei modi con lo specialista

 
dottorebimbo

08 Agosto 2017
La collaborazione tra medico, genitori e piccolo paziente è fondamentale. Ecco come è possibile favorirla.

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Quando un bambino è malato, i suoi bisogni raddoppiano: deve sentire l’amore dei genitori e le attenzioni di un medico che lo tratti con rispetto e considerazione durante le visite e le terapie.

 

Un rapporto a tre

 

"Tra piccolo paziente, dottore e genitori si stabilisce una relazione "a tre" delicata perché le parti in causa sono tutte molto coinvolte dal punto di vista psicologico", spiega il professor Paolo Nucci, presidente della Società italiana di oftalmologia pediatrica e autore insieme a Stefano Zecchi, filosofo e scrittore, del libro Aiutami a capirlo (Lastaria edizioni).

 

"Il medico detiene la conoscenza scientifica e ha la responsabilità della cura, il genitore è in ansia e preoccupato, il bambino soffre e ha bisogno di essere messo a suo agio in una situazione difficile, tra visite, aghi e trattamenti fastidiosi", prosegue il professor Nucci. «Quindi è fondamentale che s’instauri una sinergia positiva, altrimenti la terapia non avrà il successo sperato".

 

Ovviamente, in questo triangolo, gli adulti sono chiamati a fare uno sforzo in più nel cercare di rassicurare il bambino, già provato e spaventato dalla malattia. "Sono padre anch’io, posso immedesimarmi nella preoccupazione di chi entra nel mio studio, ma è importante che i genitori imparino a tenere a bada l’ansia e diano al medico tutte le informazioni utili", continua il professor Paolo Nucci.

 

La parola d’ordine è perciò collaborazione con lo specialista: qui sotto, trovi i consigli per avere un buon rapporto con lui.

 

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Le sei regole 

 

1) Non sfidare il medico, controbattendo alle sue spiegazioni con informazioni trovate sul web: può essere un atteggiamento irritante che non favorisce la collaborazione. 

 

2) Se hai dei dubbi, chiedi subito che ti vengano chiariti. Non uscire dallo studio con la testa piena di punti interrogativi che non sei in grado di risolvere da sola.

 

3) Lascia che il medico faccia il suo lavoro, senza giudicarlo a priori. Per esempio, se ha bisogno di consultare altri colleghi per gestire un caso complicato, non ti convincere che non è preparato o competente, fa solo parte della prassi medica.

 

4) Evita di discutere con tuo marito davanti al medico: la malattia di un figlio può mettere a dura prova la coppia, ma non è il caso di coinvolgere il medico chiedendogli di parteggiare per per l'uno o per l'altra. 

 

5) Presentati alle visite con puntualità. Non è un dettaglio perché si rischia di far aspettare altri genitori, e, soprattutto, di non avere tutta l'attenzione necessaria da parte del medico. 

 

6) Frena tuo figlio se si prende troppe libertà con lo specialista: quello che un genitore può tollerare, non è accettabile da un professionista.

 

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