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LA PRIMA VOLTA

La prima visita ginecologica, tutto quello che c'è da sapere

Di Alice Dutto
primavisitaginecologica

18 Aprile 2017
Quando e perché andare, come si svolge e per quale motivo è un momento così importante. Ma, soprattutto, quale deve essere il ruolo dei genitori.

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Le linee guida dell'ACOG (American College of Obstetricians and Gynecologists) sulla salute femminile prevedono che la prima visita dal ginecologo si faccia tra i 13 e i 15 anni. Questo, ovviamente, se lo sviluppo della ragazza è normale e non ci siano già del problemi in età pediatrica. «È quasi un'utopia vedere le ragazze così presto. In genere, se non hanno particolari criticità, le vediamo ben dopo» dice Maria Chiara Lucchetti, ginecologa pediatrica dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

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PERCHÉ È IMPORTANTE FARLA
Invece, sarebbe bene che tutte le adolescenti, quando si presenta il menarca, facessero la prima visita dal ginecologo. E questo non per ricercare patologie specifiche, ma per «far prendere consapevolezza alle ragazze della propria salute, attraverso un'educazione alla conoscenza del proprio corpo e della propria sessualità. E anche per far diventare questo controllo una “consuetudine” non necessariamente legata a qualcosa che non va. Un fattore di estrema importanza per la diagnosi precoce e la prevenzione». In quest'occasione si stabilisce dunque un primo contatto, valutando le condizioni ginecologiche della paziente, dando informazioni sulle abitudini di vita più corrette.
 

«Spesso pensiamo che i ragazzi sappiano già tutto, perché grazie a internet oggi le informazioni sono molto più accessibili. In realtà, spesso hanno solo una gran confusione in testa: conoscono poco i fenomeni legati al ciclo riproduttivo e alla fertilità, così come delle conseguenze riproduttive legate a fenomeni come il fumo, l'abuso di alcool, eccessi o carenze di peso. Delle malattie sessualmente trasmissibili, poi, conoscono praticamente solo l'Aids, la maggior parte di loro non sa cosa sia la gonorrea o la clamidia, e quasi tutti vivono nella certezza che a loro non capiterà mai nulla di male. Fare una visita ginecologica serve dunque anche a questo: a rassicurare l'adolescente della normalità di molti fenomeni legati alla pubertà, ma anche a mettere ordine nelle informazioni confuse che ha nella testa».

COME AVVIENE LA VISITA
È importante sottolineare che la prima visita ginecologica, se la ragazza non è ancora sessualmente attiva, non avviene come per una donna adulta. Le ragazze vengono visitate solo esternamente, attraverso la palpazione dell'addome, mentre l'ispezione dei genitali avviene solo se indicato. «Solo se c'è un'urgenza grave si procede con un'esplorazione rettale, ma è una pratica che non usiamo praticamente più e che è ormai quasi completamente sostituita dall'ecografia».

IL RUOLO DEL GENITORE
Questo momento è un passaggio molto importante anche per i genitori, che spesso hanno difficoltà ad affrontare la crescita dei loro figli. «Ci sono mamme che arrivano sostenendo che le loro figlie soffrano di “cicli mestruali emorragici, irregolari o terribilmente dolorosi” quando invece sono perfettamente nella norma e si rivelano del tutto sovrapponibili a quelli che loro stesse hanno o hanno avuto» commenta la dottoressa Lucchetti.

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La prima visita ginecologica si risolve così in un momento importante anche per mamme e papà: «Spesso con loro sfatiamo molti miti: come la possibilità di andare in piscina anche se si ha il ciclo, o di prendere degli antidolorifici per combattere il dolore».

Sono tutti aspetti molto delicati, di cui i figli spesso parlano con i coetanei ma non in maniera competente. «Da mamma, dunque, può essere molto utile indirizzare la figlia a una figura adulta, un professionista, con cui possa parlare di tutti quegli aspetti che non riesce ad affrontare con i genitori – spiega Giorgia Mattavelli, psicologa psicoterapeuta dell'Aied di Milano –. Questa figura può dunque diventare un punto di riferimento importante per la ragazza, una persona a cui chiedere e da cui ricevere informazioni corrette in un percorso di accompagnamento alla crescita».

 

Tuttavia, è bene che mamme e papà facciano anche un passo indietro ed escano dalla stanza della visita, perché «è importante che da questo momento siano le ragazze a prendersi cura della propria salute: devono sapere, ad esempio, se sono diabetiche o coagulopatiche. Non può dirlo la madre per loro» precisa la ginecologa.

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«I genitori – riprende Mattavelli – devono poi avere fiducia nei professionisti e sapere che se ci fossero gravi criticità aiuteremo la ragazza a comunicare con loro, per metterli al corrente della situazione. Quindi, non saranno tenuti totalmente fuori dalla vita del minore, ma solo in maniera funzionale per garantire la loro intimità e la loro crescita».

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