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Acetone nei bambini: sintomi, cause e rimedi

Di Valentina Murelli
bambinapiccolacucchiaino

26 Agosto 2014 | Aggiornato il 12 Giugno 2017
L'acetone è un disturbo tipico dei bambini: in genere passeggero, può essere però molto fastidioso, provocando mal di testa, dolori addominali, spossatezza, vomito. Come cura, basta dello zucchero o una bevanda zuccherata, e una maggiore attenzione alla dieta.

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Un malessere generale, che si manifesta con mal di testa, spossatezza, inappetenza, dolori addominali e talvolta vomito, anche molto intenso. Sono i sintomi dell'acetone o chetosi, un disturbo del metabolismo che si verifica quando l'organismo non ha più zuccheri da bruciare per produrre energia e inizia a bruciare grassi. Ecco le risposte ai dubbi più comuni su questo disturbo, con il contributo di Adima Lamborghini, pediatra di famiglia a Silvi (TE) e membro del centro studi della Federazione italiana medici pediatri.


Che cos'è l'acetone? Il disturbo chiamato acetone prende il nome da un composto chimico, l'acetone appunto, che appartiene al gruppo dei chetoni o corpi chetonici. Si tratta di sostanze che vengono normalmente prodotte dall'organismo in particolari condizioni in cui gli zuccheri, che sono il principale carburante energetico, scarseggiano, per cui al loro posto vengono bruciati dei grassi. 

"Entro certi limiti questo processo non comporta problemi. Nei neonati, per esempio, è un normale processo fisiologico, perché il latte di cui si nutrono è più ricco di grassi che di zuccheri" afferma Lamborghini."Se però i corpi chetonici, e in particolare l'acetone, vengono prodotti in quantità eccessive, comincia a manifestarsi uno stato di malessere

Perché l'acetone è tipico dei bambini? Perché nei bambini gli organi nei quali vengono immagazzinati gli zuccheri, e cioè il fegato e i muscoli, hanno capacità di stoccaggio limitate rispetto a quelle degli adulti. Quindi basta poco - a volte soltanto il digiuno notturno - per far esaurire le scorte.

Quali sono i sintomi caratteristici? Il sintomo più tipico, e nei casi più lievi anche l'unico presente, è un odore caratteristico dell'alito del bambino, che sa di frutta molto matura. È un odore conferito proprio dall'accumulo in eccesso di  acetone.

"Altri sintomi sono mal di testa, dolori addominali, spossatezza, inappetenza e vomito" spiega la pediatra. Il vomito può essere anche molto intenso, irrefrenabile, e arrivare a provocare disidratazione.

Quali sono i fattori che scatenano l'acetone? "Tutte quelle condizioni che possono causare una carenza di zuccheri" afferma Lamborghini. "A volte può bastare anche il periodo di digiuno notturno: è abbastanza normale che un bambino, al mattino, abbia un po' di acetone, che si manifesta con un lieve malessere e una lieve inappetenza". Spesso il piccolo rifiuta la colazione, che invece lo aiuterebbe.

 

Altre volte la carenza di zuccheri dipende da un grande dispendio di energia, per esempio in caso di sforzi fisici molto intensi o prolungati, oppure in caso di febbre, che dunque è una causa e non una conseguenza dell'acetone. "Anche il vomito prolungato, come si verifica durante una gastroenterite, può essere causa di acetone, perché rende impossibile assumere nuovi zuccheri, obbligando l'organismo a utilizzare i grassi" chiarisce la pediatra.

 

Dunque il vomito può essere sia causa sia conseguenza dell'acetone, in un circolo vizioso che deve essere interrotto, per evitare che il bambino perda troppi liquidi.

E ancora, questo disturbo può verificarsi se il bambino ha un'alimentazione molto sregolata, troppo ricca di grassi (latticini, carni grasse, fritti, cioccolato) e troppo povera di carboidrati complessi, come pasta e pane (soprattutto integrali). Infine, l'acetone può essere una manifestazione di diabete o di malattie congenite del metabolismo.

Come si fa la diagnosi di acetone? La diagnosi è molto semplice: se già l'odore dell'alito offre un buon indizio, per la conferma basta un esame delle urine da eseguire a casa, con delle strisce reattive (stick) che si trovano in farmacia.

Come si interviene? Nel caso di acetone lieve da digiuno notturno, la prima cosa da fare è cambiare l'alimentazione del bambino, probabilmente troppo ricca di grassi e di zuccheri semplici, che esauriscono subito il loro effetto. "In particolare alla sera, e tanto più prima di andare a dormire, meglio evitare prodotti golosi - come le classiche creme spalmabili al cacao - che sono appunto un concentrato di grassi e zuccheri. Sì invece a carboidrati complessi, come cereali integrali" consiglia Lamborghini.

Se la crisi di acetone è più intensa, l'obiettivo è fermarla il prima possibile, per evitare che l'eccesso di corpi chetonici aumenti a dismisura. "In questi casi tornano utili gli zuccheri semplici, da somministrare anche in piccole quantità: un poco di zucchero, per esempio, oppure del succo di frutta".

In caso di vomito, anche questa piccola strategia può essere difficile da attuare, perché il bimbo può rifiutare di ingerire qualunque cosa, oppure vomitarla subito dopo averla assunta. In questi casi può essere utile provare a dare un cucchiaino di succo di frutta o acqua zuccherata alla volta, magari freddi (sono meglio tollerati).

E comunque bisogna  tenere d'occhio la situazione, perché c'è il rischio di disidratazione. Meglio parlarne con il pediatra o andare al pronto soccorso, perché potrebbe essere necessaria la reidratazione per via endovenosa.


In genere, la situazione si risolve abbastanza in fretta, ma durante la crisi e nel paio di giorni successivi è bene prestare attenzione alla dieta.

Di nuovo, no agli alimenti ricchi di grassi (latte, formaggi, burro, carni grasse, fritti, cioccolato, insaccati) e sì ai carboidrati complessi, come pasta e pane integrali.


E se l'acetone si ripete con regolarità? Alcuni bambini hanno crisi regolari di acetone, con mal di testa e vomito, all'incirca ogni 20-30 giorni. "Si parla in questo caso di vomito acetonemico ricorrente o di vomito periodico, una condizione che rappresenta l'equivalente dell'emicrania" spiega Lamborghini. "In effetti si è visto che i bambini che soffrono di queste forme tendono a sviluppare emicrania, da ragazzi o da adulti. In questi casi, oltre a trattare i sintomi è opportuno fare un controllo presso un centro cefalee".

Ulteriori fonti per questo articolo: Pagina informativa dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù.

Quando la situazione sarà tornata alla normalità, provate a cucinare con il vostro bambino. E' uno dei modi migliori per fargli capire che è importante mangiare sano. Ecco tante ricette carine: