Come farsi ubbidire dai figli senza urlare (e perché è meglio)

urlare

Urlare ai figli non serve, anzi può peggiorare i loro comportamenti. Daniele Novara nel suo libro "Urlare non serve" spiega come affrontare in modo efficace i conflitti con i figli e non farsi travolgere da emozioni negative

Urlare (o peggio, ricorrere a punizioni fisiche) non solo non serve a educare un bambino, ma anzi peggiora i comportamenti scorretti dei figli. Lo sostiene Daniele Novara nel suo libro “Urlare non serve a nulla” (Bur). 

 

A dimostrarlo è anche uno studio pubblicato nel maggio 2014 su “Child Development” da  due ricercatori americani, Ming Te Wang e Sarah Kenny: le urla anziché migliorare il comportamento dei ragazzi lo peggiorano e inducono stati depressivi e antisociali.

Leggi anche: Sculacciate, 10 motivi perché è meglio farne a meno

 

“Il bambino a cui abbiamo urlato, che abbiamo sgridato, strattonato, l'adolescente sminuito, umiliato, acquisisce un senso di sé svalutato. Svilupperà un'autostima molto bassa. Che lo farà stare male e che comprometterà il rapporto che i genitori vorrebbero avere con lui” dice Daniele Novara.

 

I genitori di oggi non hanno un progetto educativo chiaro, l'accudimento dei figli prevale sulla loro educazione 

Ma perché i genitori urlano tanto? Secondo Novara, il problema sta nella mancanza di un progetto educativo chiaro. Il genitore di oggi non è più, per fortuna, quella figura autoritaria del passato, e che si faceva obbedire perché fondava il suo rapporto con i figli sulla paura.


Questo modello è giustamente stato quasi del tutto abbandonato. Il problema è ora capire cosa non funziona nel modello educativo che l'ha sostituito.


Madri e padri sono diventati più morbidi e teneri, non fanno mancare nulla ai loro figli. Fin qui niente di male. Ma la loro accondiscendenza verso il figlio, la disponibilità al limite del servizievole, si trasforma in pretesa: “Faccio così tanto per il mio bambino, perché lui non lo capisce?”. E quando i figli non si conformano a queste aspettative, il genitore troppo morbido ed emotivo, a volte non ce la fa più, si sente frustrato e finisce per perdere il controllo:  la rabbia monta e si reagisce urlando o peggio ricorrendo alle mani.

 

Alla base di questo comportamento sbagliato c'è un eccesso di accudimento, un eccesso di protezione, di coinvolgimento che viene fatto erroneamente coincidere con l'educazione dei figli, ma che in realtà  manda in confusione i bambini che non capiscono più i ruoli reciproci. Inoltre crea nei genitori, troppo emotivi e coinvolti, sentimenti di rancore quando i figli si ostinano a disobbedire.

 

Per educare servono regole chiare e precise
Occorre invece pensare a un modello di educazione dove l'aspetto organizzativo prevalga su quello emotivo, che costruisca una prospettiva efficace e precisa per mantenersi alla giusta distanza dai propri figli, offrire loro la sicurezza di cui hanno bisogno ma garantire allo stesso tempo tutta l'autonomia possibile” dice Novara. 

L'educazione è un fatto organizzativo. Non si può lasciare l'educazione al caso. I genitori che non stabiliscono regole chiare sono in balia dello spontaneismo. 


Quindi innanzitutto servono regole. E non comandi, precisa l'autore. Il comando è: “Stai seduto!”, mentre la regola educativa è: “A tavola si mangia seduti” . “La regola deve essere qualcosa di impersonale e oggettivo. Occorre evitare i comandi e stabilire regole oggettive:  come si mangia a tavola; l'orario in cui si va a dormire; il tempo per fare i compiti; l'ora di rientro alla sera. 

 

Come devono essere le regole per funzionare
“Stabilire regole significa prendere decisioni organizzative che non hanno a che fare con questioni esistenziali, sono procedure stabilite in famiglia per vivere meglio”.

Ecco le 5 caratteristiche delle regole educative.
1 La coesione: le regole vanno stabilite da entrambi i genitori. Quando questo non avviene si crea confusione nei figli, inoltre se una regola non è sostenuta da entrambi i genitori non risulterà efficace a lungo.


2 La chiarezza: una regola deve essere chiara e semplice, ben comprensibile al bambino e impersonale. Ad es è corretto dire: “E' l'ora di andare a dormire” e non: “Sbrigati, vai a dormire”. Oppure a tavola è chiaro dire: "A tavola si sta seduti e si resta a tavola finché tutti hanno finito!” piuttosto che: “Stai fermo e seduto! Giocare con il cibo è da maleducati!”.


3 La regola deve essere realistica e adeguata. Cioè il bambino deve essere in grado di attuarla e deve essere adeguata all'età. Ad esempio non è realistico aspettarsi che un bambino di 5 anni possa passare più di un tot di tempo seduto fermo in un ristorante. 


4 La sostenibilità: ovvero evitare prescrizioni impossibili come: "Vai pure a giocare ma non sporcarti”, “Corri ma non sudare”... Le regole insostenibili sono deleterie perché creano sfiducia nel sistema organizzativo stesso.


5 La ragionevolezza: cioè dietro ogni regola ci deve essere una motivazione educativa e pedagogica. A ogni regola bisogna chiedersi se è utile nella crescita del proprio bambino. 

 

Che cosa bisogna fare se un bambino non rispetta una regola?
Il genitore di oggi morbido e non autoritario va in crisi davanti a un bambino che non fa quello che deve. Non sa come agire, vorrebbe convincere il piccolo senza obbligarlo ma poi alla fine urla e si arrabbia.

 

Una strada alternativa alle punizioni improvvisate è quella della sanzione educativa.

E' una sanzione che parte dal presupposto che il bambino non abbia capito, ha bisogno cioè di imparare meglio quello che non gli è chiaro. Il genitore deve offrire al figlio suggerimenti, nella forma del colloquio, su come superare un problema.


Ad esempio, se un bimbo di 6 anni alla mattina non si vuole vestire e continua a giocare, la mamma anziché urlare e vestirlo di forza strattonandolo, deve chiedersi: “Avrà capito il problema?”, “Come posso aiutarlo?”. In questo caso si può provare a risolvere il problema preparando i vestiti alla sera e lasciandoli sulla sedia, in modo da permettere al bambino di essere autonomo e vestirsi da solo. 

Leggi anche: Bambini, come insegnare il rispetto delle regole

 

 

Il ruolo del padre: educare il figlio al rischio e al coraggio

Secondo Novara, un ruolo fondamentale nell'educazione e nella crescita sana dei figli è il ruolo del padre che oggi si è sostanzialmente eclissato.

"I padri oggi faticano a trovare un nuovo posizionamento che rifiuti l'impostazione del padre padrone ma che al tempo stesso non si appiattisca sul ruolo materno". 

 

Spesso i nuovi padri sono "papà peluche", emotivi, troppo attenti a cogliere le espressioni di bisogno del figlio. In un certo senso fanno concorrenza alle madri.

Ma i bambini non hanno bisogno di due figure materne, intese come figure protettive. Se il ruolo della madre è quello dell'accudimento, il ruolo del padre deve essere quello di spingere i figli fuori dal guscio, deve educare al coraggio di correre dei rischi, ad affrontare difficoltà e pericoli.

 

Il paterno deve trasmettere il messaggio che il bambino, la bambina ce la faranno.

"Il padre che consente al figlio di fare da solo mette le basi perché il figlio, una volta cresciuto, se la sappia cavare nella vita". 

Leggi anche: Montessori, 10 principi per educare i bambini alla libertà

 

Un'idea per gestire le emozioni: il cestino della rabbia
 Per gestire l'emotività infantile e consentire ai genitori di affrontare meglio i conflitti con i propri figli, Novara suggerisce di costruire il cestino della rabbia. Basta uno scatolone o un cilindro di latta da far personalizzare al piccolo. Ogni volta che il bambino avrà un momento di rabbia potrà fare un disegno o anche solo appallottolare un foglio e gettarlo nel cestino. Col tempo il cestino diventerà un rituale, utile per controllare le emozioni negativa dei piccoli.

Leggi anche: 10 modi pratici per educare i bambini all'autonomia

 

Guarda anche il video: Sculacciata sì o no: esperti a confronto

 

30 Ottobre 2014 | Aggiornato il 14 Giugno 2016
13 Commenti
20 Giugno 2016 17:51
frucco.cristian.
Ho messo a vostra disposizione un prestito da 2000 è stato di € 5.500.000 a € condizioni molto facile. Ho anche fare investimenti e prestiti tra particolari tipi. Dotato di crediti a breve, medio e lungo termine. Non sappiamo le vostre abitudini ed i nostri trasferimenti sono forniti da una banca per la sicurezza della transazione. Per tutte le vostre richieste proposte in materia di tariffe e Messa in scena dei pagamenti e io sarò il vostro aiuto. Infine per comprensione si prega di contattare me ...... NB: Astenersi se non siete seriamente a pena di penale e-mail: frucco.cristian.0973@gmail.com
27 Agosto 2015 12:58
Maura
SONO INCAVOLATA NERA CON LE MAESTRE CHE MI HANNO LASCIATO UN BRUTTISSIMO RICORDO ED ANCHE AL MIO COMPAGNO Più PICCOLO DI ME DI 4 ANNI HANNO LASCIATO UN CATTIVISSIMO RICORDO. METTONO MAESTRE INCAPACI DI FARE IL LORO RUOLO , SICURAMENTE GENTE RACCOMANDATA DALLA LOBBY MASSONICA O DAI COMUNISTI. MI SONO ACCORTA CHE A 40 ANNI DI VITA SIA MIA MADRE CHE LE MAESTRE ED I MAESTRI DEL PASSATO , SCOLASTICO DELLE ELEMENTARI E DELL'ASILO ( SUORE FRUSTRATE CHE MENAVANO ORA NON LE POSSO VEDERE ). IN AGGIUNTA IL CATTIVO RICORDO DI UNA MAESTRA FRUSTRATA CHE MENAVA BRUTALMENTE LASCIANDO LE CINQUINE IN FACCIA ROSSE VIOLACEE, OLTRE ALLE URLA DA ZITELLA INCALLITA ( FRUSTRATA ). COSì HA PASSATO LA STESSA COSA A DISTANZA DI 4 ANNI MENO DI ME IL MIO COMPAGNO STESSA COSA GENTE MALANDATA CATTIVISSIMA CHE SI SPACCIAVA PER MAESTRE. COME PUOI PRETENDERE DA UN BAMBINO DI 6 ANNI ,DOMANDARGLI (DOVE STA LA CATTEDRA ), QUELLA CREATURA NON è NATO IMPARATO E NON è UN GENIO COME SI ASPETTA , IL MIO COMPAGNO LO HA VISSUTO COME UN TRAUMA UMILIANDOLO DAVANTI LA CLASSE E MAGARI DANDOGLI UNA CEFFA IN FACCIA COME Più VOLTE HANNO FATTO I MAESTRI FRUSTRATI DALLE LORO COSE FAMIGLIARI, SU DI ME E SUL MIO COMPAGNO. UN TRAUMAAAAAAAAA MALEDETTI , OLTRE MIA MADRE ERA FRUSTRATA E SOLA SEPARATA DA POCO HO VISSUTO UNA INFANZIA UN INFERNO . INFATTI ORA HO DEI PENSIERI DI RANCORE DI VENDETTA , E SENZA PERDONO NEI LORO CONFRONTI. MIO PADRE UN INFAME VOLEVA UN MASCHIO VOSì MI HA DATO COME INFAME ACCOGLIENZA, LA SUA INSICUREZZA MI MEZZA CALZETTA MASCHIO IMPOTENTE. ORA LI ODIO TUTTI DAI MAESTRI AI GENITORI PESSIMI SU QUESTA TERRA. SE NON SEI UN BUON GENITORE LASCIA TUO FIGLIO IN AFFIDO A CHI HA POSSIBILITA' ECONOMICHE PIù ALTE DI TE FAI UN GESTO CORAGGIOSO E CON AMORE . NON COME MIA MADRE OGNI VOLTA MI DICEVA : non ci sono soldi , non c'è una lira …NON HO POTUTO CONTINUARE L'UNIVERSITA' SEMPRE CON ( non ci sono soldi) COME FANNO AL COMUNE DICONO SEMPRE NON CI SONO SOLDI . C' ì MOLTA ABBONDANZA IN ITALIA CI CRESCONO CON LA CONVINZIONE CHE NON C'E' UNA LIRA. Quando ci abitueremo a condividere tutto con il prossimo , ritornerò volentieri su questa terraccia infame. QUANDO FINALMENTE SAREMO DI MENO E MOLTO MA MOLTO Più EVOLUTI DI ADESSO. RAVVEDETEVI UMANITA' CHI SIETE VOI PER FARE DEL MALE AD UN UMILE ED INDIFESO BAMBINO???? RAVVEDETEVI INCOLTI UMANI ITALIANI . SE FACCIAMO PARAGONI CON ALTRI POPILI SIAMO SOLO PRIMITIVI.
22 Gennaio 2015 09:53
Matteo
@ Francesca Secondo la mia interpretazione alcuni passaggi di questo articolo non fanno che ribadire l'importanza di crescere con una figura maschile e una femminile di riferimento venendo così educati alla diversità. Mi rendo conto che l'obiettivo primario dell'articolo non fosse questo, io però ho voluto evidenziare un dato che è balzato agli occhi del sottoscritto. Non credo di offendere nessuno se dico che, dal mio punto di vista, i sessi sono complementari e non intercambiabili. Non credo sia un argomento tabù, dico bene?
21 Gennaio 2015 16:53
Francesca
Articolo interessante!! non capisco però alcuni commenti; perchè si deve sempre strumentalizzare quello che si legge? Il dire che non servono due madri non è letterale ma semplicemente intende dire che è giusto ricoprire diversi ruoli e non sovrapporsi in questi, non penso intendesse dare un giudizio sulle coppie omosessuali (e questo indipendentemente da quale sia la mia opinione personale in materia)
21 Gennaio 2015 11:17
Matteo
da padre ho particolarmente apprezzato questo passaggio: "i bambini non hanno bisogno di due figure materne, intese come figure protettive. Se il ruolo della madre è quello dell'accudimento, il ruolo del padre deve essere quello di spingere i figli fuori dal guscio, deve educare al coraggio di correre dei rischi, ad affrontare difficoltà e pericoli." Alla faccia di chi dice che avere due madri o due padri sia ok e che: "basta l'amore". Grazie,
20 Novembre 2014 09:33
Adriana
Ciao Giovanni, purtroppo in alcune cose devo darti ragione e su altre dissento. Partendo dal principio che se 2 si separano di solito è xkè no vanno d'accordo, da qui difficile andare d'accordo poi...altrimenti potevano stare assieme...cmq ammetto d'aver visto madri che a priori tendono ad escl. il padre, ma se devo essere sincera poche, come ho visto pochi padri (anche se stimolati) seguire i propri figli. ammetto che x fortuna molti stanno cambiando, ma soprattutto nelle nuove generazioni e questo mi fa piacere. Noi madri invece, a parte qualcuna, veramente ci sobbarchiamo di tutto, affettivamente, psicologicamente, delle cose pratiche di tutti i gg e purtroppo anche economicamente. tu dirai e vai con i soldi...purtroppo si anche quelli, dico anche, xkè i figli hanno bisogno di tutto: amore, attenzioni quotidiane sia materiali che psicologiche ma soprattutto di mangiare. purtroppo molti non si fanno carico dei propri figli in nessuna di queste cose ne durante il matrimonio e peggio dopo. ma come t'ho detto prima x fortuna qualcosa sta cambiando. sono d'accordo sulla distinzione dei 2 ruoli genitoriali, ritengo sia una cosa estremamente importante, ma se le persone ci sono, se hanno voglia investirsi a pieno di questo ruolo. io ritengo che cmq vada la coppia anche da separati si resti genitori, purtroppo però ci sono ancora troppi padri part-time, hanno altro da fare.tu si vede che 6 uno attivo o almeno ci provi e questo e bello, tutti dovrebbero essere così. io ho 6 fratelli maschi 5 sono genitori e nonostante mio padre fosse uno dei rari casi di padri modello presentissimo in tutto (avrebbe 90anni), i miei fratelli sono un pò di tutto, 2 mammi (lo dico con pieno rispetto) ma anche padri integerrimi, altri 2 insomma...come molti uomini....un pò latitano avendo sempre un pò di scuse, un'altro invece è un'ottimo padre, ma è "inciampato" in una donna come hai descritto tu, ha preso la pupa e se l'è portata a 700/800km da qui, tanto lui non avrà mai i soldi x poter far valere i suoi diritti e qui devo darti ragione ci sono "madri" che dominano la situazione e relegano i padri ad essere poco o nulla. xò se mi permetti io ho notato tante donne commentare queste pagine e poi tu, vorrà dire qualcosa ? volete far valere i vs. diritti, è giustissimo, ma allora datevi una mossa, ma non con gl'avv. nel pratico di tutti gg., magari prima di separarvi, ch'è meglio x tutti !!! cmq e 20anni che frequento l'ambito scolastico e finalmente vedo svariati papà, sposati e non, portare e riprendere i figli, bene. tra te e loro qualcosa sta cambiando era ora.ciao Adriy '69
19 Novembre 2014 10:45
giovanni
Tutto molto interessante, però vorrei di re a Clara R. che a forza di parlare della sottostima del ruolo femminile che non è tale, vi siete dimenticati che esiste anche un padre e spesso quando soono separati, le donne tendono ad isolare l'ex convivente. La sottostima del ruolo del padre è evidente anche nei casi di una famiglia unita, si dovrebbe lavorare per dare un maggior equilibrio di gestione dei figli all'interno della coppia. I padri di oggi possono e fanno quello che una volta facevano anche le madri ma non per questo si deve affermare che fanno i mammo.
19 Novembre 2014 09:19
adriana
come madre separata purtroppo mi trovo a dover entrare in entrambi i ruoli di genitore, con tutti gli asti e rancori che i figli hanno verso i genitori nell'arco della loro vita....spossante....dentro di me m'arrabbio, sto male, poi spesso butto giù tutto xkè penso che tutto ciò fa parte d'esser genitori. credo bisogna saper tacere e parlare al momento giusto, sgridare, dettare regole, lasciarli camminare da soli, lasciar sbagliare ma far sapere loro che in qualunque momento noi ci saremo cmq e sempre. a volte ci si trova a doverli sostenere nel raccogliere "i cocci" di ciò che combinano, a volte non se ne accorgono, ne combinano di grosse, ma noi dobbiamo essere lì, non giudici ma genitori che amano a prescindere da tutto. spalle e amorevoli braccia, che devono seminare molto nella speranza di raccogliere almeno la metà del seminato. ogni figlio poi ha il suo carattere bisogna saperli distinguere tutti prenderli ognuno in modo differente c'è quello a cui non funziona neanche la sberla, quello da prendere dettando regole, quello a cui se non urli non "capisce". avete mai avuto 3 figlie adolescenti ? v'assicuro sopravvivergli è già molto....donne è dura, ma molto dura, ma è l'avventura più faticosa e meravigliosa della mia vita. una cosa l'ho imparata, ho fatto "morire"psicologicamente mia madre da giovane e quando vedo le mie figlie che mi fanno "morire" (a proposito sono 4) sorrido e mi dico " la vita è una ruota che gira" ed ora che a 45anni sono diventata nonna, guardo mia figlia con il mio nipotino in braccio e ciò che vedo è bellissimo, sorrido e le dico....cara mia, goditelo + che puoi e ricordati...la vita è una ruota che gira.....auguri amore. Ma la mia avventura non è ancora finita, ho ancora una figlia piccola 10anni, ma ragazzi ha già un caratterino, una sfida continua, ma tutto stò caratterino mi piace, sarà una donna in gamba che si farà valere, ma x ora me la tengo ancora nel lettone(sbagliatissimo!!! lo so), xkè quando scenderà comincerà la 4a guerra....lasciatemi respirare....auguri a tutti i genitori e ricordatevi: nonostante tutto esserlo è un privilegio meraviglioso....baci&bye Adry '69
18 Novembre 2014 09:06
Clara R
Molto interessante tranne nel punto sottolineato dove si afferma che il ruolo della madre è quello de l'acudimento e quello del padre di incoraggiare e fare uscire dal guscio. Mi sembra che relegare la figura materna alla cura e la paterna all'educazione non fa altro che continuare a sottostimare il ruolo della donna. Sarebbe stato più corretto dire che un genitore accude e l'altro incoraggia senza però essere voi ad adgiudicare i ruoli no?
15 Novembre 2014 09:09
sabrina
Capisco l'utilità di quanto esplicano sopra ma come si fa se cin un figlio si è incorsi proprio in quegli errori. A 12 anni è già troppo tardi? Come si fa a correggere il tiro?
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