Giochi per migliorare la motricità

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Se vostro figlio inciampa spesso, fa cadere di frequente gli oggetti dalle mani e, sembra non volerne proprio sapere di abbottonarsi una maglia da solo, non preoccupatevi. È solo un po' pasticcione! Le sue capacità motorie possono migliorare con il tempo e qualche piccolo stratagemma per motivarlo.

Aiuto, mio figlio è un pasticcione!

Se vostro figlio inciampa spesso, fa cadere di frequente gli oggetti dalle mani e, sembra non volerne proprio sapere di abbottonarsi una maglia da solo, non preoccupatevi. È solo un po' pasticcione! Le sue capacità motorie - che ora sembrano ancora piuttosto incerte - possono migliorare con il tempo e qualche piccolo stratagemma per motivarlo.

Nel frattempo, non fatelo sentire peggio rimproverandolo con affermazioni poco felici (“Sei una frana!”, “Hai le mani di pasta frolla?”, “Combini sempre qualcosa!”).

Ogni bimbo un po' goffo tende già ad avere un basso livello di autostima, sottolinea Lisa A. Kurtz, terapista ed educatrice per oltre 30 anni, nel suo libro “Disturbi della coordinazione motoria. Come aiutare i bambini goffi a casa e a scuola”, (Edizioni Erickson). Non è il caso di alimentare un meccanismo negativo (il rimprovero, la presa in giro) che potrebbe renderlo ancora più insicuro.

Non ci riesci? Niente drammi

Quando un bambino (tra i 3 e i 5 anni) si misura con nuove abilità e fatica, per esempio, ad arrampicarsi in alto sugli attrezzi al parco, perde facilmente l'equilibrio o non ce la fa a sollevare la palla con un piede, può sviluppare un certo senso di frustrazione. Che rischia di trasformarsi nella causa principale della sua “goffaggine”: l'esperienza sgradevole rende il bimbo meno disposto a esercitare le sue capacità motorie. E questo vale per la motricità globale, cioè la coordinazione tra le parti principali del corpo (braccia, gambe, torso...) e per quella fine che riguarda invece il controllo di mani, dita, piedi, occhi.

Per questo è importante incoraggiare il bimbo e giocare insieme a lui proponendo attività che lo stimolino e divertano come raccomanda Louise Doyon-Richard a tutti i genitori nel suo libro “Giochi d'intelligenza. Come sviluppare nel bambino le capacità che facilitano l'apprendimento”, (Red!). Se costruisce una torre con il Lego, tira una palla contro un bersaglio, o comincia a disegnare con le matite, lodate la sua “prestazione”: l'esperienza piacevole innesca la voglia di migliorare.

Ogni bambino ha i suoi tempi

La qualità della coordinazione dei movimenti varia da individuo a individuo, e non solo nell'infanzia, spiega Lisa A. Kurtz nelle pagine del suo lavoro. Perché dipende da almeno 3 fattori:

  • la velocità dello sviluppo,

  • abilità e talenti ereditari,

  • la motivazione (o voglia, in parole povere) ad “allenare” le capacità motorie.

Le tappe fondamentali dello sviluppo motorio, pur comuni a tutti e abbastanza prevedibili durante l'infanzia, si manifestano, comunque, con tempi un po' diversi. Ogni bimbo, per esempio, impara a gattonare e camminare quando è pronto e non esiste un'età “fissa”, identica per tutti, aspetto su cui tutti gli esperti sono d'accordo – e lo ricorda anche il noto pediatra Italo Farnetani nella sua “Enciclopedia del genitore” (Mondadori).

Anche le altre competenze, sempre più complesse, maturano in modo abbastanza personale tra i 3 e i 5 anni. Per questo, c'è chi ben prima dei 3 anni riesce a muoversi in punta di piedi e all'indietro intorno a un tavolo e chi invece fatica a farlo anche più tardi. Alcuni bimbi hanno un ottimo controllo delle mani e delle dita e già intorno ai 3-4 anni, per esempio, sono in grado di ritagliare una figura seguendo un contorno, altri imparano verso i 4-5 anni.

In ogni caso, un aspetto fondamentale dello sviluppo motorio è la ripetizione (secondo le classiche teorie dello psicologo Jean Piaget, una volta padroneggiata un'abilità, il bimbo continua a ripeterla per il piacere di farlo): ogni nuova abilità - che si tratti di controllare le parti principali del corpo o di eseguire movimenti delicati e precisi (mano, dita, occhi) - va esercitata, provata e riprovata. In questo modo, tutti i movimenti diventano forti, fluidi e ben coordinati.

Per aiutare il bimbo ad acquisire o perfezionare tutte quelle capacità basilari per ogni futuro apprendimento (pensate allo sport e all'ingresso a scuola), lo strumento migliore è il gioco: vale sempre la vecchia regola che si impara di più, divertendosi.

 

14 Marzo 2012 | Aggiornato il 10 Marzo 2017

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