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Autostima, come crescere bambini autonomi e sicuri con l'educazione emotiva

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02 Luglio 2015 | Aggiornato il 21 Luglio 2017
Secondo l'educazione emotiva, regole e ascolto sono i due principi chiave che devono guidare il genitore o l'educatore nella sua relazione con il bambino. Intervista a Rosanna Schiralli, psicologa e psicoterapeuta, autrice di numerosi libri sul tema 

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Regole e ascolto: sono questi i due principi chiave che devono guidare il genitore o l'educatore nella sua relazione con il bambino per consentirgli di crescere autonomo e sicuro di sé. 

 

Parola di Rosanna Schiralli, psicologa psicoterapeuta, tra gli organizzatori del Festival dell'Educazione e autrice di libri sul tema (con Ulisse Mariani, Nostro figlio, Mondadori).

 

Come dovrebbe agire un genitore o un educatore in base all'educazione emotiva?

 

"Un genitore presente, affidabile e coerente nell'azione educativa che dà anche dei limiti aiuta il cervello del figlio. E' importante che la relazione tra adulto e bambino si basi sull'empatia, sulla condivisione, la disponibilità, e le regole, diverse a seconda dell'età. Con la risonanza magnetica si vede che questa modalità di relazionarsi al bimbo, già dalla nascita, stimola il cervello a produrre sostanze 'buone', della calma, come serotonina e ossitocina".

 

Nella vita quotidiana con il bimbo, secondo questo metodo, cosa è davvero importante?

 

"È importante condividere momenti emotivi insieme, dedicare tempo e attenzione ai figli, spegnendo, per esempio, il cellulare. Ogni bimbo avverte se l'adulto ha la mente rivolta ad altro. Tuttavia, una buona relazione non vuol dire stare sempre appiccicati: il bimbo deve sentire che può sempre contare sul genitore - il porto in cui fare ritorno - ma può attraversare le onde". 

 

Presenza, ascolto, tra gli aspetti fondamentali dell'educazione emotiva, stimolano nel cervello la produzione di sostanze della calma e contribuiscono a rendere, quindi, ogni bimbo più tranquillo e sicuro. E le regole, di cui parlava prima, a cosa servono?

 

"Il cervello non si costruisce bene senza regole: la mancanza di limiti e un approccio educativo incoerente sono responsabili della produzione di sostanze dello stress, in particolare il cortisolo. Anche questo si vede attraverso la risonanza magnetica. Le regole aiutano il cervello a costruire i 'freni', fondamentali per ogni essere umano, per avere il controllo delle pulsioni che portano, altrimenti, a volere 'tutto subito'. Se mancano i freni, bambini e poi adolescenti sono come delle barchette in mezzo al mare. Il compito dei genitori e degli insegnanti è quello di aiutare ogni bimbo, attraverso l'azione educativa, a costruire quei freni, tanto necessari per 'navigare' con sicurezza e autonomia". 

 

Perché i 'freni' sono così importanti per ogni bambino?

 

"Con una super Ferrari senza freni, per esempio, non si può fare neanche il giro dell'isolato: un bimbo non è meno prezioso di un'auto e per 'viaggiare' in sicurezza, ha bisogno di freni. I limiti servono per imparare a sopportare le frustrazioni. Quando questo non accade, il rischio di problemi e dipendenze entrando nell'adolescenza aumenta perché i ragazzi sono troppo fragili e si sentono inadeguati. L'educazione emotiva serve a prevenire, è una sorta di 'vaccino' poiché abbatte proprio la possibilità di problemi quando il bimbo diventa grande. Poi tutto è molto più difficile, a un certo punto, il cervello chiude cantiere".

 

Le regole, dunque, fanno bene al cervello e aiutano anche sopportare frustrazioni e difficoltà: in quale altro modo è possibile accompagnare il bimbo a farlo?

 

"Già durante la primissima infanzia, è importante abituare il bimbo all'attesa che vuol dire anche dargli tempo e fiducia per vedere se ce la fa da solo con le sue risorse. Come adulto se corro subito per ogni cosa, passo al bimbo il messaggio che non ce la può fare. Occorre, invece, trasmettere l'idea che si confida nelle sue capacità e non è solo: 'Ehi, io sono qui, se hai bisogno'. Dare tempo e fiducia al bimbo significa nutrire la sua autostima e incoraggiarlo a diventare sempre più autonomo e sicuro di sé stesso. Questo approccio permette al bimbo di costruire e gestire il suo mondo interiore, lo rende 'condottiero di sé stesso'. Se un figlio resta, invece, intrappolato nella pulsione del 'tutto e subito', cercando l'appagamento immediato per ogni cosa, significa che non è riuscito a costruire la sua 'cabina di regia' interna". (Leggi anche 11 dritte per allenare l'intelligenza dei bambini)

 

Come mai la pulsione che porta a volere 'tutto subito' non fa bene alla crescita?

 

"Questo tipo di pulsione della psiche è come il mal di pancia: non è possibile aspettare. Per questo è importante imparare, durante la crescita, a trasformare la pulsione in emozione che invece può essere differita. E questo avviene grazie all'educazione perché il cervello è un organo sociale e si sviluppa in connessione con altri cervelli. Ecco perché una buona relazione educativa è così importante per quello che sarà l'adulto di domani".