Nostrofiglio

Educazione

Contro la violenza: come educare figli maschi rispettosi delle donne

Di Daniele Novara
figlimaschi

20 Giugno 2016 | Aggiornato il 13 Gennaio 2017
Donne uccise o sfigurate da partner o ex fidanzati. Una forma di violenza in esponenziale aumento, un problema della collettività, sociale, politico. Che cosa possono fare i genitori per educare i figli maschi al rispetto per le donne? Perché si può fare moltissimo e partendo fin da piccoli. Le parole del pedagogista Daniele Novara.

Facebook Twitter Google Plus More

Nelle ultime settimane le pagine della cronaca hanno riportato ripetuti casi di tentato femminicio. Donne uccise o sfigurate da partner o ex fidanzati. Una forma di violenza che in Italia, ma non solo, è in esponenziale aumento. 

 

(Leggi anche: violenza, 6 donne che sono riuscite a dire BASTA)


Il primo rapporto mondiale dell’Oms sulla violenza pubblicato nel 2015 parla chiaro: nel mondo il 38% delle donne uccise muore per mano del partner, e il 35% subisce nel corso della propria vita qualche forma di violenza o abuso. Un dettaglio inquietante è che quasi il 40% degli autori di violenze sulle donne ha meno di 35 anni. Sono numeri troppo elevati per pensare che il problema sia del singolo: si tratta di un problema della collettività, sociale, politico.


Come pedagogista mi interrogo su cosa possono fare i genitori per educare i figli maschi al rispetto per le donne.

 

Perché si può fare moltissimo e partendo fin da piccoli. Il discorso sull’educazione dei maschi comincia dai padri. 


Normalmente si pensa che il tema della violenza sia connesso a quello dell’uomo macho. È vero l’opposto: gli uomini violenti hanno un deficit di virilità e di riferimento paterno. 
Il padre era sostanzialmente assente o ne hanno conosciuto solo il lato duro. Si è formato in loro un bisogno profondo di devozione e conferma che non hanno trovato da piccoli.
Nel momento in cui non viene soddisfatto dalle loro partner femminili passano alla violenza.
La virilità è un’altra cosa, è la capacità di farsi rispettare rispettando gli altri, è una fermezza profonda, un coraggio particolare nell’affrontare la vita. La sua genesi è educativa e i genitori possono fare molto. 


Sono convinto che i problemi dell’educazione dei figli maschi, e non solo, siano due: l’eccesso di maternage e la forte presenza di carenza conflittuale.


Cosa fare?
1. Liberare i bambini dall’eccesso di soffocamento 


Nella nostra società viviamo un eccesso di ruolo materno, di cura, di controllo. Occorre liberare i bambini. Fuori dal lettone dopo i 3 anni; giù dal passeggino a 4 anni; via il pannolino anche di notte entro i 3 anni; autonomia nelle pratiche di pulizia personale dai 5/6 anni. I bambini vanno liberati. So di madri che per eccesso di controllo curano il bidet del figlio di 8 anni e lo tengono nel lettone con sé, e non si rendono conto di mantenere il proprio bambino in una situazione di ambiguità, anche un po’ morbosa, in cui il piccolo fatica a sviluppare autonomia e vive situazioni che posso anche essere fonte di umiliazione e frustrazione profonda. Il desiderio, poi, di eliminare la figura femminile può nascere anche da qui. Occorre che entri in gioco il padre: ma non il padre amicone, divertente, che non si oppone mai. Occorre il padre paterno, che mette limiti, che incentiva l’autonomia e il coraggio, che stimola l’esplorazione della vita e la fatica creativa. E, quando il padre non c’è, alla madre tocca anche questo ruolo paterno: crescere figli autonomi e responsabili, non bambini annoiati da tutto, con la vita facile e le difficoltà azzerate. Questo è un primo passo fondamentale: la virilità è una questione di argini, limiti, sponde e tanto coraggio.

 

2. Aiutarli a litigare bene


Poi c’è il tema della carenza conflittuale. Si tratta dell’incapacità ad affrontare e gestire le difficoltà relazionali quando nascono. La violenza contro le donne non ha matrici passionali o amorose: è brutalità allo stato puro, incapacità totale di gestire le proprie reazioni emotive, volontà di possesso e di dominio assoluto, come se i corpi fossero una proprietà privata e potessero essere resi in schiavitù perpetua. Agli uomini violenti nessuno ha insegnato a litigare. Il litigio infantile è stato sostanzialmente represso e punito, con punizioni anche particolarmente violente e pesanti. Questo ha impedito, e può ancora impedire ai bambini di imparare a stare nelle contrarietà: non imparano ad ascoltare l’opinione degli altri; non imparano ad affrontare la divergenza; non imparano a tollerare un’opposizione alla propria volontà. E così poi sviluppano una profonda incapacità a relazionarsi nelle situazioni critiche ed esplodono. Da qui la rabbia e la violenza. Meglio che imparino a litigare da piccoli, potranno sviluppare competenze preziose per il loro futuro di uomini adulti. (Leggi anche: litigi tra bambini, consigli ai genitori)
Perché è certo che un maschio cresciuto nel rispetto delle regole, nella soddisfazione dell’autonomia e nel riconoscimento delle ragioni altrui, difficilmente sarà violento con una donna. E sarà un maschio migliore.

 

Daniele Novara, pedagogista e direttore del Centro PsicoPedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti.

Guarda anche il video: Sculacciata sì o no: esperti a confronto

 

La storia da mammenellarete:

Pensavo fosse amore, invece erano maltrattamenti. Ho trovato il coraggio di ricominciare

 

Scrivo per raccontare la mia storia difficile. All'inizio pensavo fosse un grande amore. Ma il mio idillio si è trasformato in un incubo a causa di mio marito. Per fortuna, ho trovato la forza di andare avanti, grazie al mio migliore amico e ai miei meravigliosi figli.

Leggi tutta la storia di questa mamma che ha trovato il coraggio di ricominciare