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ARCHETIPI FEMMINILI

Le dee dentro le donne: archetipi mitici nelle personalità

Di Zelia Pastore

04 Gennaio 2017
Le tue caratteristiche sono più quelle della donna Atena, della concubina Afrodite o della figlia Persefone? Il libro “Le dee dentro le donne” te lo farà capire. Scritto dalla psichiatra Jean Shinoda Bolen, questo volume serve alle donne per identificarsi con le divinità antiche, a decidere quali caratteristiche della divinità di riferimento coltivare e quali tenere a freno, ma soprattutto le aiuta a sfruttare il potere di questi archetipi per realizzare pienamente la propria individualità psicologica. Vediamo le caratteristiche di ogni dea.

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diana

ARTEMIDE
Dea della caccia e della luna (per i romani, Diana), è la slanciata e atletica figlia di Zeus e Leto e vagabonda nel folto della foresta con il suo seguito di ninfe e cani da caccia. È la personificazione dello spirito femminile indipendente: l’archetipo che rappresenta consente alla donna di cercare le proprie mete in un ambito di sua scelta. Le sue sono tutte le qualità idealizzate dei movimenti femministi: realizzazione, competenza, indipendenza dagli uomini e dalle loro opinioni. La donna-Artemide ha un grande senso di solidarietà con il genere femminile: come la dea, che si circonda di ninfe, considera l’amicizia con le altre molto importante. Difetti: potrebbe risultare un po’ intollerante nei confronti della vulnerabilità e a tratti spietata.

atena

ATENA
La dea greca della saggezza e dei mestieri (nota ai romani come Minerva). Vergine, guerriera, patrona degli eserciti, nota per le sue soluzioni pratiche e le strategie vincenti. Come archetipo, è il modello seguito dalle donne razionali, governate dalla testa più che dal cuore. Chi non ha le sue caratteristiche di natura, può coltivarle con studio e lavoro. Gravita attorno a uomini di successo, ma non ha forti amicizie femminili. Difetti: non perde mai il controllo, non è molto in contatto con la sua parte emotiva e ha una grande capacità di “congelare” gli altri.

giunone

ERA
Maestosa e regale, dea del matrimonio e moglie di Zeus (dal quale veniva spesso tradita), per i romani Giunone. Il suo archetipo rappresenta il desiderio di essere moglie: la donna con un forte archetipo Era si sente incompleta senza un compagno (il modello nella realtà è rappresentato da Nancy Regan, moglie dell’ex presidente Usa), ed è capace di legarsi, essere leale e fedele, sopportare le difficoltà con il partner e superarle insieme. In generale non ha amiche donne: preferisce fare tutto con il marito. Difetti: se non è sposata, può sentirsi incompleta e fallita e se ha un marito “sbagliato”, potrebbe non riuscire a liberarsene.

afrodite

AFRODITE
La più bella tra le dee (la Venere romana), dai capelli d’oro, il soggetto preferito di scultori e pittori (ricordiamo solo la “Nascita di Venere” di Botticelli). Figlia di Zeus e della ninfa del mare Dione, fu l’amante di molti Dei (due tra tutti Ermes e Ares). Le donne che hanno Afrodite come archetipo sono dotate di grande sex appeal e si innamorano molto facilmente (vedi Marilyn Monroe). Questa dea è una fonte immensa di cambiamento: attraverso di lei fluiscono attrazione, unione, incubazione di una nuova vita. Le donne Afrodite non sono interessate al lavoro ma solo agli uomini ed eventualmente ai figli. Difetti: il suo potere di far innamorare le persone potrebbe essere distruttivo.

demetra

DEMETRA
Divinità delle messi, presiedeva l’abbondanza dei raccolti: i romani la veneravano come Cerere. Quarta moglie di Zeus (Era fu la sesta e ultima), assieme a lui diede alla luce un’unica figlia, Persefone. È l’archetipo della madre: rappresenta l’istinto materno che si realizza nella gravidanza o nel dare agli altri nutrimento fisico e psicologico. Nei miti che la riguardano, è rappresentata come la più generosa delle dee. La donna Demetra non entra in conflitto con le altre donne, se non per i figli, e tende a dare priorità agli altri piuttosto che pensare a sé. Difetti: potrebbe creare una dipendenza ai figli “dalle sue sottane”.

persefone

PERSEFONE
O Proserpina, per i romani, figlia di Demetra. Viene rapita da Ade, il dio degli inferi, che la vuole in moglie, ma sua madre non si arrende e scende sottoterra a riprendersela: per tutto il resto della vita dovrà dividerla con il tetro cognato. Persefone e Demetra rappresentano un modello madre-figlia molto comune, dove la piccola è troppo legata alla genitrice per sviluppare un senso di sé indipendente. Con gli uomini, per l’archetipo Persefone è lo stesso: si fa bella per lui e si adatta ai suoi desideri. È molto sensibile e ricettiva. Sta bene con le altre donne, è la sorella di tutte e preferisce sperimentare assieme a loro piuttosto che da sola. Difetti: potrebbe attraversare periodi difficili e rischiare di vivere in un suo mondo parallelo, come la Laura della commedia di Tennessee Williams lo “Zoo di vetro”.

ARTEMIDE
Dea della caccia e della luna (per i romani, Diana), è la slanciata e atletica figlia di Zeus e Leto e vagabonda nel folto della foresta con il suo seguito di ninfe e cani da caccia. È la personificazione dello spirito femminile indipendente: l’archetipo che rappresenta consente alla donna di cercare le proprie mete in un ambito di sua scelta. Le sue sono tutte le qualità idealizzate dei movimenti femministi: realizzazione, competenza, indipendenza dagli uomini e dalle loro opinioni. La donna-Artemide ha un grande senso di solidarietà con il genere femminile: come la dea, che si circonda di ninfe, considera l’amicizia con le altre molto importante. Difetti: potrebbe risultare un po’ intollerante nei confronti della vulnerabilità e a tratti spietata.
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