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Le paure dei bambini, 10 principi infallibili per vincere l’ansia infantile

Di Simona Regina
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26 Giugno 2015 | Aggiornato il 14 Agosto 2017
Lo studioso Lawrence Cohen ha raccolto nel libro "Le paure segrete dei bambini" sostiene che affrontare le paure infantili con rassicurazioni razionali non è il modo più efficace: spesso falliscono di fronte alla “logica della paura”. È importante, invece, “offrire i mattoni della sicurezza: amore, empatia e accettazione”

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Bambine e bambini che hanno paura dell’acqua o del buio. Riluttanti a provare qualcosa di nuovo. Terrorizzati dall’idea di sbagliare o di rimanere da soli. Irrequieti, agitati, nervosi, iperattivi, goffi, impacciati, rigidi.

Ha facce diverse la paura che può assalire i piccoli di casa: può avere le sembianze di un mostro nell’armadio o sotto il letto, nascondersi nella timidezza, manifestarsi nell’ansia di andare a scuola o trascorrere delle ore lontani dallo sguardo dei genitori. E lo sanno bene le mamme e i papà, che a volte rischiano di sprofondare nella frustrazione ed essere sopraffatti da un senso di impotenza quando le loro rassicurazioni non funzionano.

 

Lawrence Cohen ha raccolto nel libro Le paure segrete dei bambini (Feltrinelli, 2015) consigli utili per aiutare i propri figli in difficoltà, partendo dal presupposto che affrontare le paure infantili con rassicurazioni razionali non è il modo più efficace: spesso falliscono di fronte alla “logica della paura”. È importante, invece, “offrire i mattoni della sicurezza: amore, empatia e accettazione”. 

 

1) Mostrate empatia, attenzione e ascolto

 

La relazione genitore-figlio è una risorsa fondamentale, perché “aiuta i bambini a sentirsi sicuri, fiduciosi e felici”. Del resto, secondo l’autore del libro, uno dei più grandi compiti dei genitori è donare “ricariche emotive”, offrendo attenzione, incoraggiamento e ascolto. Ecco perché mamma e papà dovrebbero fare lo sforzo di chiedersi cosa prova il figlio quando si sente così ansioso e agitato, evitando di sminuire o ridicolizzare le sue paure e, di conseguenza, il suo stato d’animo.

 

“Chi siamo noi per affermare che la preoccupazione di un bambino è ridicola?” sostiene lo psicologo. “Certo, i mostri sotto il letto non sono reali, ma la paura del bambino lo è”. Quante volte invece capita di ripetere ai bambini che non vale la pena preoccuparsi per così poco e che non c’è alcun motivo di avere paura? Cohen esorta i genitori ad astenersi dal giudicare la legittimità delle paure dei figli. Perché tutte le paure sono valide, sono l’espressione dei sentimenti che stanno provando. (Leggi anche: Le paure dei bambini)

 

2) Insegnate ai bambini come ‘raffreddare’ le emozioni

 

La paura è fondamentale per affrontare situazioni più o meno spiacevoli e rischiose. Senza la sua funzione di allarme, infatti, non correremmo, non ci nasconderemmo o non chiederemmo aiuto se fossimo in pericolo. È, insomma, “come il senso dell’Uomo Ragno, che ci avverte quando qualcosa non quadra”. Una paura eccessiva, però, manda in tilt il “sistema di sicurezza”, espressione che Cohen usa per descrivere la risposta della mente al pericolo.

 

E i bambini particolarmente ansiosi vivono in un perenne stato di allerta (e se un fulmine colpisce la casa? e se gli altri ridono di me?) e non sembrano notare i segnali di scampato pericolo (sembrava un serpente, ma in realtà era solo un bastone), quindi non riescono a scrollarsi di dosso la paura e hanno difficoltà a calmarsi.

Questo fa scattare un meccanismo di difesa, di “evitamento”, che innesca “il paradosso dell’ansia”: i bambini ansiosi si sforzano continuamente di evitare tutto ciò che è fonte di inquietudine, ma questo finisce con accrescere l’ansia ancora di più. Per aiutare i bambini a vivere in modo più consapevole il turbinio di emozioni da cui possono essere travolti, Cohen suggerisce di ricorrere alla metafora della “fiamma delle emozioni”, spiegando che ogni emozione (la fiamma) inizia con una scintilla, che può essere un pensiero o un evento. “La metafora della fiamma è perfetta soprattutto per i bambini ansiosi, che spesso trattano i loro sentimenti come se fossero troppo scottanti da gestire. Ma per fortuna, possono imparare a gettare acqua sulle fiamme”. L’acqua è qualsiasi cosa in grado di raffreddare l’emozione: contare fino a dieci, respirare profondamente, pensare a qualcosa di diverso, saltare o disegnare. (Leggi anche: Un bimbo sereno e amato, quindi più intelligente)

 

3) Bilanciate pazienza e accettazione con una spintarella delicata

 

Comprendere e accettare lo stato d’animo dei bambini è il primo passo per poterli incoraggiare ad affrontare ciò che li spaventa. Molti bambini ansiosi, per esempio, hanno bisogno di tempo per familiarizzare con persone o situazioni nuove, perché spaventati da tutto ciò che non è familiare. Lanciarli nella mischia nella convinzione che così si faranno le ossa non è produttivo: “La spintarella deve essere delicata”. Allora, se stentano a fare amicizia (in caso di fobia sociale), provate a invitare a casa altri bambini: sarà più facile iniziare a rompere il ghiaccio nell’ambiente in cui si sentono protetti e al sicuro.

 

E se al parco fanno fatica a staccarsi da voi, non negategli la possibilità di stare in braccio o al vostro fianco prima di trovare il coraggio di giocare con gli altri. I bambini hanno bisogno di “un alleato amorevole, man mano che compiono anche il più piccolo passo”. Il sostegno del genitore, in altre parole, è fondamentale per avventurarsi laddove non si sentono completamente a proprio agio e acquisire sicurezza. Ma ci vuole molta pazienza, perché “interiorizzare il senso di sicurezza potrebbe richiedere molto tempo”. (Leggi anche: Capricci bambini, come capirli

 

4) Fate ogni giorno cose spaventosamente divertenti e sicure

 

Audacia e coraggio si possono allenare e sviluppare, e vivere “avventure divertenti, sicure e un po’ spaventose, quel tanto che basta per essere eccitanti”, può essere utile per sfidare la paura. “I bambini, infatti, per riprogrammare il loro cervello ansioso, hanno bisogno di toccare con mano che la vita può essere, allo stesso tempo, spaventosa, sicura e divertente”. E possono sperimentarlo attraverso piccole sfide quotidiane. “Per molti bambini - per esempio - è più semplice trovare questa sicurezza nelle avventure fisiche all’aperto, come arrampicarsi sulle rocce o saltare piccoli corsi d’acqua”. (Leggi anche: Bambini e paure, date spazio alle loro emozioni)

 

5) Giocate e ridete insieme! Fate le battaglie di cuscini

 

Il gioco è uno dei modi migliori per entrare in relazione con i bambini. Allora ‘mettiamoci per terra!’: questo è lo slogan che usa Cohen per stimolare la complicità genitori-figli. “Molti problemi - sostiene - si potrebbero evitare o risolvere se solo ci ponessimo all’altezza degli occhi del bambino e facessimo qualcosa insieme”. In particolare, via libera a giochi fisici scalmanati, come la battaglia di cuscini o un incontro di lotta.

 

Ovviamente, lasciate che a vincere siano loro, così i bambini si sentono fisicamente ed emotivamente potenti e acquisiscono sicurezza. Altro modo per far esprimere e superare le proprie paure è giocare all’inversione di ruoli.

 

Per esempio, se vostro figlio è terrorizzato all’idea di andare dal medico, giocate a far finta che lui sia il dottore, mentre voi siete il paziente spaventato. Oppure, giocando con pupazzi e peluche, mettete in scena le esperienze che lo rendono nervoso. “Il gioco – conclude - provoca risate. Ridere allenta la tensione portata dalla paura. E la vicinanza aiuta i bambini a riprendersi dopo un turbamento”. (Leggi anche: Tutti i giochi per bambini

 

6) Fate da specchio alle loro emozioni, concentrandovi su ciò che è

 

“Fare da specchio a tutte le emozioni è fondamentale affinché i bambino imparino chi sono e che cosa sentono – scrive l’autore –. E insegna che le emozioni possono essere condivise e comprese”. Il modo migliore per trasmettere questo messaggio è, secondo lo psicoterapeuta, imitare, esagerandole, le loro espressioni facciali, dando un nome all’emozione che l’ha suscitata.

 

Secondo Cohen, poi, affinché il bambino non venga sopraffatto da emozioni negative, è fondamentale aiutarlo a concentrarsi su “ciò che è” e non su quello che potrebbe accadere e sulle ipotesi spaventose sul futuro. Come? Provate con la meditazione e la mindfulness, “che possono imparare persino i bambini piccoli. Non c’è bisogno di un corso di formazione” assicura Cohen: è sufficiente iniziare a respirare profondamente prestando attenzione al proprio respiro.

 

7) Aiutate i bambini a uscire dai pensieri inquietanti rimanendo ancorati al loro corpo

 

Cohen suggerisce un’ampia varietà di strategie di rilassamento. Per offrire un sollievo immediato ai bambini molto ansiosi, puntate sul conforto fisico: “Parlate di meno e coccolate di più”. “Provate a cullare, canticchiare o a fare un massaggio delicato”. In caso di bambini letteralmente paralizzati dalla paura, incoraggiateli a urlare, saltare e scuotere tutto il corpo. “Questo permette di liberarsi in modo sicuro di alcuni sentimenti bloccati e ciò può ridurre il livello di ansia velocemente. Fare rumore, tremare o agitarsi potrebbe imbarazzare alcuni bambini, perciò scrollatevi insieme con loro, oppure, ancora meglio, fatelo per primi, per farli ridere di voi. Ma come sempre, assicuratevi che non si sentano presi in giro”.

 

Se i bambini, invece, esprimono il proprio stato d’animo urlando, sudando, piangendo, “hanno bisogno della vostra presenza amorevole e calma per recuperare lentamente una sensazione di sollievo”. E anche se può essere difficile assistere al loro sfogo senza far nulla, “sforzatevi di non far tacere i bambini, e di assillarli affinché lo dicano a parole”. Quando, invece, non sono in preda a crisi di panico, coinvolgeteli in un’attività fisica, come la corsa o i saltelli divaricati sul posto. “La chiave è far lavorare molto il corpo in un’attività ritmica”.

 

Provate anche con un bagno caldo, oppure fategli ascoltare musica dolce e invitateli a disegnare la propria paura. Il disegno impegna il corpo e la mente e invita a tirare fuori dalla testa un’immagine inquietante. “Potete chiedere ai bambini di disegnare immagini buffe della loro ansia o i superpoteri che utilizzeranno per sconfiggerla. Mettere una paura sulla carta può alleviarne la presa sul bambino. Oppure potreste proporre un gioco in cui sconfiggono qualunque cosa li spaventi”. Per esempio, una pila di cuscini rappresenta la paura, e loro la fanno cadere. (Leggi anche: Giochi rilassanti per bambini)

 

8) Siate il 'secondo pulcino' calmo, che infonde sicurezza

 

Quando i bambini sono ansiosi, vedono il mondo attraverso il filtro del pericolo: tutto quindi sembra minaccioso. Allora, se il bimbo è il pulcino spaventato, il genitore può aiutarlo a vedere il mondo in modo diverso essendo il secondo pulcino calmo, quello che non ha paura, che infonde sicurezza, protegge e suggerisce alcuni modi per tenere alla larga i pensieri ansiosi. Prima, però, sforzatevi di comprenderlo e solo dopo rassicuratelo. “I bambini si sentono rassicurati meglio dopo che i loro sentimenti sono stati convalidati. E il modo migliore e più semplice per convalidare i loro sentimenti è ascoltare ciò che hanno da dire. Perché quando si sentono capiti, sono più propensi ad accogliere le nostre rassicurazioni”.

 

Quindi, se vostro figlio ha paura di andare a dormire (in fondo, rimanere da soli ed essere al buio sono due delle paure infantili più comuni), non liquidate la sua paura in modo sbrigativo, perché sapete che non c'è alcun motivo per cui avere paura. “I bambini ansiosi non sono in grado di aggrapparsi a questa idea confortante”. Il consiglio è: parlate di meno e ascoltate di più.

 

Cohen lancia un messaggio anche ai genitori che “spaventano deliberatamente i bambini, per esempio sul correre in mezzo alla strada o sui rapitori, e poi si stupiscono se hanno paura di attraversare la strada o di rimanere a casa con una babysitter. Ogni volta – spiega – che condividete un pericolo con un bambino, assicuratevi anche di condividere le soluzioni per gestire tale pericolo”.

 

9) Promuovete la tolleranza verso l’incertezza, il rischio e il disagio

 

Per vincere le proprie paure, è necessario affrontarle: l’evitamento, infatti, è un problema centrale nella gestione dell’ansia. Ma questo non significa spingere un bambino che ha paura dell’acqua in piscina, dove non tocca. “Spesso quest’approccio si ritorce contro, creando una paura molto più profonda, poiché indebolisce nel bambino il senso di sicurezza e di fiducia e l’affidabilità degli adulti”.

 

"Per promuovere la tolleranza verso l’incertezza, il rischio e il disagio", la ricetta di Cohen prevede genitori presenti e rassicuranti. Se, per esempio, l’ansia blocca vostro figlio, che non ne vuole sapere di varcare la soglia della sala dove si svolge la festa di un compagno di scuola, incitatelo, sì, ma rassicurandolo con le coccole e parole gentili. Al bando goffi tentativi di incoraggiamento come “Non fare il piagnone”, “Fallo e basta, senza tutte queste lagne e piagnistei”. Meglio optare per “Ti terrò per mano tutto il tempo che vuoi, fino a quando sarai pronto”. “Personalmente – dice lo psicologo – non credo che una spinta dura offra reale forza interiore e fiducia in sé”.

 

10) Concentratevi su ogni aspetto della vita colpito dall’ansia

 

Per imparare a gestirla, bisogna imparare a conoscerla. Cohen sintetizza così le varie forme che l’angoscia provocata dall’ansia infantile può assumere.

 

• Battito cardiaco accelerato, respiro affannoso, muscoli tesi, crampi allo stomaco, tremori e sudorazione, pelle fredda o calda, minzione frequente, disturbi gastrointestinali o incontinenza.

• Pensieri ansiosi, pessimistici, preoccupazioni (e se succede qualcosa di brutto? Se solo avessi fatto qualcosa di diverso. So che il mio insegnante mi odia) che finiscono con l’essere ricorrenti.

• Rigidità cognitiva: paura dei rischi, di tutto ciò che è nuovo, una reazione forte ai cambiamenti nella routine.

• Tic nervosi: mangiarsi le unghie, pasticciarsi i capelli, “ciucciare” gli abiti

• Stato emotivo di allarme, apprensione, panico, sentirsi sempre in guardia.

• Timori di cose specifiche – reali o immaginarie – come i cani, gli insetti o i mostri sotto il letto.

• Tendenza a percepire il mondo come generalmente minaccioso o pericoloso.

• Tendenza a evitare tutto ciò che può suscitare paura o ansia e turbamento emozionale estremo quando è impossibile da evitare.

• Timidezza, indecisione, perfezionismo, tentativo di avere il controllo assoluto sul proprio ambiente.

• Crescenti richieste di rassicurazione che, quando è offerta, è spesso respinta.