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sindrome di Napoleone

La sindrome di Napoleone: cos'è e come si riconosce

Di Caterina Valletti
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27 Aprile 2017
Violenza e aggressività possono essere frutto di un malessere: una statura più bassa della norma. Mara Giani, psicoterapeuta de Il Granchio Arcobaleno, ci insegna a osservarne i sintomi già dall'età adolescenziale.

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Napoleone Bonaparte è noto come uno dei più ambiziosi generali dell'Europa. Il noto personaggio però, aveva una caratteristica fisica precisa: era molto basso


Il Centers for Disease Control and Prevention americano pubblica qualche anno fa uno studio intitolato Masculine discrepancy stress, substance use, assault and injury in a survey of US men (Stress da discrepanza di mascolinità - senso di inferiorità -, uso di sostanze, aggressioni e lesioni in un sondaggio tra uomini statunitensi), dimostrando in che modo e con quale frequenza i soggetti più bassi abbiano più probabilità di essere coinvolti in atti violenti.
 

Abbiamo chiesto alla psicoterapeuta familiare Mara Giani, responsabile dello studio Il Granchio Arcobaleno, in che modo violenza e bassa statura possano essere collegate.

 

1. Cos'è la Sindrome di Napoleone?
Alcuni anni fa il biologo Bob Wong e alcuni suoi collaboratori dell'Università Monash di Melbourne hanno osservato i ghiozzi del deserto (piccoli pesci di acqua dolce). Dall'osservazione hanno potuto notare che i maschi più piccoli sono più aggressivi e rapidi nell’attacco contro i nemici rispetto a quelli più grandi della specie.

 

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La sindrome di Napoleone «si può considerare un complesso di inferiorità con un'aggravante in più: la statura bassa che sminuisce, nell'adulto, le sue reali capacità. La sindrome colpisce le persone che sono inferiori di statura, proprio come lo era Napoleone».

Per sentir meno questo senso di inferiorità, l'uomo affetto dalla sindrome di Napoleone è più violento soprattutto verso i «soggetti che sono più deboli di loro, con cui possono finalmente esprimere la loro superiorità. Donne e bambini sono spesso le vittime più coinvolte nella violenza».

 

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«Esprimere violenza è la loro reazione a questo senso di insicurezza. Si crea in loro una serie di frustrazioni che vanno a manifestarsi in questo modo di agire».

Oltre che a comportamenti di violenza, il senso di inferiorità può portare ad avere una maggiore inclinazione a comportamenti di gelosia, autoaffermazione e odio.

 

2. Chi colpisce e come intervenire

Un senso di inferiorità profondo può nascere da diverse origini: gli uomini molto bassi potrebbero avere un deficit da ormone della crescita, oppure aver ripreso semplicemente dai genitori una statura sotto la media. Comportamenti aggressivi e impulsivi sono segnali di disagio per questa altezza sotto norma. 
 

«Non è un problema legato solo al nanismo o ad altre malattie genetiche, si tratta di essere inferiori di statura rispetto alla media». Il sentirsi inferiori agli altri in altezza non colpisce nell'infanzia, infatti la sindrome «è diagnosticabile soprattutto nell'età adulta. Il senso di inadeguatezza è correlato alla richiesta di alte prestazioni che impone la società, questo tipo di stress attacca tutti, soprattutto le persone più fragili».

 

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«Il fatto che la sindrome di Napoleone, tendenzialmente, non si manifesti nell’infanzia è dovuto al fatto che a quest'età ci sia più varietà in termini di crescita. I bambini, infatti, non crescono tutti nello stesso modo: si comincia invece a riconoscere già a partire dall'adolescenza. In questa fase, si possono osservare i comportamenti aggressivi e impulsivi legati alla bassa statura e intervenire: la sindrome si struttura in adulti che, quando erano adolescenti si sentivano insicuri, fragili, inadeguati per la propria altezza».
 

«Il supporto, quindi, potrebbe essere presente già dall'adolescenza per ricostruire la fragilità, in modo che non si formi la sindrome in età adulta». Colmare il senso di inferiorità è un modo per appianare la violenza che ne scaturisce. Il genitore dovrebbe dunque intervenire affinché il ragazzo non diventi un uomo che trasformi la sua fragilità in violenza.