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Primavera

Bambini, 10 consigli per affrontare il mal di primavera

22 Marzo 2016 | Aggiornato il 17 Marzo 2017
Con la primavera le giornate si allungano, il clima si fa più mite e i fiori sbocciano; ma in questo periodo dell'anno arrivano anche i malesseri stagionali: allergie, ansia, insonnia, cefalee. E a esserne colpiti sono soprattutto i bambini. Ecco 10 consigli degli esperti del Bambin Gesù per fronteggiare al meglio questo delicato periodo dell'anno. 

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malessere

1. SE APATICO NON PREOCCUPATEVI. Con la bella stagione e le giornate più lunghe vi aspettereste che vostro figlio diventi più dinamico e invece è apatico e stanco. Non preoccupatevi, è normale. Studi recenti hanno dimostrato che le variazioni di temperatura, umidità e ore di luce possono alterare il benessere psico-fisico, causando stati di ansia, apatia, difficoltà di concentrazione...

sonnellini

2. LASCIATELO RIPOSARE IL PIU' POSSIBILE. I bambini soffrono più degli adulti il cambio di stagione. "Occorre riuscire a dare al corpo e alla mente dei piccoli il tempo di riadattarsi ai nuovi ritmi e alle nuove sensazioni dettate dalla stagione. E' importante dare ai bambini la possibilità di riorganizzare con calma il loro orologio biologico e aiutarli in questo passaggio che altera il loro equilibrio" spiegano dal Bambin Gesù. E' quindi importante, se i piccoli dimostrano di averne necessità, lasciarli riposare il più possibile.

caldo

3. NON COPRITELO TROPPO. In questa stagione alcuni bambini potrebbero soffrire anche il disagio di indossare abiti troppo pesanti per le nuove temperature. Quindi, fatevi coraggio, e toglietegli il piumino.

riscaldamento

4. EVITATE TEMPERATURE ELEVATE IN CASA. Un altro fastidio che potrebbe avere il bambino è stare in un ambiente troppo riscaldato rispetto all'aumento della temperatura esterna. Regolate il termostato in base al meteo.

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5. ALLENTATE GLI IMPEGNI EXTRASCOLASTICI. Con la primavera si arriva anche alla fine dell'anno scolastico e i bambini spesso sono sottopressione per i compiti e le verifiche; quindi meglio non insistere con le attività pomeridiane e concentrarsi solo sugli impegni di scuola.

pollini

6. FATE ATTENZIONE AI POLLINI. Da marzo a luglio la concentrazione di pollini cresce soprattutto nelle giornate calde, assolate e ventose perché i pollini sono più leggeri e meglio trasportati nell'aria. Si riducono, invece, con la pioggia. E in Italia sono sempre di più i soggetti allergici. Per questo se il vostro bambino soffre di questa allergia è meglio evitare le gite in campagna, soprattutto la mattina quando la concentrazione è più alta. Da preferire come località di villeggiatura la montagna o il mare.

tagliareerbe

7. NON TAGLIATE L'ERBA in presenza di vostro figlio se è allergico ai pollini né fatelo stare in un prato dove l'hanno appena tagliata.

libro

8. PROPONETEGLI ATTIVITA' RILASSANTI. Una passeggiata, un gelato, la lettura di un libro, disegnare o qualsiasi altra attività possa, a seconda dei gusti e delle attitudini del bambino, rilassarlo.

dormire

9. VERIFICATE CHE DI NOTTE DORMA BENE. L'ansia e l'irritabilità dovute al cambio di stagione, possono provocare un'alterazione del ritmo sonno veglia, causando al bambino difficoltà ad addormentarsi e di conseguenza stanchezza e apatia nelle ore diurne. Quindi è importante, anche se le giornate si allungano, mandarlo a letto comunque presto e assicurarsi che dorma le giuste ore di sonno.

malditesta

10. ATTACCHI DI CEFALEA. Il cambio di stagione coincide con l'aumento degli attacchi di cefalea, al Bambino Gesù si calcola un aumento del 15% delle visite per mal di testa tra marzo e giugno. Se gli attacchi fossero molto fastidiosi è consigliabile sentire un pediatra per studiare un'eventuale terapia farmacologica. L'importante è non procedere mai con l'automedicazione.

1. SE APATICO NON PREOCCUPATEVI. Con la bella stagione e le giornate più lunghe vi aspettereste che vostro figlio diventi più dinamico e invece è apatico e stanco. Non preoccupatevi, è normale. Studi recenti hanno dimostrato che le variazioni di temperatura, umidità e ore di luce possono alterare il benessere psico-fisico, causando stati di ansia, apatia, difficoltà di concentrazione...
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