Malattie esantematiche: la varicella

varicella
di Francesca Paola Rampinelli

La varicella è una malattia infettiva causata da un virus del gruppo degli Herpes, ha un periodo di incubazione che va da 14 a 21 giorni e il contagio avviene per contatto diretto con la saliva. Si curano i sintomi, con antistaminici o antifebbrili.

Che cos'è

La varicella è una malattia infettiva causata da un virus del gruppo degli Herpes. E' un'infezione molto contagiosa, e si diffonde velocemente tra i bambini che non l'hanno mai avuta.

 

Dopo una prima infezione, si è in genere immuni dalla malattia per il resto della vita. Il virus, però, può rimanere latente nell'organismo e riattivarsi anche molti anni dopo, dando origine in questo caso al fuoco di Sant'Antonio.

 

I sintomi

I primi sintomi si manifestano da una a tre settimane dopo l'infezione: nei bambini grandi e negli adulti si comincia con mal di testa e malessere generale, seguiti dalla comparsa di pustole che interessano prima il volto e il torace e poi si diffondono al resto del corpo. Queste pustole assomigliano foruncoletti, ma alcune hanno in cima piccole vescichette contenenti un siero giallo. In genere rimangono per cinque o sei giorni, e nuove pustole continuano ad apparire per tre/quattro giorni.

 

Nei bimbi piccoli in genere non ci sono avvisaglie, ma arriva subito l'esantema, cioè l'eruzione cutanea. Le pustole sono pruriginose e se grattate possono lasciare piccoli segni permanenti: per questo si consiglia di tenere le unghie corte.

 

Per quanto riguarda la febbre, di solito è bassa il primo giorno, ma può salire in quelli successivi.

 

 

 

Quanto durano il periodo di incubazione e quello di contagio

L'incubazione dura circa 7-21 giorni dal contatto. La trasmissione ad altri è possibile da 2 giorni prima a 6 giorni dopo la comparsa delle vescicole. L'esposizione al virus avviene tramite contatto diretto con la saliva o con le goccioline emesse parlando, con colpi di tosse e starnuti o, ancora, tramite il contatto con il liquido contenuto nelle vescicole.

 

Come si cura

In genere si interviene solo sui sintomi, in particolare con antifebbrili - come paracetamolo - per abbassare febbre e malessere. Alcuni pediatri suggeriscono di somministrare al piccolo paziente un antistaminico per ridurre il prurito. Nei casi più gravi e fastidiosi può essere suggerita anche l'assunzione di un farmaco antivirale chiamato Aciclovir, che contribuisce ad attenuare i sintomi e a ridurre la durata della malattia.

 

Si può prevenire?

Sì, la varicella può essere prevenuta con una vaccinazione. Il nuovo piano vaccinale 2017-2019 prevede la vaccinazione contro la varicella tra i 13 e i 15 mesi, con richiamo a 6 anni.

 

Varicella: tutte le risposte ai dubbi delle mamme

Risponde la dottoressa Marta Luisa Ciofi degli Atti, epidemiologa dell'ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma.

1. Che cosa si può fare per alleviare il prurito?
Se il prurito è molto fastidioso, soprattutto di notte, si può somministrare al piccolo, prima della nanna, un antistaminico. Oltre a lenire il prurito, previene le infezioni batteriche che si verificano quando i bambini si grattano molto.
 

2. Rimedi alternativi per lenire il prurito funzionano?
In farmacia si possono trovare creme e polveri che danno un po' di sollevo. L'unica raccomandazione con le polveri è di fare attenzione all'inalazione: soprattutto se i bimbi sono piccoli, potrebbero dare problemi respiratori.
 

3. Come vestire il bambino quando ha le pustole?
L'abbigliamento deve essere leggero, di cotone bianco e comodo. Un altro suggerimento è tenerlo in un ambiente non troppo caldo.
 

4. Il bagnetto si può fare?
Mantenere la pelle pulita e ben idratata è importante. Quindi sì al bagnetto, che però deve essere breve e fatto in acqua tiepida. Anche per lavare i capelli non ci sono controindicazioni.
 

5. Il sole fa male?
Finché ci sono le crosticine il bambino non deve assolutamente esporsi al sole. E anche dopo, quando le croste sono sparite, ma la pelle presenta ancora piccole lesioni, bisogna fare molta attenzione. La cosa migliore è proteggere il piccolo con creme solari a schermo fisico (sono quelle a pasta bianca che hanno un forte potere coprente) e tenere il bambino il più possibile al riparo con magliette a maniche lunghe e cappellino con visiera.
 

6. E se c'è un fratellino neonato?
Se il neonato è allattato al seno da una mamma che ha avuto la varicella, il piccolo per i primi mesi di vita è immunizzato. Questa copertura sparisce dopo 5/6 mesi. Il consiglio è di usare qualche precauzione: se all'asilo del grande c'è in giro la varicella, non tenetelo troppo vicino al piccolo. In caso di contagio, non c'è da allarmarsi, ma sentire il pediatra e decidere se è il caso di somministrare un antivirale a base di aciclovir.
 

7. Ci sono cibi consigliati?
Non c'è una particolare dieta da seguire. Bisogna però tener conto che la varicella potrebbe dare inappetenza. Quindi il piccolo non va forzato a mangiare. Sono da evitare cibi acidi (come pomodori, arance...) che potrebbero irritare eventuali vescicole in bocca. Da preferire cibi freschi come yogurt, mozzarella... Ma la cosa davvero importante è far bere molto il piccolo: tanta acqua, ma anche succhi freschi per invogliarlo a bere.
 

8. Il vaccino immunizza per tutta la vita?
Sì, il vaccino dà copertura esattamente come la varicella che una volta fatta non si può ripetere.

 

 

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17 Aprile 2013 | Aggiornato il 10 Febbraio 2017
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