Nostrofiglio

Salute bambini

L'otite in estate

bambina_otite

22 Luglio 2013 | Aggiornato il 19 Giugno 2017
A causare mal d’orecchie, o meglio otalgia, nei bambini in estate può essere un’infezione nota come otite esterna o otite del nuotatore, poiché il ristagno di acqua può favorire la proliferazione di batteri nel condotto uditivo esterno. Per evitarla ricordatevi di asciugare bene le orecchie, per curarla è necessaria la visita dal pediatra

Facebook Twitter Google Plus More

Perché viene l’otite esterna

L’otite è un’infezione che coinvolge il condotto uditivo esterno; abbastanza comune in estate, quando i frequenti bagni in mare o in piscina possono determinare il ristagno di acqua all’interno dell’orecchio e provocare un’alterazione del pH, con conseguente macerazione della cute e proliferazione dei batteri normalmente presenti nel biofilm che riveste l’orecchio.

“L’otite può interessare indifferentemente sia adulti che bambini, ma i bambini sono più soggetti per ragioni anatomiche, dal momento che la tuba di Eustachio, il canale che collega l’orecchio con il rinofaringe, ha una disposizione orizzontale (che col trascorrere dell’età diventa obliqua), che rende più difficoltoso il drenaggio di secrezioni verso l'esterno ” spiega Emiliano Milazzo, Dirigente Medico presso l’Unita Operativa Complessa di otorinolaringoiatria dell’Azienda Ospedaliera Marche-Nord.

LEGGI ANCHE CURARE IL MAL D'ORECCHIO

LEGGI ANCHE OTITE, I CAMPANELLI D'ALLARME

Quali sono sintomi dell’otite del nuotatore

Il primo sintomo è il dolore, che si può avvertire soprattutto esercitando una pressione con il dito sul trago - la sporgenza situata nella parte anteriore dell’orecchio - oppure tendendo lievemente verso l’esterno il padiglione auricolare o semplicemente deglutendo; se il bambino è piuttosto piccolo, si noterà che si tocca spesso l’orecchio ed evita di dormire sul lato dove ha dolore. In più, sul cuscino la mamma potrebbe notare delle secrezioni.

Come curare l’otite esterna

Innanzitutto occorre evitare di fare entrare acqua nell’orecchio per una settimana circa: anche durante la doccia e lo shampoo è consigliabile proteggere il condotto uditivo con una garza otologica (no invece al cotone idrofilo, che lascia pelucchi). “Se dopo due giorni il bambino riferisce ancora otalgia o si notano secrezioni, è opportuno rivolgersi al pediatra che, una volta accertata la presenza di un’otite, prescriverà un antibiotico locale, da instillare nel condotto uditivo per alcuni giorni” evidenzia il dott Milazzo.

“La terapia locale si può instaurare solo se non vi è una perforazione della membrana timpanica e il piccolo paziente ha un età superiore ai due anni: in caso contrario, si ricorre ad antibiotici per via orale. Per alleviare il dolore, invece, può essere utile somministrare del paracetamolo. Va sottolineato tuttavia che se il pediatra rileva la presenza di secrezioni dal condotto uditivo esterno, il bambino necessita di una consulenza presso l'otorinolaringoiatra”.

LEGGI ANCHE BAMBINI CON IL RAFFREDDORE, CHE COSA FARE

Come prevenirla

Per prevenire l’infezione sono fondamentali poche regole igieniche:

 

  • risciacquare con acqua dolce le orecchie dopo il bagno in mare o in piscina ed asciugarle bene con l’asciugamano (che deve sempre essere di uso personale);

  • indossare la cuffia quando si va in piscina;

  • evitare l’utilizzo di cotton fioc, che alterano il biofilm del condotto che protegge naturalmente l'orecchio: per rimuovere il cerume che si deposita all'esterno del condotto uditivo, basta semplicemente un asciugamano o un fazzoletto.

Quando è colpa del tappo di cerume

In alcuni casi il mal d’orecchio non è causato da un’otite, ma da un più banale tappo di cerume, che, essendo per sua natura igroscopico (cioè in grado di assorbire acqua), se bagnato aumenta il proprio volume procurando dolore. In questo caso il bambino avverte anche un senso di ovattamento, come di orecchio chiuso. In tale evenienza il pediatra potrà consigliare specifiche gocce auricolari per sciogliere il tappo o inviare il bambino direttamente dall’otorino, che aspirerà il tappo ceruminoso.

 

A volte dipende solo da una variazione di pressione

In altri casi la sensazione di ‘orecchie piene’ dopo che il bambino è andato sott’acqua può essere dovuta semplicemente al rapido cambio di pressione quando si è immersi. “Così come succede quando si va in aereo, anche andare sott’acqua determina una variazione della pressione all’interno della tuba di Eustachio, che i bambini non sono ancora abituati a compensare” spiega il dott Milazzo. “Per risolvere il fastidio, basta soltanto invitare il piccolo a compiere deglutizioni ripetute per qualche minuto o a simulare la soffiata di naso per ristabilire la giusta pressione”.

Guarda anche il video sull'otite nei bambini