Scuola

Educare i bambini all'ascolto e all'attenzione

bambini_attenti
di Antonella Laudonia

Trucchi e consigli ai genitori per potenziare le capacità di concentrazione dei propri figli anche ai fini di un migliore andamento scolastico. Perché un bambino attento impara meglio e più velocemente. Ne abbiamo parlato con Matteo Rampin, psichiatra e psicoterapeuta, autore del libro Come non farsi bocciare a scuola (Salani Editore)

I bimbi di oggi non sanno più ascoltare. E a lamentarsi della scarsa capacità di prestare attenzione quando si parla e si spiega sono innanzitutto le maestre, che fin dalla scuola materna, per poi continuare alla primaria, puntano il dito contro una lacuna, quella della concentrazione, sul cui vuoto dovrebbero lavorare per primi i genitori. Fin dalle mura di casa.

Ne abbiamo parlato con Matteo Rampin, psichiatra e psicoterapeuta, autore del libro Come non farsi bocciare a scuola (Salani Editore), per farci rivelare trucchi e consigli utili da mettere in atto fin da subito. Perché un bimbo più attento impara prima e meglio. Eccoli, suddivisi per fascia d'età.

Educare all'ascolto e all'attenzione i bimbi della scuola materna:

  • Spegnere la televisione, o quantomeno farne un uso il più limitato possibile se proprio non si riesce ad escluderla dalla vita dei piccoli;

  • Assicurare al bambino la giusta parte di sonno notturno ed eventualmente pomeridiano, rispettando le esigenze di ogni bambino (che sono assai variabili da uno all’altro);

  • Evitare di rispondere immediatamente alle richieste dei piccoli, ma insegnare loro, invece, ad aspettare, a tollerare l’attesa; se non si è in grado di aspettare, non si riesce a mantenere l’attenzione focalizzata su qualcosa;

  • Proporre ai bimbi un giocattolo alla volta e quando il bambino si stufa, evitare di dargliene subito un altro in alternativa, ma lasciargli il primo in modo da permettergli di sperimentarne tutti gli usi possibili. Fare in modo, in sostanza, che sia lui stesso a scoprire o inventare altri utilizzi del medesimo giocattolo. Una stanza piena di giocattoli porta il piccolo a passare in continuazione da un tipo di stimolo all’altro, senza esplorare a fondo le cose della realtà che lo circonda. Meglio far ruotare i giochi del bambino, metterne via alcuni e tirarli fuori solo quando si sono messi via altri con cui giocava fino a poco prima;

  • Favorire le attività a forte connotazione ritmica, come la musica, la danza (anche fatta solo per gioco), o il camminare in fila segnando il passo. Il fattore “ritmo” conferisce regolarità all’organizzazione mentale.

Educare all'ascolto i bambini delle scuole elementari:

  • Evitare l’uso eccessivo di giochi elettronici, che sono tarati su tempi velocissimi e abituano a scenari in continua evoluzione. Meglio che i bimbi trascorrano il proprio tempo giocando insieme ai coetanei, facendo attività fisica, studiando o seguendo dei corsi, ma anche non facendo niente (semplicemente oziando);

  • Abituarli all’ordine nello spazio fisico, per esempio a riconoscere il valore simbolico degli spazi (“Qui è lo spazio dei genitori, qui è lo spazio tuo, qui c’è un confine; in casa si può parlare ad alta voce, sulle scale e nei negozi non si può gridare”, ecc.);

  • Incoraggiare all’apprendimento di poesie a memoria; per imparare a memoria occorre focalizzare l’attenzione;

  • Favorire giochi che insegnano l’attesa, l’immobilità, la concentrazione (gli scacchi sarebbero l’ideale);

  • Trovare il modo di farsi spiegare le cose (non semplicemente ripetere) che sono state insegnate, quasi invertendo i ruoli (il modo migliore per imparare qualcosa è insegnarla), o chiedere ai bambini di insegnare o ripetere gli argomenti ai fratellini più piccoli o ai nonni.

Consigli generali, validi per tutti i bambini

  • Fare in modo che i bambini trascorrano del tempo con i nonni, perché le persone anziane hanno ritmi più lenti, in genere non sono ossessionate dalla frenesia di dover stare dietro a mille impegni, e possono essere “più presenti” senza sentire la necessità di affidare i piccoli alla televisione;

  • Avviare allo studio di uno strumento musicale o al canto corale, che permettono di acquisire una “disciplina del tempo” e affinano l’orologio interno che regola tutte le funzioni psichiche, compresa l’attenzione;

  • Chiedere ai bambini di raccontare quello che è successo, quello che hanno fatto, le cose che hanno visto a scuola. Raccontare è un modo per imparare a mantenere l’attenzione su un filo logico;

  • Incoraggiare alle arti figurative, al disegno, all’uso dei colori, alla composizione di mosaici con tessere di carta o chicchi di riso, all’uso del collage;

  • Se si vuole tener desta l’attenzione occorre puntare sulle storie e sulle narrazioni; qualsiasi materia esposta in forma narrativa viene ascoltata e ricordata meglio;

  • Prevedere pause durante le lezioni o lo studio ogni 45 minuti; insistere quando i bambini sono stanchi è controproducente;

  • Quando possibile, creare un clima di sana competizione, per esempio dividendo la classe in squadre e premiando i vincitori di una gara incentrata sulla materia in questione;

  • In aula, ricordarsi di collegare il più spesso possibile ciò di cui si parla, a situazioni che riguardano o interessano direttamente l’età degli scolari; l’attenzione dei bambini si accende quando si parla del loro mondo, di un loro coetaneo, di un coetaneo che loro conoscono, di loro stessi;

  • Gli insegnanti che puntano molto sulla relazione, prima che sul contenuto di ciò che insegnano, guadagnano in efficacia e in efficienza. L’umorismo è un ottimo sistema per tenere alta l’attenzione;

  • Evitare gli ordini in negativo come “non distraetevi”, “non dormite”, “non dovete pensare alla partita”, perché spesso ottengono l’effetto opposto.

Vuoi confrontarti con altri genitori? Poni il tuo dubbio nella sezione Scuola per i bambini della materna e Scuola primaria e secondaria a seconda dell'età del tuo bambino.

Oppure puoi chiedere consiglio alle psicologhe del forum

15 Febbraio 2012 | Aggiornato il 15 Febbraio 2012
3 Commenti
20 Marzo 2014 16:52
monika
Sono sorpresa che uno psicologo rivanghi i punti che, seppure certi, sono conosciuti da tempi antichi (esempoi: abituarli all'ordine, ad imparare le cose a memoria, etc). Querllo che si dice nell'articolo era chiaro già ai nostri nonni! Se non si capisce che i nostri bambini vivono una realtà completamente diversa, sotto mille stimoli psicologici, correndo tra genitori che possono essere separati, con pressioni di 'riuscire, adeguarsi, vincere, essere accettati, etc.', ed in piu' con i vari serpenti tentatori della TV, giochi elettronici e mille altre forme di isolarsi dentro la propria mente, stiamo solo ripetendo un ritornello. Da anni negli US, in Inghilterra e in Olanda trattano i disturbi dell'attenzione con la mindfulness per bambini. S einteressati vedete http://www.repubblica.it/salute/2013/11/14/news/mindfullness_-70990084/ e http://www.mondokids.it/crescere/salute/problemi-di-ansia-mindfulness-per-bambini-e-famiglia/
06 Giugno 2013 11:36
Monica
Grazie per l'interessante articolo. Io penso che spesso i rifiuti e i capricci dei bambini derivino dal fatto che non spieghiamo loro i motivi per cui non devono fare una determinata cosa o il perché DEBBANO invece per es comportarsi in determinate maniere oppure mangiare determinati alimenti (come frutta e verdura). Ho notato che soltanto coinvolgendoli e spiegandogli, anche giocando, il perché dovrebbero mangiare quel determinato alimento (per es spiegandogli cosa succede quando masticano e come avviene il processo di metabolizzazione e di nutrimento). Io ho sempre avuto difficoltà a far mangiare ai miei figli frutta e verdura. Da qualche estate però stanno frequentando un campus qui a Parma (si chiama Giocampus) e ora veramente riescono a mangiare questi alimenti tranquillamente! Se qualcuno potesse essere interessato questo è il sito http://www.giocampus.it/ Secondo me si tratta di una proposta educativa molto bella che dovrebbe essere allargata anche in altre scuole d'Italia!
04 Marzo 2013 10:20
tina
salve,houn bambinodi 4 anni e mezzo, a casa tranquillo sereno anche se vivace da sempre molto vivace all'asilo .da qualche settimana la maestra dice che non gioca con i compagni non ascolta i suoi richiami in poche parole quasi ingestibile. lui dice che i compagnetti lo picchiano a( volte anche la maestra se fa il monello). da sempre si lava spesso le mani (prima di mangiare anche una caramella )ora pero' questa sana abitudine sembra esagerata. a casa continua a essere tranquillo. non so che fare temo di aver preteso troppo da lui (comincia a leggere ,sa scrivere rimette tutto in ordine).ho bisogno di un aiu
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