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10 regole sull'uso del tablet da parte dei bambini

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17 Aprile 2014
I bimbi di oggi, veri nativi digitali, sono molto attratti dai nuovi dispositivi touchscreen. Primo tra tutti, il tablet che suscita interesse e curiosità anche tra i piccolissimi. Ecco 10 regole per aiutare il genitore a gestire al meglio l'uso di questo strumento da parte del bimbo.

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Il decalogo per l'uso (corretto) del tablet da parte dei più piccoli

Per generazioni di bambini (dagli anni '70 in poi), la 'cattiva maestra' - allo stesso tempo, spesso, baby-sitter ideale e gratuita - è stata la televisione.

Ma ormai lo schermo della 'vecchia' tv ha perso una gran parte del suo fascino: i bimbi di oggi, infatti, veri nativi digitali, sono molto più attratti dai nuovi dispositivi touchscreen.

Primo tra tutti, il tablet che suscita interesse e curiosità anche tra i piccolissimi e non solo quelli delle celeb.

Come può il genitore gestire al meglio l'uso di questo strumento quando è presente in casa? Quali sono le 'regole' irrinunciabili per insegnare al pargolo ad usarlo correttamente?

L'abbiamo chiesto a Michele Facci, psicologo e formatore, che da anni si occupa del rapporto mente-tecnologie, co-autore (con Serena Valorzi e Mauri Berti) del volume Generazione Cloud. Essere genitori ai tempi di smartphone e tablet (Erickson).

Ecco 10 consigli dell'esperto per accompagnare per mano il bimbo alla scoperta delle infinite opportunità del mondo digitale evitando 'trappole' e pericoli.

1. Meglio educare, già da piccoli, a un uso corretto del tablet, piuttosto che vietarlo

Quando il bimbo mostra curiosità verso il tablet, magari perché vede mamma e papà usarlo, non c'è motivo di agitarsi o farlo sparire per timore di crescere un 'tecno-dipendente'.

Ne è convinto Michele Facci che ritiene sia molto peggio vietare l'uso del tablet e tenerlo lontano dal piccolo. Di fatto, secondo l'esperto, l'alfabetizzazione digitale, se gestita in modo corretto e consapevole da parte del genitore, è una grande opportunità e una risorsa preziosa.

“L'adulto può presentare il tablet come un oggetto positivo perché esistono moltissime app educative e divertenti adatte anche ai più piccoli, intorno ai 2-3 anni. Tuttavia, è fondamentale che il genitore domini l'uso della tecnologia e tenga in mano il dispositivo”, dice lo psicologo.

Dal punto di vista dell'esperto, è meglio che il bimbo scopra il tablet, già in tenera età, sotto l'occhio vigile dell'adulto, piuttosto che in modo autonomo e senza controllo, magari a 7-8 anni, a casa di un amico.

2. Attenzione ai contenuti, non al 'mezzo'

Il punto centrale della questione non è tanto 'tablet sì o no' ma la scelta dei contenuti più adeguati in base all'età del bambino. Oggi, è possibile trovare app di buona qualità, anche gratis, da usare insieme. Per i più piccoli, intorno ai 2-3 anni, per esempio, sono adatte le fiabe (tipo quelle di Fabbri Editore), dove il bimbo può toccare l'animazione mentre guarda e ascolta con il genitore.

“Quello che fa davvero la differenza è il contenuto che ci metto dentro, per questo è indispensabile fare una bella selezione da usare insieme - spiega lo psicologo. Alcune app sono assolutamente educative, non si tratta solo di giochi: il bimbo può imparare a disegnare, per esempio, anche a 2 anni, seguendo con il ditino le linee”.

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3. Tablet non vuol dire Internet

Un errore piuttosto diffuso, secondo Michele Facci, è quello di associare direttamente uno strumento come il tablet al mondo online.

L'accesso al web non è affatto scontato e deve essere regolamentato con grande attenzione dall'adulto.

“Non ha senso organizzare una bella selezione di app e poi lasciare il bimbo navigare da solo, è inutile - afferma lo psicologo. Occorre prestare molta attenzione a come si permette di usare il tablet disattivando, per esempio, Internet quando non serve e il bimbo è piccolo”, raccomanda Michele Facci.

Con i più grandi, intorno ai 4-5 anni, il genitore può, invece, guidarli alla scoperta di alcuni siti dedicati, ricchi di contenuti di qualità. In sostanza, è fondamentale che l'adulto sia una guida presente e sollecita per il figlio in ogni sua nuova esplorazione.

4. Filtri e blocchi non bastano a garantire sicurezza, il genitore sì

Una configurazione che limita l'accesso a determinate applicazioni e alla navigazione sul web non è una garanzia sufficiente per lasciare il bimbo da solo con un dispositivo digitale tra le mani.

Insomma, è una buona regola non fidarsi mai troppo, dal punto di vista dell'esperto.

Il rischio che il piccolo possa accedere a siti non adatti alla sua età non deve essere mai sottovalutato. La tecnologia non può sostituire mai, in nessun caso, gli occhi vigili di un adulto.

“La protezione migliore, il vero 'filtro' è il genitore che deve essere sempre presente perché il tablet non è la nuova baby-sitter”, dice lo psicologo.

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5. Giocare online va bene ma solo con amici e compagni 'in carne e ossa'

Con l'ingresso alla scuola primaria, il tablet diventa anche un mezzo per divertirsi tra coetanei attraverso sfide e giochi online. Secondo Michele Facci, non è un problema a patto che il ragazzino condivida le sue attività ludiche con chi già conosce nella vita reale.

Deve essere assolutamente chiaro che è vietatissimo entrare in una comunità virtuale piena di sconosciuti.

“È molto importante, invece, che il bambino capisca bene che può ricreare il suo gruppo di amici e compagni di scuola online. Questo è un uso positivo della rete che valorizza le persone reali, quelle che si conoscono”, dice il formatore.

L'adulto deve passare al bambino il messaggio che il dispositivo è solo uno strumento, a volte più comodo, per restare in contatto e socializzare con il gruppo.

Così, per esempio, può confrontarsi facilmente anche con il compagno che abita lontanissimo o tenere vivo il rapporto con l'amico delle vacanze.

6. Osservare il bimbo e le sue reazioni aiuta a capire quando è il momento di dire 'basta'

“Molti genitori, spesso, mi chiedono: 'ma quanto può stare davanti al tablet mio figlio?'.

Certo, io eviterei di lasciarlo 5-6 ore al giorno! Ma in realtà, non esiste un tempo 'giusto', uguale per tutti - spiega Michele Facci.

Quello che importa di più è osservare il bambino che lo usa e capire come si sente, se è curioso, interessato, troppo coinvolto o insicuro... L'adulto può intervenire e incentivare il figlio che sembra intimorito o, al contrario, contenere chi mostra troppa sicurezza”.

In più, come ricorda l'esperto, spesso, anche le reazioni fisiche sono diverse: c'è chi, per esempio, dopo 5 minuti ha già gli occhi rossi. Per questo, non c'è bisogno di stare con il cronometro in mano ma è indispensabile 'monitorare' il bambino per evitare ogni forma di 'tecno-stress'.

LA STORIA DA MAMMENELLARETE - BAMBINI E TECNOLOGIA

Imponendomi, un poco, come regola generale, ho insistito che con l’arrivo della piccola , ci fosse una disciplina dell’uso della tv. E avrà anche lei sicuramente il suo approccio con i mezzi tecnologici tipo computer, ma saranno il giusto supporto didattico, poi di gioco ecc. Ma tutto a il suo tempo! Meglio scoprire i colori della primavera rincorrendo delle bolle di sapone in un prato. Ogni età ha in suo gioco.

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7. Tra uso e abuso, c'è di mezzo il genitore!

Per Michele Facci, è importante tenere presente che non esistono regole assolute e valide per ogni bimbo, proprio perché dipende anche dalla personalità e dal suo atteggiamento verso la tecnologia.

In compenso, c'è una regola granitica per i genitori: mai abbandonare il figlio davanti a un tablet (e questo vale per tutti gli strumenti digitali). Con i più piccoli, l'approccio giusto è quello di un utilizzo insieme, quando il bimbo cresce, invece, l'adulto può essere un osservatore presente, 'silenzioso' e meno invasivo.

8. Ficcanaso e invadenti no, attenti e rispettosi sì

In età scolare, il tablet si può trasformare anche in uno strumento per svolgere i compiti. È quindi normale che il bambino impari a gestire le sue cartelle o, magari, usi archivi online (tipo Dropbox) per memorizzare materiale.

Naturalmente, accanto alle 'cose' di scuola, presto inizierà a salvare documenti personali, foto, musica...

“È giusto che il bambino nel tablet ci metta un po' quello che vuole, in fondo anche questo è un suo spazio privato, in modo analogo alla camera. Ma come educatore, l'adulto, può entrare con rispetto in questo luogo, e guardare se tutto va bene.

Non è proprio il caso, per esempio, di cancellare foto del bambino, magari quelle con gli amici a cui lui tiene tanto, per far ordine nel tablet”, afferma Michele Facci.

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9. Poche regole, viva le regole!

Secondo lo psicologo, il tablet è un po' come un qualsiasi altro oggetto della vita del bambino (un giocattolo, un libro, un film dvd...) e va tenuto con ordine e cura. Questo significa che è importante dare delle regole per il suo utilizzo.

Al bimbo deve essere chiaro, per esempio, che non può tenerlo in mano in ogni momento, pur se 'morto' , della giornata, o mentre qualcuno gli parla, quando si è tutti insieme o perfino a tavola...

“Da un punto di vista cognitivo, se c'è vicino uno schermo, e questo vale anche per la tv, anche solo di sottofondo, il cervello si 'distrae', diminuiscono le capacità da dedicare all'altro”, spiega l'esperto.

10. Oltre il tablet...

“La tecnologia non deve mai essere pervasiva, non bisogna mai dimenticarlo. Questa è una regola importante. Ogni bimbo deve giocare al pallone, correre, stare con gli amici – dice il formatore. Non bisogna mai caricarli troppo e, al tempo stesso, valorizzare sempre le relazioni con le persone anche grazie alle possibilità offerte dalle tecnologie stesse. Il tablet non è uno strumento fine a se stesso, ma un veicolo per entrare in un luogo virtuale dove è possibile giocare, leggere, scrivere”, dice Michele Facci.

In altre parole, dal punto di vista dello psicologo, è essenziale far capire che il dispositivo è solo un 'pezzo di plastica e metallo' che apre, però un intero mondo. E in questo universo, ci sono molti aspetti positivi ma anche negativi dai quali è possibile difendersi solo accettando di buon grado alcune regole.

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