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Pidocchi, le 20 dritte per conoscerli e combatterli

Di Daniela Ovadia
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27 Maggio 2013 | Aggiornato il 06 Febbraio 2017
I pidocchi infestano le teste dei bambini e sembrano refrattari a qualsiasi tentativo di prevenire il loro sgradito arrivo. Ecco 20 dritte per conoscerli e combatterli.

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Consulenza di Marcello Monti, responsabile del Servizio di dermatologia dell'Istituto Humanitas di Rozzano.

Infestano le teste dei bambini e sembrano refrattari a qualsiasi tentativo di prevenire il loro sgradito arrivo: sono i pidocchi del capo, ormai ubiquitari nelle scuole e nelle comunità come asili nido e palestre. Ecco le 20 dritte per conoscerli e combatterli con l’aiuto del dermatologo milanese Marcello Monti.

1. Il pidocchio è un parassita obbligato: non sopravvive a lungo se non su un essere umano.

La specie che infesta i capelli dei bambini (e degli adulti) non è nemmeno in grado di sopravvivere su animali: ha bisogno dell’uomo, del cui sangue si nutre pungendo il cuoio capelluto.

2. Il prurito provocato dai pidocchi non è dovuto, come veicola la credenza popolare, alla sporcizia, bensì proprio alle punture dell’insetto.

Bisogna sfatare il mito che i pidocchi infestino le persone con scarsa igiene personale. Anzi, più i capelli sono puliti più è facile che i pidocchi riescano ad ‘attecchire’ e a depositare le proprie uova alla radice degli stessi.

3. Il ciclo vitale del pidocchio avviene attraverso tre stadi e dura circa un mese.

Si parte dall’uovo (detto anche lendine) che schiudendosi dà origine alle ninfe, forme immature del parassita adulto. La ninfa è molto piccola e rossastra, mentre il pidocchio adulto è scuro e lungo 2-4 mm. Il pidocchio adulto depone le uova che a loro svolta si schiudono dopo 8-10 giorni riproducendo il ciclo.

4. I pidocchi del capo non trasmettono malattie infettive.

Certamente, se sono numerosi, possono indurre lesioni da grattamento che a loro volta possono infettarsi. In alcuni casi possono comparire anche reazioni allergiche.

5. Il parassita sopravvive circa un mese sul capo di una persona ma non più di 48 ore sugli oggetti e nell’ambiente.

Le uova possono sopravvivere più a lungo lontano dallo scalpo ma non sono in grado di maturare e schiudersi se non sono mantenute a temperatura simile a quella della cute umana. Ciò significa che molto difficilmente il parassita arriverà sulla testa di un bambino passando attraverso l’ambiente. [Guarda subito che cosa fare se tuo figlio ha i pidocchi]

6. I pidocchi depongono le uova alla radice dei capelli e in particolare sulla nuca, dietro le orecchie e talvolta alla radice della frangia.

È spesso difficile vedere l’insetto adulto, a meno che l’infestazione non sia già avanzata: sono invece molto numerose le uova, che hanno un aspetto bianco traslucido o, a volte, marrone scuro e sono strettamente adese alla base del capello.

Guarda anche: immagini pidocchi, ecco come riconoscerli

7. Le uova del pidocchio possono essere confuse con forfora.

Per comprendere la differenza basta cercare di eliminarle dal capello con una piccola scossa. La forfora cadrà mentre l’uovo di pidocchio resterà saldamente incollato al fusto.

8. Un segnale di allarme per i genitori è certamente il prurito.

Ogni volta che il bambino si gratta la testa bisogna controllare se non ci sono pidocchi.

9. Un altro sintomo che richiede un controllo accurato è la presenza di arrossamenti e graffi da grattamento nei punti più infestati.

I punti più infestati, come abbiamo visto, sono la nuca e l’attaccatura dietro le orecchie.

10. Per esaminare i capelli e scoprire l’intruso è necessaria una buona luce naturale.

E’ meglio effettuare il controllo di giorno, davanti a una finestra. A volte la luce elettrica rende le uova trasparenti, specie se ci si trova davanti a una chioma bionda (la più difficile da esaminare).

11. È bene munirsi di una lente d’ingrandimento, di un pettine a denti finissimi (acquistabile in farmacia) e di un foglio di carta bianca.

Basterà passare il pettine fra i capelli per vedere cadere sul foglio il pidocchio adulto. Non sempre però gli insetti adulti sono presenti in numero sufficiente: è quindi necessario cercare le uova con la lente d’ingrandimento e separare i capelli in quattro aree, trattenute con mollette o forcine, procedendo poi a un esame sistematico ciocca per ciocca. [Leggi anche i 6 consigli per togliere le lendini e il trattamento contro i pidocchi]

12. L’unica forma efficace di prevenzione è il controllo bisettimanale dei capelli dei bambini.

In caso di infestazione bisogna procedere subito con un trattamento eradicante e avvertire la classe del bambino e la direzione scolastica. In tal modo si riesce a limitare nel tempo e nello spazio la diffusione dei parassiti. [Leggi anche: tutti i rimedi contro i pidocchi e un amico di mio figlio ha i pidocchi, posso prevenirli?]

13. È bene ribadire che non c’è nessuna relazione tra pulizia personale e parassitosi da pidocchio del capo.

Esistono invece alcune caratteristiche individuali (tipo di capelli, odore della pelle) che fanno sì che alcuni bambini prendano i pidocchi più frequentemente di altri.

14. Un problema che rende difficile anche la prevenzione è quello delle resistenze ai più comuni prodotti antiparassitari.

In molti casi i bambini trattati sono in realtà ancora infestati e continuano a diffondere la parassitosi all’insaputa di genitori e insegnanti. La mancata efficacia del trattamento può anche dipendere anche da un uso scorretto dello stesso o da un tempo di posa inadeguato. È importante seguire alla lettera le indicazioni d’uso del prodotto prescelto non solo per rendere l’intervento efficace ma anche per conservarne l’efficacia in caso di ulteriori infestazioni. [Leggi anche: come eliminare i pidocchi e i prodotti in commercio]

15. Tutti i bambini con pidocchi del capo devono essere trattati, così come tutte le persone conviventi e i compagni con cui hanno avuto contatti stretti.

Secondo le linee guida del National Health Service britannico, è utile anche fare un trattamento profilattico a chiunque condivida il letto con una persona infestata da pidocchi, anche se non si vedono parassiti o lendini.

16. Il trattamento deve essere effettuato in contemporanea: se il bambino viene trattato subito e il resto della famiglia 24 ore dopo, tutto il processo può risultare inefficace.

In generale si consiglia sempre un secondo trattamento a distanza di una settimana perché nessun prodotto è certificato ovocida al 100 per cento, cioè è possibile che qualche uovo sopravviva e generi pidocchi vitali.

17. Se le uova presenti sul capo sono poche e la pazienza tanta, è possibile evitare il trattamento insetticida tagliando alla base con una forbicina i singoli capelli sui quali si riscontra la presenza di un uovo.

I capelli tagliati vanno accuratamente raccolti in un sacchetto che va poi chiuso ed eliminato. Per facilitare l’eliminazione delle uova dopo il trattamento con insetticida è utile fare un risciacquo con acqua e aceto: quest’ultimo scioglie le sostanze collose che il pidocchio produce per ancorare la lendine al capello.

18. Non basta trattare la persona: bisogna eliminare eventuali uova da indumenti e arredi venuti a contatto con la testa nelle 48 ore precedenti la scoperta dei pidocchi.

È bene raccogliere cappelli, sciarpe, golf, federe, lenzuola, coperte, copridivani e asciugamani e lavarli in lavatrice a 60 °C. Le uova di pidocchio vengono infatti uccise da un’esposizione al temperature superiori ai 55 °C per cinque minuti.

19. Esistono delle indicazioni generali per il trattamento dei pidocchi, indipendentemente dal tipo di prodotto scelto.

Ci sono 10 regole generali da seguire. Leggi quali.

20. La rimozione delle lendini è fondamentale per la riuscita del trattamento.

I 6 consigli pratici per ottimizzare il procedimento. Leggi qui.

 

 

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