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8 attività per 'allenare' le competenze del bambino alla scuola primaria

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07 Luglio 2014 | Aggiornato il 30 Luglio 2015
Durante l'estate o in vacanza, il genitore può stimolare il bambino con giochi semplici e divertenti, adatti a consolidare le sue abilità per il grande passaggio alla scuola primaria

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Nel corso dell'ultimo anno della scuola dell'infanzia, molte attività aiutano il bimbo a sviluppare proprio quella serie di 'prerequisiti' necessari per un sereno debutto tra i banchi scolastici. Tuttavia, un po' di esercizio con mamma e papà può essere molto utile per allenarsi e acquisire maggiore sicurezza.

“Per l'ingresso alla scuola primaria, è importante che il bimbo abbia esercitato tutte le sue competenze. Il genitore può incoraggiarlo a svolgere un determinato compito rassicurandolo sui suoi progressi, – dice Marina Brignola, psicologa, specializzata nei disturbi dell'apprendimento, con oltre 30 anni di esperienza presso il Servizio di Assistenza Consultoriale della Asl di Genova.

C'è chi, per esempio, non è interessato al disegno, non lo fa in modo spontaneo e, di conseguenza, a 5 anni tende ancora a tenere la matita o il pennarello con il pugno. In questo caso, la mamma può correggerlo e proporgli di disegnare, in modo graduale e divertente, mostrando che è importante”, spiega l'esperta, tra l'altro autrice con Emma Perrotta e Maria Cristina Tigoli di un libro pieno di spunti 'pratici' sul tema (Sviluppare i prerequisiti per la scuola primaria, Giochi e attività su attenzione, logica, linguaggio, pregrafismo, spazio e tempo, Erickson).

 

Le competenze linguistiche e metalinguistiche occupano un ruolo cruciale nello sviluppo del bambino e costituiscono un vero e proprio trampolino di lancio verso gli apprendimenti del primo ciclo della scuola primaria. Il linguaggio gli permette di comprendere la realtà che lo circonda e di farsi capire, manifestando e modulando emozioni e bisogni. Molti anni di ricerca e di pratica clinica hanno confermato quanto sia importante per un bambino padroneggiare la lingua orale nelle sue varie e diverse componenti, prima dell’incontro con la lingua scritta: comprensione di messaggi verbali sempre più complessi, arricchimento del lessico e della sintassi, fluidità e precisione articolatoria, consapevolezza fonologica. (Marina Brignola, Emma Perrotta, Maria Cristina Tigoli, Sviluppare i prerequisiti per la scuola primaria, Erickson).

 

Ecco 8 idee semplici e simpatiche, suggerite dall'autrice del libro (una miniera di idee 'adattabili' anche alla realtà di casa), per stimolare insieme le capacità del bimbo.

1. Caccia al particolare

Nel passaggio tra la scuola dell'infanzia e quella primaria è molto importante per ogni bimbo 'allenare' la sua percezione visiva imparando a individuare anche i dettagli. Un gioco semplice e divertente per stimolare questa capacità, suggerito dall'autrice, è la 'Caccia al particolare' che si presta a infinite variazioni.

E' possibile sfruttare qualsiasi tipo di immagine, disegno o foto (a patto che sia coinvolgente per il bimbo) invitandolo, poi, a cercare una serie di piccoli elementi.

Il genitore, per esempio, può chiedere: 'Mi fai vedere dove si trova il cagnolino con la coda in giù?' .

A questo scopo, anche le illustrazioni degli albi sono ottime alleate (per esempio, i libri di Richard Scarry, pieni di personaggi, situazioni e dettagli). Con questo genere di attività il bimbo ha l'opportunità di “allertare attenzione visiva e osservazione - spiega Marina Brignola. A scuola, poi, tutto ciò è utile per imparare a soffermarsi bene sull'orientamento delle lettere”.

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2. Destra e sinistra

In vacanza, magari in spiaggia, è possibile sfruttare quello che c'è intorno e lo spazio all'aperto - consiglia Marina Brignola - per inventare un gioco ispirato al famoso Twister (quello dove si gioca su una sorta di tappeto con cerchi colorati e bisogna spostare mani e piedi su uno specifico colore in base alle istruzioni).

Basta tracciare, per esempio, dei cerchi sulla sabbia e contrassegnarli in modo diverso con pietruzze, conchiglie, legnetti, e poi stabilire, con un po' di fantasia, delle regole per la sfida.

Il genitore 'capo-gioco' può chiedere, a sua discrezione, di spostare la mano destra, sinistra o i piedi su un cerchio con la conchiglia (o con pietruzza, legnetto e così via).

Per le direzioni, invece, è sufficiente usare una moneta (tipo: se esce testa, si va a destra, croce a sinistra).

Un gioco di questo genere (con le sue numerose varianti), oltre a essere super divertente, è un'ottima occasione per migliorare la capacità del bimbo di orientare se stesso nello spazio.

Secondo la psicologa, è importante aiutare il bimbo di 5 anni ad affinare la conoscenza dello schema corporeo (che non è affatto scontata, molti bimbi hanno difficoltà, per esempio, a dire al volo quale è la mano destra o sinistra). “Il senso dell'orientamento corporeo e della spazialità è molto utile, poi, a scuola per seguire la lettura da sinistra a destra e per scrivere”, spiega l'esperta.

3. Cerca la lettera nei cartelli

Anche una semplice passeggiata con mamma e papà offre un'occasione per affinare lo spirito di osservazione entrando in confidenza, in modo divertente, con il mondo della lingua scritta.

In città o in vacanza, tra strade e viuzze, non mancano alcuni cartelli ricorrenti come quello con la P di parcheggio, H di ospedale o insegne piuttosto comuni (tipo la T dei Tabacchi).

Un buon esercizio, secondo la psicologa, tra l'altro, utile anche per far capire al bimbo che ogni scritta ha una sua precisa funzione, è invitarlo a individuare proprie queste grandi lettere.

Per rendere l'attività più eccitante e trasformarla in una sfida (che risulta coinvolgente in questa fascia d'età), è possibile, per esempio, dire al bimbo: 'Vediamo quante P trovi nei prossimi 5 minuti!'E via così anche con altre scritte che possano, comunque, incuriosire il bimbo.

4. Scioglilingua e filastrocche

In qualsiasi momento della giornata - a casa, al mare o anche per ammazzare la noia durante un viaggio in auto - si può proporre al bimbo di cimentarsi in una 'gara' di scioglilingua.

Uno contro uno (genitore e bimbo!) o tutti insieme, a turno, per esempio, si può decidere di vedere chi riesce a ripetere lo scioglilingua una, due, tre volte di fila, senza sbagliare. In alternativa, vince chi lo recita più velocemente (si può cronometrare la prestazione, in modo un po' plateale!).

“Attraverso gli scioglilingua della tradizione, il bimbo può esercitare un'azione fonologica corretta del linguaggio - spiega la psicologa. In altre parole: impara, divertendosi, a pronunciare le parole correttamente.

Questo semplice esercizio è molto utile con l'ingresso a scuola per affrontare al meglio l'acquisizione di tutte le nuove competenze necessarie per leggere e scrivere.

Inoltre, un'idea carina, secondo l'autrice, è quella di costruire una sorta di 'archivio' familiare degli scioglilingua, chiedendo ai nonni (che spesso ne sanno a bizzeffe!) o ad amici e parenti.

5. Aguzza la vista!

Ogni situazione è buona, secondo la psicologa, per proporre, con un po' di inventiva, un'attività simpatica e utile per allenare le competenze del bimbo. In vacanza, per esempio, anche in spiaggia (o tra i monti, in campagna, non importa), il genitore può coinvolgere il bimbo in modo semplice aiutandolo a esercitare attenzione e osservazione.

Un'idea per una piccola sfida, per esempio, è quella di dire (con tono un po' teatrale!) al bimbo: 'Vedo, vedo... una bimba bionda che mangia il gelato! Trovala subito!'.

Le possibili varianti sul tema sono davvero infinite!

Un'alternativa che, accanto all'osservazione, mette alla prova anche le abilità di precalcolo, potrebbe essere: 'Vedo, vedo... 4 barchette bianche: dove sono?'.In questo modo, il bimbo può anche esercitarsi a contare!

6. Supera il labirinto

Una giornata di acquazzoni estivi potrebbe essere il pretesto ideale per dedicare un po' di tempo a un'attività tranquilla, seduti intorno a un tavolo. Il classico disegno del labirinto è un ottimo esercizio per migliorare la coordinazione mano-occhio (indispensabile requisito per l'apprendimento della letto-scrittura).

Se il genitore se la sente, può disegnarlo su un foglio con un personaggio e il suo 'obiettivo' (un cane e la sua merenda alla fine del labirinto, i pirati e il tesoro, un bimbo e la casa del suo amico...) inventando una piccola storia. Altrimenti, è facile procurarsi labirinti sulle riviste per bimbi oppure online

'Guarda qui, questo pirata che ha perso il suo tesoro perché i nemici lo hanno nascosto alla fine di un labirinto grandissimo. Aiutalo tu a ritrovarlo!'.

“All'inizio, il bimbo può provare con il dito a seguire il percorso e poi con la penna.

Questo è un esercizio semplice ma molto efficace per sviluppare la coordinazione mano-occhio. Tra l'altro, è importante perché alcuni bimbi arrivano in prima che non padroneggiano ancora bene la penna – dice Marina Brignola.

7. Indovina, indovinello...

I classici indovinelli sono un prezioso strumento per accrescere le capacità logiche di ogni bimbo. “Le abilità cognitive e di ragionamento logico sono in parte innate nel bambino, ma possono in grande misura essere potenziate e arricchite dall’ambiente e dalle esperienze a cui viene esposto”, spiegano le autrici nel libro.

Nel contesto scolastico, soprattutto il primo anno, questo tipo di competenze aiuta ad affrontare con più facilità i nuovi compiti ed eventuali scogli.

Il testo propone, per esempio, una serie di indovinelli, accompagnati da tre immagini che aiutano a individuare la soluzione attraverso il ragionamento logico come questo: Qual è quella cosa che ha tanti denti e non mangia niente?

Nella pagina, compaiono le figure di un coccodrillo, uno squalo e un pettine.

Oppure, più difficile: Può far piangere, ma non è triste. Cos’è?

Con le immagini di una cipolla, un bimbo con un bernoccolo e l'espressione triste, e una mano con il dito che sanguina.

Per coinvolgere il bimbo in una bella sfida di indovinelli, basta inventarne un po' ispirandosi a quelli citati preparando un gruppo di immagini per ciascuno.

In alternativa, l'adulto può anche proporre solo l'indovinello, fornendo, poi, a voce, alcuni indizi che mettono, comunque, alla prova le abilità logiche del bimbo. Inoltre, un'attività simile si presta bene in ogni momento della giornata, a casa o in vacanza.

Leggi alcuni Indovinelli su nostrofiglio.it oppure organizza una Caccia al tesoro con gli indovinelli

8. La lettura ad alta voce

La lettura ad alta voce da parte del genitore dovrebbe essere un rituale familiare, già con i piccolissimi, che accompagna ogni tappa della crescita. LEGGI L'articolo 5 CONSIGLI PER LEGGERE AD ALTA VOCE AI BAMBINI

Una cosa semplice, che si può fare in qualsiasi momento, come la lettura ad alta voce diventa un prezioso alleato per abituare il bimbo all'ascolto e alla concentrazione. E questi sono proprio requisiti necessari alla primaria.

“In questo modo, il bambino acquisisce più dimestichezza con il linguaggio dei libri, impara a decifrare nuove parole, arricchisce il suo lessico e la sintassi – dice la psicologa. Tra l'altro, la lettura è molto utile anche per chi ha difficoltà di attenzione”.

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