Scuola primaria

Ortografia, 12 trucchi per le doppie

ortografia404.jpg

Avete un figlio che quando azzecca una doppia è solo per puro caso? Ecco allora strategie e giochi utili per superare il problema. Un’avvertenza: cercate di non perdere mai la pazienza e di motivare il piccolo scolaro. Vietato scoraggiarlo o sgridarlo

L'ortografia è una conquista, una sorta di percorso a ostacoli che ogni bambino affronta, pur se in modo diverso, nel corso della scuola primaria. Tra le difficoltà più comuni, occupa una posizione di primo piano l'uso corretto delle doppie. Eccezzionale o eccezionale? Tappezziere o tappeziere?

Per riconoscere se una consonante raddoppia o no, ci vuole tempo, esercizio e 'molto orecchio'. Come può un genitore aiutare suo figlio ad allenarsi anche a casa? Con pazienza, grande attenzione alla pronuncia delle parole e strategie utili e divertenti.

1) Impara bene le regole per l'uso delle doppie

Il raddoppio delle consonanti non risponde a una precisa regola generale (ahimè!), valida in ogni caso, ma ci sono una serie di norme utili a evitare alcuni tra gli errori più frequenti.

Raddoppiano la consonante iniziale le parole che si uniscono ad alcuni prefissi:

a-prendere apprendere

contra-dire contraddire

così-detto cosiddetto

da-bene dabbene

fra-tanto frattanto

là-su lassù

ne-meno nemmeno

e-pure eppure

ra-cogliere raccogliere

se-bene sebbene

sopra-tutto soprattutto

sovra-peso sovrappeso

su-detto suddetto

Le parole con suffisso -iere vogliono la doppia z: corazziere, tappezziere, biscazziere.

Non raddoppiano invece:

  • la consonante b del suffisso a/e/i-bile: adorabile, inabile, indelebile, incedibile, bevibile, leggibile;

  • la c davanti a vocale u + altra vocale non raddoppia mai, a parte il caso della parola taccuino;

  • la -g e la -z seguite da -ione: guarigione, stagione, automazione, promozione;

  • le parole che contengono -zia e -zie: grazia, egiziano, pazienza, giustiziere. Fanno eccezione: pazzia, razzia;

  • le parole composte quando sono precedute da contro, sotto, tra: controvoglia, sottovento, tracimare.

Guarda il vocabolario. Attenzione! A volte, la presenza di una doppia consonante dipende dall'etimologia della parola, cioè dalla sua derivazione dal latino. In questi casi, non c'è 'trucco' che tenga, occorre conoscere la parola per scriverla correttamente.

Una risorsa preziosa per imparare queste parole che sembrano sfuggire a ogni regola è il vocabolario... Abituate vostro figlio a tenerlo sempre a portata di mano, e consultatelo insieme, come se fosse un gioco, ogni volta che avete un dubbio.

Pensa sempre al significato di una parola. Per capire come si scrive correttamente una parola, occorre riflettere con attenzione sul suo significato e sulle parole da cui deriva. Per esempio, da dove viene scorrazzare? Da correre, perché vuol dire correre qua e là. Quindi doppia z e doppia r: scorrazzare (Massimo Birattari, Grammaland, Feltrinelli).

2) Pala o palla? Scandisci bene le parole

Nella nostra lingua, tutte le consonanti (esclusa l'h) possono essere raddoppiate per indicare un suono più forte e deciso (passo, latte, collo).

La doppia consonante serve anche a distinguere parole altrimenti 'identiche' che hanno un significato invece molto diverso. Per esempio:

polo - pollo

rosa - rossa

caro - carro

mese - messe

nono - nonno

Se la parola è pronunciata in modo corretto, si capisce abbastanza facilmente se contiene una doppia o no. Purtroppo, però, come ricorda il libro Scioglilingua-Ortografia (Lattes & C. Editori), non è affatto così scontato: la pronuncia delle parole, spesso, cambia a seconda dell'area geografica.

In alcune regioni italiane, c'è la tendenza a far sentire come una doppia una consonante singola; in altre, accade esattamente il contrario, le doppie vengono pronunciate come se fossero una sola consonante.

Questo fatto, certo, non semplifica la vita ai bambini che stanno imparando a scrivere: l'uso delle doppie, infatti, si acquisisce soprattutto ascoltando.

È dunque molto importante che i genitori e le maestre si sforzino di scandire bene le parole con le doppie in modo da farle sentire al bambino, come suggerisce Monica Colli, autrice – insieme a R. Colli - del libro Quattro stagioni per giocare (Erickson).

3) Gioca con le sillabe e batti le mani

L'uso corretto delle doppie è anche legato alla capacità di effettuare la divisione sillabica. Un aspetto sul quale Moira Lucarelli, maestra della primaria, fa esercitare i suoi bambini già dalla prima classe. Naturalmente, l'esercizio diventa un gioco: “I bambini si danno un bel da fare e sembrano divertirsi”, dice la maestra.

Allora, perché non provare una strategia simile, come quella adottata in aula, anche a casa?

Si parte con parole semplici (piane), come per esempio pane, chiedendo al bambino di dividerla battendo le mani (pa-ne). In questo caso, pa-ne, la divisione per sillabe è piuttosto semplice e intuitiva e corrisponde al suono che si pronuncia con la voce (a nessuno viene in mente di dire pan- e, anche per un bimbo è automatico dividere pa-ne, perché sillabe e suono corrispondono). A questo punto, si chiede: 'Quante volte hai battuto le mani?', Due? - questo significa che la parola in questione ha due sillabe. Così, piano piano. diventa chiara la corrispondenza suono-sillaba.

Con lo stesso gioco, il bambino si accorge (battendo le mani e pronunciando la parola ad alta voce) che la corrispondenza suono/lettere - pane, (pa-ne), tavolo (ta-vo-lo), divano (di-va-no) - non c'è nel caso delle parole che hanno le doppie. Se io dico la parola piccolo, per esempio, e divido pi-co-lo, mi rendo conto che qualcosa non funziona: il suono di picolo è molto diverso da quello di piccolo. E ancora non c'è corrispondenza suono-sillabe per una parola come salotto (sa-lot-to) perché provando a pronunciarla sa-lo-to, si sente che qualcosa non va bene... Allora, forse una consonante raddoppia si chiederà il bambino?

In questo modo, il piccolo alunno può riconoscere se la consonante raddoppia o no e, quando capisce cosa non va, può fare autocorrezione: 'È l'unico modo per imparare', dice la maestra della primaria.

4) Abitualo all’autocorrezione

Luisa Staffieri, maestra della primaria (e scrittrice per bambini), sostiene l'importanza per i bambini di correggersi da soli non soltanto nel caso delle doppie ma, in genere, di tutti gli errori di ortografia.

Per questo, nelle sue classi, dice che si limita a sottolineare l’errore dell’alunno, dicendogli di rileggere la parola o di controllare sul dizionario come è scritta. Così il bambino mantiene un ruolo attivo nella correzione del suo errore, fondamentale per imparare.

Anche a casa, potete tentare un approccio analogo: se vostro figlio ha 'perso' una doppia, invitatelo a rileggere la parola (o a controllare il dizionario), ma non correggete subito voi l'errore.

Lo stesso discorso vale se vostro figlio vi domanda: 'Mamma, ci vuole la doppia?'

In queste occasioni la risposta migliore è chiedergli: 'E tu cosa ne pensi?' invitandolo a riflettere sulla parola scritta.

Alle possibili rimostranze filiali ('uffa, ma non lo so, non capisco se ci vuole la doppia o no!'), replicate con questa filastrocca, consigliata dalla pedagogista Monica Colli, autrice di diversi libri divertenti sull’ortografia.

-DOTORE, se scrivo ho TERORE, paura,

per gli ERORI che FACIO esiste una cura?

Preferisco non scrivere o scrivere poco,

per me la SCRITURA, non è certo un bel gioco!

Scrivere dicono è come un bel viaggio,

ci vuole CERVELO, ci vuole CORAGIO...-

Rifletta un momento, rifletta per bene,

le DOPPIE Sofia, dove le tiene?

Dove le lascia, dove le METTE?

Se rilegge di DOPPIE ne mancano SETTE!

Si faccia CORAGGIO e impugni la biro,

per metter le DOPPIE al prossimo giro!

(Monica Colli, Grazia Mauri, Saviem, Gli aGlieni nell'orto...grafia, Erickson)

5) Il gioco delle doppie … da fare anche in macchina

Ogni giorno giocate un po’ con vostro figlio al gioco delle doppie. Dite una parola (es. Capelli) e chiedetegli: “Quante doppie ha?” Lui nel caso di capelli dovrebbe rispondere: “Una doppia, la elle”. Ditegli: “Bravo!!!!” E poi: “Ora prova a dirmi quella parola senza doppia”. E fategli pronunciare: “Capeli”. Nel caso in cui vi avesse risposto che capelli non ha doppie oppure ha una doppia p. Rispondetegli: “Ahhhh capeli (oppure cappeli) … ma io ho detto capelli!”

Ricordatevi: è un gioco. Metteteci entusiasmo, inventatevi parole sempre nuove e ditegli sempre che è tanto tanto bravo …

Questo gioco viene insegnato da molti logopedisti italiani.

6) Una sfida a scarabeo

Un simpatico stratagemma per riconoscere le parole che causano dubbi sulla necessità o meno della doppia (per esempio, istruzione, tappezziere, leggibile) è una partita con vostro figlio a una versione speciale e 'casalinga' del classico Scarabeo.

Per prima cosa, occorre individuare una serie di parole 'ambigue' (come quelle sopra) e poi preparare un cartoncino-tessera per ogni lettera (meglio se in stampatello e a colori). In questo modo, è possibile comporre la parola corretta.

A questo punto, mescolate le tessere e pronunciate ad alta voce, in modo chiaro, una delle parole invitando il bambino a formarla in un tempo prestabilito (tipo 30 secondi).

Naturalmente, il gioco è più divertente se due o più bambini si sfidano a comporre le parole 'giuste' mentre l'adulto le pronuncia. In questo caso, assicuratevi un numero di tessere sufficienti affinché ogni giocatore possa mettere insieme le tessere indispensabili.

7) Indovina la parola giusta

Una sfida in famiglia o tra amici è sempre una buona strategia per coinvolgere il bambino senza annoiarlo (o indurlo a pensare che anche a casa si fanno le 'cose' di scuola).

Un'attività semplice, adatta ai più piccoli, è quella di individuare la grafia corretta di una parola. A questo scopo, preparate una serie di bigliettini con coppie di parole, scritte in modo giusto e sbagliato, tipo:

acozaglia/accozzaglia

agghiacciante/aghiacciante

polizia/polizzia

alibito/allibito

reddito/redito

cammicia/camicia

codardo/coddardo

insanabile/insanabbile

Infilate i foglietti in un sacchetto (o cestino) e invitate i giocatori (almeno due!) a pescare a sorte: a turno, ogni bambino deve individuare la parola giusta in pochi secondi. Alla fine vince, chi ha totalizzato più punti (riconoscendo, quindi, la parola corretta del fogliettino pescato).

8) Filastrocca d'autore

Ritmo e rime piacciono a tutti i bambini: la filastrocca è una risorsa preziosa - che si presta a infiniti usi! - per sorridere insieme e riflettere su aspetti della lingua in modo piacevole.

Ecco qui sotto Canta la capra matta di Bruno Tognolini, poeta e scrittore per bambini, che contiene tante parole con le doppie (naturalmente, non nasce come 'esercizio' per le doppie!).

Recitatela con il bambino, e invitatelo a osservare le parole: se togliamo le doppie, cosa succede? Chiedetegli di inventare una frase con ogni parola. Se anche a scuola, si è già cimentato nell'operazione, provate a dividere le parole in sillabe tenendo il ritmo con le mani.

Canta la capra matta

(di Bruno Tognolini)

Canta la capra matta la mattana,

salta la gazza pazza alla padana.

E quelle sette belle tenerelle

ben strette strette a prendere le stelle.

Giri di fili fini in diti dritti,

chili di fichi fritti in nidi fitti.

Toro colosso col collo d'oro grosso,

col loro color rosso solo è mosso.

Un lupo cupo fu più giù che su,

un bruco scuro su di un muro blu.

(Da Rimelandia, Il giardino delle filastrocche, B. Tognolini e R. Piumini, Mondadori)

9) Il re di casadelle doppie!

Con un po' di impegno anche da parte dell'adulto, ecco un gioco divertente per un gruppo di bambini adatto a stimolare 'la fantasia ortografica'! Preparate cinque cartoncini (in formato carta da gioco) dedicati alle possibili stanze di una casa: cucina, salotto, camera da letto, bagno, cameretta.

Scrivete sopra il nome su un lato o per un effetto più simpatico, attaccate un'immagine relativa a ogni ambiente (ritagliatela da riviste, cercate online o, se disegnate, meglio ancora!). L'altro lato della carta deve essere anonimo e non riconoscibile.

A questo punto, munite tutti di carta e penna, e invitate ogni giocatore a pescare una carta tra le cinque disponibili (ovviamente, senza mostrare l'immagine). Al via, in un tempo fissato (tipo due-tre minuti), i bambini dovranno scrivere il maggior numero possibile di parole con le doppie riferite a quelle stanza.

Se la carta estratta, per esempio, è cucina, ogni giocatore dovrà pensare al maggior numero possibile di parole attinenti (in questo caso, fornello, rubinetto, piatto, padella) e scriverle in modo corretto.

Per verificare se le parole sono state scritte bene, chi ha estratto la carta svolge il ruolo di 'giudice' per se stesso e i compagni di gioco. Ovviamente, può farlo solo ricorrendo al dizionario (date una mano in questa operazione). Tenete il punteggio dei partecipanti su una lavagna o un tabellone e, alla fine, proclamate il 'Re delle doppie' !

10) Ortografia per nativi digitali

Ai ‘nativi digitali’ piace molto fare i giochi al pc oppure sul tablet. Perché non sfruttare questa innata passione per la tecnologia per imparare le doppie?

La casa editrice Erickson ha diverse opere sul recupero dell’ortografia anche in versione CD. Basta digitare su google Erickson + ortografia e troverete tutto quello che fa per voi.

Tra le app invece sul tema dell’ortografia non abbiamo trovato nulla di particolarmente valido. Ma ogni giorno vengono aggiunte nuove app, quindi se vi interessa l’argomento ricordatevi di fare un giro sui vari store.

11) Tiro a segno... alle doppie

Se vostro figlio sembra allergico a qualsiasi 'esercizio' a casa, provate a coinvolgerlo con un gruppo di amici in questo gioco (ispirato dal libro Grammaland) che richiede concentrazione e anche 'movimento'. Insomma, non sembra una 'roba di scuola'!

A voi tocca impegnarvi un po' con la preparazione... Con del cartoncino abbastanza pesante, realizzate dei cartelli orizzontali con alcune parole 'ambigue' scritte in stampatello che possono contenere degli errori. Qualche idea?

Accarezzare

fazoletto

azzurro

sopravvalutare

utilizzazione

ragazzo

azzione

aventura

Preparate una serie di lettere in stampatello sufficienti per ogni squadra, ovviamente pensando alle possibile doppie per le parole che avete scritto.

Un possibile variante: se avete le classiche lettere magnetiche che si usano già alla materna, potete usarle e scrivere, invece, le parole da indovinare con altri lettere su una lavagna magnetica (o sul frigo!).

A questo punto, invitate i giocatori a mettersi in riga a una certa distanza dai cartelli delle parole - che appenderete davanti uno per volta. Al via, ogni gruppo deve decidere se ci vuole una lettera o no per quella parola. In caso positivo, lancia la consonante giusta, altrimenti se la squadra che la parola sul cartellone sia corretta, può tirare una pallina colorata (ricordate colori diversi per ogni gruppo). Questa è l'idea di base, ma naturalmente, potete usare materiali diversi, a seconda della disponibilità in casa e della vostra fantasia, per proporre lo stesso gioco.

Alla fine, vince una bella coccarda la squadra che ha 'colpito' in modo giusto il bersaglio!

12) Facciamo la spesa?

Ecco un'idea per un gioco divertente, adatto anche ai più piccoli, che potete proporre anche solo al vostro bambino o in gruppo.

Preparate una serie di cartoncini (tipo carte da mazzo) applicando sopra ognuna le immagini di tutti quei prodotti che normalmente comprate al supermercato (frutta e verdura, pasta, carne, prodotti per l'igiene e il bagno, detersivi). Potete ritagliarle da riviste e giornali o, se preferite cercare qualcosa di adatto online. Fate attenzione a includere parole che hanno le doppie e altre senza (spazzolino, formaggio, latte, dentifricio).

Una volta creato il mazzo, munite il bambino di carta e penna (la lista della spesa!), invitatelo a pescare dal mazzo e a scrivere sul suo foglio, il nome dell'oggetto rappresentato sulla sua carta.

Scopo finale è portare a casa il maggior numero di prodotti, ovvero quelli scritti correttamente. Se i giocatori sono più di uno, vince quello che ha scritto correttamente più parole, altrimenti se il bimbo è uno solo, fategli osservare quante cose ancora mancano della sua spesa! E, dopo aver osservato insieme, le parole 'sbagliate', invitatelo a riscriverle correttamente.

Ti potrebbero interessare anche:

Ortografia, come imparare l'uso dell'h

11 consigli per aiutare il bambino a leggere bene ad alta voce

Imparare le tabelline

11 trucchi per imparare le tabelline

Sos compiti, consigli ai genitori

Errori di ortografia, come eliminarli per sempre

Leggi gli approfondimenti del magazine nella sezione Scuola primaria

Vuoi confrontarti con altri genitori? Entra nel forum, sezione 6-13 anni

23 Gennaio 2013 | Aggiornato il 24 Gennaio 2013
1 Commenti
22 Febbraio 2014 03:36
Marisa
Ora c'è anche un'app per esercitarsi! Ne conoscete altre? https://play.google.com/store/apps/details?id=air.doppie&hl=en
Cosa ne pensi? Scrivi un commento
Nome (minimo 6 caratteri)
Email *
Inserisci il codice *
Commento (massimo 1000 caratteri) *
IL VIDEO CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
TUTTI I VIDEO
iscriviti alle
newsletter
di nostrofiglio.it
Ricevi le news della settimana!
EDITORIALE
Gli ultimi articoli,
i video e le storie
GRAVIDANZA
Info utili e consigli
per le future mamme
NEONATO
Tutto sulla crescita
del bambino,
da 0 a 12 mesi
• fanno parte del network nostrofiglio.it: mammole.itoltretata.itmiobambino.it
• ulteriori offerte della casa editrice G+J/M •
© Gruner+Jahr/Mondadori S.p.A.
Sede Legale: Via Battistotti Sassi 11/A ‚A 20133 Milano
Condizioni di utilizzo Privacy | Chi siamo | Pubblicità | Crediti
P.IVA e Reg.Imprese di Milano n. 09440000157
R.E.A. di Milano n. 1292226
Capitale Sociale : € 2.600.000 i.v.