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Perché andare in piscina con i bambini

 
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08 Giugno 2009 | Aggiornato il 01 Giugno 2017
La piscina, soprattutto d’estate, diventa un luogo di apprendimento e di divertimento per i bambini, che socializzano tra di loro e godono prima di tutto dei vantaggi di stare all’aria aperta.

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Si sa che l’acqua è l’ambiente naturale dei neonati, che hanno “nuotato” per nove mesi nel ventre della mamma. E questo legame con l’acqua, se si mantiene nel tempo, ha sicuramente effetti positivi sui bambini, ecco perché è consigliabile imparare a familiarizzare con la piscina molto presto.

Marika Borinelli, insegnante di nuoto nelle scuole elementari e specializzata in psicomotricità infantile, spiega che i primi corsi di nuoto possono iniziare addirittura a tre anni. «La piscina, soprattutto d’estate, diventa un luogo di apprendimento e di divertimento per i bambini, che socializzano tra di loro e godono prima di tutto dei vantaggi di stare all’aria aperta».

Ma Borinelli aggiunge che i benefici per la salute del bambino che frequenta la piscina sono numerosi e possono essere divisi in due grandi gruppi.

 

  1. Benefici per il corpo. Di carattere psico-motorio: l’attività in acqua migliora e rafforza le prestazioni di cuore e polmoni e stimola l’apparato deputato al senso d’equilibrio, che si trova nell’orecchio, grazie alla ridotta forza di gravità e al galleggiamento. Non solo, l’azione di nuotare e giocare in piscina rinforza la struttura corporea grazie alla stimolazione di muscoli che normalmente non si usano e in particolare dà benefici alla schiena perché abitua a mantenere una postura corretta.

  2. Benefici per l’anima. L’altro grande insieme di benefici è quello di carattere formativo. Infatti, in piscina il bambino impara ad adattarsi a un nuovo ambiente, quello acquatico, in cui deve gestire in maniera corretta le proprie emozioni e per fare ciò è stimolato ad ascoltare con più attenzione l’adulto, che lo guida e lo aiuta nell’affrontare l’acqua e gli spiega come muoversi per stare a galla. Inoltre il bambino esplora i suoi sensi e come si modificano a contatto del liquido: per esempio, attraverso il tatto sperimenta la sensazione dell’acqua sulla pelle, oppure può scoprire come si modifica la vista immergendo la testa...

 

Attenzione a ... Gli inconvenienti più frequenti sono generalmente legati alla possibilità di raffreddamento dei bambini o ai famigerati funghi, verrucche e molluschi, infezioni che si possono prevenire con alcuni accorgimenti: calzare sempre le ciabattine, soprattutto negli ambienti comuni, per evitare il contagio di funghi e verruche. E, finita la lezione, ricordatevi di asciugare bene il bambino soprattutto nelle pieghe cutanee. D’inverno, invece, meglio aspettare 5 minuti in più per asciugargli bene i capelli e fargli indossare un berretto all’uscita, in modo da riparare il capo dall’umidità. Leggi anche Sport, occhio ai malanni

Vincere il timore iniziale. I bambini, soprattutto all’inizio, a volte hanno paura dell’acqua. «Il fatto è» spiega Borinelli «che la reazione di un bambino all’acqua spesso è la diretta conseguenza di come quest’esperienza gli viene presentata. L’atteggiamento di un bambino nei confronti dell’acqua, e in seguito del nuoto, è determinato notevolmente dai suoi genitori e dal suo istruttore».

Mamma e papà non dovranno mai intimorire i propri figli con frasi tipo: “se non impari a nuotare puoi affogare”, ma nemmeno mostrarsi troppo apprensivi quando lui è in acqua, trasmettendogli ansie e paure. In entrambi i casi il bambino vivrebbe l’esperienza in maniera negativa e difficile da gestire emotivamente. Meglio cercare di stimolare la curiosità del piccolo visitando insieme la piscina, guardando e ridendo degli altri bimbi che nuotano...

In questo modo avrà il tempo di maturare l’idea di provare il nuoto. Ogni bambino ha una storia particolare con l’acqua e avrà bisogno dei suoi tempi di ambientamento per amarla. L’importante è che il nuoto e la frequentazione della piscina diventino per lui un’ occasione di divertimento.

 

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Come scegliere la piscina giusta?

 

  • Prima di iscrivere vostro figlio fate una visita e osservate bene l’ambiente: l’acqua e gli spogliatoi devono essere ben puliti.

  • Affollamento da evitare: tante persone in una vasca creano confusione.

  • Assicuratevi che l’acqua sia alla giusta temperatura: tra i 31 e i 33 °C.

 

Che cosa metto nella sacca?

 

  • Cuffia e ciabattine sono indispensabili; occhialini se deve imparare a nuotare; bagnoschiuma e shampoo per la doccia finale. Accappatoio.

 

Se è all’aperto?

 

  • Meglio un accappatoio con cappuccio: protegge le orecchie dall’aria.

  • Portatevi un costume di ricambio, da sostituire a quello bagnato, in modo che il bambino all’ombra sia comunque asciutto;

  • Non dimenticate la crema protettiva e un cappellino per quando è al sole.

 

Quando è in acqua

 

  • Se il bambino mostra segni di stanchezza interrompete l’attività prima che si affatichi troppo e si innervosisca.

  • Fate attenzione al colorito della pelle e delle labbra che possono indicare una situazione di sofferenza termica. Con l’eccessiva perdita di calore corporeo le labbra tendono al violaceo: vuol dire che è ora di uscire dall’acqua!

  • Se il bambino è raffreddato è preferibile saltare la piscina.