Mestruazioni, con la pillola si può farne a meno. E non ci sono rischi per la salute

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di Alice Dutto

Con i nuovi contraccettivi è possibile eliminare del tutto il flusso mestruale, senza problemi per la salute della donna. Ci sono però ancora degli ostacoli dal punto di vista culturale ed emotivo

Mal di testa, dolori alla schiena, al seno, umore ballerino, ma anche tensione addominale e aumento di peso. Sono sintomi classici del ciclo mestruale, che hanno quasi tutte le donne. Dal 60 al 90% delle donne, infatti, soffre durante le mestruazioni. Un dolore che, nel 5-15% dei casi, provoca anche casi di assenza sul lavoro.

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Oggi, però, a disposizione delle donne ci sono dei nuovi contraccettivi orali a basso dosaggio, che possono svincolare la donna dal flusso mestruale.

Il normale utilizzo della pillola anticoncezionale prevede l'assunzione di 21 confetti e poi una settimana di sospensione in cui avviene uno pseudo-ciclo. «Questa pausa è stata introdotta per rassicurare la donna che tutto è regolare, come nel ciclo mestruale spontaneo, confermando che non c'è la gravidanza» spiega Sara Gaita, ginecologa del Centro Medico Santagostino.
 

Nella confezione dei nuovi contraccettivi, invece, sono presenti 28 confetti, di cui solo 24 o 26 attivi (i rimanenti sono dei placebo), con o senza estrogeni naturali, che annullano del tutto il flusso mestruale, «senza che questo effetto sia un problema per la salute della donna».

Esistono poi anche delle nuove spirali con minimo rilascio ormonale (IUD medicato) che annullano o limitano molto il ciclo: «Sono dei metodi molto efficaci e pratici perché “fit and forget”: hanno una durata dai 3 ai 5 anni, possono essere utilizzati anche dalle giovanissime e dalla pazienti che non hanno partorito, hanno un rilascio ormonale bassissimo che si limita all’utero e senza gli effetti sistemici della pillola».
 


LE RESISTENZE CULTURALI E PSICOLOGICHE
L'assenza del ciclo, però, è vissuta dalle donne come qualcosa di innaturale e artificiale. «La materialità del ciclo mestruale può avere un ruolo emotivo di una certa rilevanza» commenta Nicoletta Massone, psicologa psicoterapeuta del CSTCS e docente della Scuola di Psicoterapia Comparata di Genova. Se è vero, infatti, che l'assenza del flusso mestruale potrebbe semplificare la vita alle donne, dall'altra potrebbe anche far vivere loro una brutta esperienza emotiva.

«Le prime mestruazioni, ad esempio, ci dicono che qualcosa di temuto e di atteso è finalmente avvenuto. "Sono come le mie amiche, non resto indietro. Non succederà qualcosa che mi renderà diversa per sempre. Anche io sono diventata grande". La visibilità del ciclo mestruale diventa così una conquista e una conferma rispetto al fatto che si possa dare la vita».
 

Il sangue, poi, ogni mese, attesterà una vitalità interna, rispetto a fantasie di distruttività. Il ciclo, infatti, inteso come capacità di generare la vita, diviene metafora di poter realizzare qualcosa di buono. Al contrario, la sua assenza sarebbe la conferma di non esserne in grado.

«Quel sangue ci parla di creazione: c'è qualcosa che ogni mese ci dice che non si è del tutto un fallimento. Una rassicurazione costante, dunque, rispetto agli scontri, alle incomprensioni e alla solitudine vissuta nei rapporti; ripetuto sollievo rispetto a una sterilità definitiva che sa di vecchiezza e di morte. Nonostante ogni mancanza, ogni incompiutezza, quel flusso ancora attesta l'appartenenza al circuito della vita e delle possibilità, facendosi testimonianza di una indiscussa, preziosa capacità».
 

pillola anticoncezionale
Oggi, a disposizione delle donne ci sono dei nuovi contraccettivi orali a basso dosaggio, che possono svincolare la donna dal flusso mestruale. | Pixabay

 

PERCHÉ NON CI SONO PROBLEMI PER LA SALUTE
Eppure, dal punto di vista medico, non ci sarebbero controindicazioni. «Per una donna che non desidera una gravidanza e a tale scopo utilizza un metodo contraccettivo ormonale, la presenza del flusso mestruale è in realtà superflua», riprende la ginecologa del Centro Medico Santagostino.

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Il flusso mestruale, infatti, non avrebbe la funzione di mantenere la donna in salute, rinnovando il corpo. «Queste sono credenze che la perdita mestruale ha assunto nel corso dei secoli a livello culturale e antropologico – continua l'esperta – ma che non hanno nessuno fondamento scientifico».

Dal punto di vista medico, il flusso mestruale indica solo che la donna ha ovulato, ma non concepito. «La perdita di sangue della mestruazione quindi non è utile all’equilibrio del corpo in quanto tale, ma è solo l’epifenomeno del fatto che l’apparato genitale funziona regolarmente».

Se i nuovi farmaci avranno successo, dipenderà dunque dalla possibilità delle donne di superare le loro resistenze culturali e psicologiche.

23 Dicembre 2016

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