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Ciclo

Come spiegare ad una figlia le mestruazioni

Di Giorgia Fanari
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28 Settembre 2016
L'arrivo delle mestruazioni della propria figlia è una tappa importante e fondamentale della crescita: abbiamo chiesto alla ginecologa e ostetrica Rita Cervelli come fare a vivere questo momento con gioia e serenità.


 

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Tante sono le difficoltà che un genitore si trova ad affrontare lungo il percorso di crescita ed educazione dei figli: tra queste, i genitori della femmina avranno come compito anche quello di gestire l’approccio con la comparsa del menarca, ovvero il primo ciclo mestruale. Abbiamo chiesto al medico chirurgo Rita Cervelli, specialista in ostetricia e ginecologia, a fronte della sua pluriennale esperienza cosa consiglia alle pazienti che le si rivolgono per avere dei suggerimenti o conforto al verificarsi dell'evento.

 

Trasmettere serenità e festeggiare la bambina

«Il mio consiglio principale è di trasmettere serenità, se non proprio la gioia che la comparsa delle mestruazioni deve suscitare: la bambina deve essere festeggiata e aiutata a comprendere questo momento come una tappa importante e fondamentale della propria crescita per divenire donna. Un essere femminile che in quanto tale ha un diverso fisico rispetto a quello del maschio e ha sicuramente avuto le prime avvisaglie del proprio cambiamento con la crescita del seno e la comparsa della prima peluria». Pediatra e ginecologa possono aiutare i genitori a capire quando la bambina si avvicina all’arrivo del primo ciclo. In questo caso potrà essere utile anticipare alla figlia qualche spiegazione, avvisandola che ciò che le succederà non sarà niente di anormale e di preoccupante.

 

Il menarca

Il menarca è il primo ciclo mestruale, che può presentarsi generalmente tra i 9 e i 15 anni. «Tuttavia fino ai 17-18 anni non ci si deve preoccupare se non sono ancora arrivate le prime mestruazioni, solo successivamente si dovrà procedere con screening più approfonditi». L’argomento può essere affrontato in modo diverso a seconda dell’età della propria figlia, «approfondendo eventualmente la relazione esistente tra le mestruazioni e la gravidanza» e valutando se abbia già ricevuto nozioni al riguardo tramite la scuola o le amiche. La curiosità delle figlie potrà portare a fare domande direttamente alla mamma o al papà: inutile tirarsi indietro, anzi, bisogna cogliere l’opportunità e rafforzare il rapporto e la complicità con la ragazza su argomenti così delicati. «Valutando volta per volta il caso, si potrà spiegare il motivo del cambiamento alla figlia, sottolineando che il corpo della donna è progettato per avere dei figli nella fase adulta. In questo senso, il ciclo mestruale rappresenta l’inizio del processo».

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Il menarca è il primo ciclo mestruale, che può presentarsi generalmente tra i 9 e i 15 anni. «Tuttavia fino ai 17-18 anni non ci si deve preoccupare». | Pixabay


Per far capire alla bambina di cosa si tratta, si può partire dal significato della parola “mestruazioni”: deriva dal latino menstrus (ogni mese) e mensis (mese), sottolineando appunto il loro arrivo almeno una volta al mese. La durata delle mestruazioni può andare dai 3 ai 7 giorni. Con ciclo mestruale si intende invece l’arco di tempo che intercorre tra il primo giorno di un periodo di mestruazioni e il primo giorno del periodo successivo: la durata del ciclo va dai 26 ai 35 giorni, variando da donna a donna. «Con l’aiuto di illustrazioni ed eventualmente insieme al ginecologo, si potrà spiegare alla bambina che il corpo femminile produce ogni mese un ovulo che, non essendo fecondato, viene lavato via dal corpo durante le mestruazioni sotto forma di sangue». Anche per questo, potrà essere importante illustrare - un passo alla volta - cosa comporta relazionarsi con l’altro sesso e anticipare nozioni sui principali metodi contraccettivi, sottolineandone la rilevanza anche da un punto di vista igienico. Eventuali altri spiegazioni relative al processo riproduttivo potranno essere approfondite nelle fasi successive della crescita.
 

Non parlare negativamente della propria esperienza

«Generalmente consiglio alle mamme di non parlare della propria esperienza alla comparsa delle mestruazioni: accade spesso che, per semplice suggestione o anche per genetica, le figlie tendano ad avere mestruazioni più dolorose se anche le loro mamme hanno avuto un approccio negativo». Ad ogni modo sarà bene spiegare le conseguenze fisiche che dovranno essere affrontate ogni mese, dalle perdite di sangue agli sbalzi di umore. 

 

La scelta degli assorbenti 

«Tra le prime cose da fare alla comparsa del primo ciclo c’è naturalmente l’acquisto degli assorbenti: qui le mamme potranno consigliare le bambine. In commercio esistono talmente tanti tipi di assorbenti che non si avranno problemi a scegliere quelli più adatti alla conformazione della giovane. Eviterei tuttavia gli assorbenti interni, almeno per i primi anni, poiché l’imene potrebbe danneggiarsi con l’uso. I genitori avranno il compito di rispondere in maniera semplice alle domande delle figlie, soprattutto a quelle più pratiche come “cosa fare se il ciclo arriva mentre si è a scuola?”». 

 

Vita regolare, come se non ci fossero le mestruazioni

«Mutandine comode, igiene e pulizia, ma soprattutto vita assolutamente regolare, come se le mestruazioni non ci fossero. Ad esempio, inutile negare il bagno al mare o in piscina: dopo aver tenuto l’assorbente nel costume durante l’immersione in acqua, le bambine potranno semplicemente cambiarlo con uno asciutto, in cabina o aiutate dalle mamme con un telo intorno alla vita. Non far sentire il peso di “quei giorni” ad una bambina ancora non del tutto consapevole è dunque il compito principale della mamma ma anche del papà, che potrà ad esempio regalare dei fiori il giorno della comparsa del menarca per sottolineare la festa». 

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«La bambina deve essere festeggiata e aiutata a comprendere questo momento come una tappa importante della propria crescita». | Pixabay