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Gravidanza extrauterina

Di Elisabetta Ranieri
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17 Giugno 2009 | Aggiornato il 23 Febbraio 2015
Una gravidanza extrauterina purtroppo può capitare, ma in genere la fertilità futura non è a rischio, soprattutto se la diagnosi è precoce. Scopri quali sono i sintomi e come si cura.

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Che cos'è la gravidanza extrauterina?

Una gravidanza extrauterina (o ectopica) si verifica quando l’embrione si annida al di fuori dell¹utero: nella maggioranza dei casi (98%) l'annidamento avviene in una delle tube, ma può anche avvenire nella cavità addominale, nel collo dell'utero o nelle ovaie. Questo fenomeno si verifica nello 0,8-2% delle gravidanze totali.

Si tratta di una condizione potenzialmente molto pericolosa per la mamma e non può procedere come una gravidanza normale. In molti casi, si arresta da sola molto precocemente e se questo non accade occorre intervenire per arrestarla. Altrimenti l'embrione, crescendo, provocherà la rottura della tuba in cui è annidato, con formazione di un'emorragia che potrebbe essere molto grave.

La diagnosi precoce consente esiti più favorevoli e riduce i casi in cui si arriva alla rottura della tuba. Il rischio di mortalità è basso (0,5 su 1000).

Quali sono le cause?

La gravidanza extrauterina può essere favorita da vari fattori, tra i quali un’alterazione della normale struttura anatomica delle tube, precedenti interventi pelvici, infezioni dell'apparato riproduttivo, endometriosi, infertilità o trattamenti per l’infertilità, età avanzata della donna. Anche il fatto di aver già avuto una gravidanza ectopica aumenta il rischio in caso di gravidanze successive. 

Quali sono i sintomi principali?

Alcune volte la gravidanza extrauterina non dà sintomi, ma nella maggioranza dei casi si manifesta con dolori pelvici più o meno intensi, anche a un lato soltanto. Possono inoltre verificarsi anomalie mestruali, come ritardo del ciclo oppure mestruazione molto abbondante o particolarmente scarsa.

Anche in assenza di sintomi, non è detto che la gravidanza extrauterina si risolva spontaneamente: può comunque continuare a svilupparsi.

Come si fa la diagnosi?

La diagnosi si basa sul risultato dell'ecografia, abbinata a una misurazione dei livelli di ormone Beta-hCG nel sangue: se l'ecografia non rivela nulla in utero e i livelli di Beta-hCG aumentano nel tempo, ma più lentamente di quanto farebbero in caso di una gravidanza normale, significa che la gravidanza è ectopica.

Come si interviene?

Sono possibili tre strade terapeutiche, a seconda della gravità della situazione.

  • Nei casi più semplici si adotta la cosiddetta ‘procedura d’attesa’: di fatto non si fa nulla e si attende, verificando che la situazione si stia risolvendo da sola. Questa procedura è efficace nel 70% dei casi, ma in particolari condizioni: camera gestazionale stabile e di piccole dimensioni, niente dolori né emorragia interna. Si devono eseguire controlli clinici quasi quotidiani, fino a che gli esami indicano che la gravidanza si è risolta spontaneamente.
  • Se i livelli di Beta-hCG non decrescono, si passa al trattamento medico. Viene somministrato un farmaco chemioterapico, il metotrexate, che blocca la replicazione cellulare. Questa terapia è adatta se la gravidanza è in fase iniziale o comunque poco sviluppata e se la donna non ha dolori o emorragie interne.
  • In tutti gli altri casi è necessario il trattamento chirurgico. Se si opera in urgenza (per esempio in caso di emorragia incontrollabile, stato di shock, gravidanza cervicale o addominale) si interviene in genere in modo tradizionale mediante incisione dell’addome (laparotomia). Altrimenti, nelle mani di un operatore esperto e con strumenti adeguati, fino al 95% delle gravidanze ectopiche può essere trattato in modo mininvasivo con solo 2-3 minuscole incisioni di 5 mm (laparoscopia). L’intervento consiste nell’incisione e spremitura della tuba in cui si è impiantato l’embrione (salpingotomia). Nel 20% dei casi, però, si può arrivare all'asportazione totale o parziale della tuba (salpingectomia), in particolare se il diametro della camera gestazionale è maggiore di 5 cm.

La fertilità futura è a rischio?

La fertilità è compromessa solo nel caso in cui la donna abbia una sola tuba e si renda per forza necessaria la sua asporazione. Va detto però che, con utero e ovaie funzionanri, si può comunque ottenere una gravidanza futura mediante le tecniche di fecondazione assistita.

 

Il rischio di recidiva è alto?

Il rischio relativo di gravidanza extrauterina in una donna che l’ha già avuta aumenta di circa 7-9 volte, ma diminuisce se alla gravidanza extrauterina segue una normale gravidanza in utero.

 

Fonti per questo articolo: sito web Medline Plus; pagina web del Sistema sanitario britannico; consulenza di Raffaella Giannice, specialista in ginecologia e ostetricia a Milano, Rozzano e Legnano.

 

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