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5 buone ragioni per avere una famiglia numerosa

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Quanto è difficile la vita quotidiana di una famiglia numerosa? Come si fa a gestire più di due figli? Barbara Tamborini, mamma di 4 bimbi (tra i 12 e i 5 anni), psicopedagogista e autrice di diversi saggi, tra cui "Reality mamma", spiega i vantaggi di avere 4 figli. Ecco quali.

'Un figlio ti cambia la vita'. È un'affermazione che ogni genitore può condividere (con una certa enfasi) pensando alla sua vita quasi divisa in un'era 'prima' e 'dopo' la nascita del bimbo.

Chissà cosa succede, allora, quando i figli sono tre o quattro? Le famiglie numerose, spesso, sono guardate, allo stesso tempo, con 'sospetto' ('come fanno a cavarsela nella gestione di tutti i giorni?') e ammirazione: forse perché da noi, in Italia, rappresentano ormai un'eccezione. In base agli ultimi dati Istat (2011), infatti, il numero medio di componenti per famiglia è 2,4 su base nazionale, e sale a 2,7 solo nel Sud. In particolare, tra le regioni, le famiglie mediamente più numerose vivono in Campania (2,8 componenti).

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1) I genitori con più figli sviluppano maggior senso pratico e riescono a organizzare gli impegni in modo da avere una vita normale

Il primo pensiero che nasce spontaneo quando si guarda una famiglia con tre-quattro figli è domandarsi: ma come faranno, ogni volta, anche solo a uscire di casa? E una pizza fuori insieme? Le vacanze? Sembrerebbe un'impresa titanica ...

Quella che una famiglia numerosa non 'possa fare nulla' è un'idea piuttosto diffusa, conferma Barbara Tamborini, mamma di quattro bimbi (tra i 12 e i cinque anni), psicopedagogista e autrice di diversi saggi, tra cui "Reality mamma". Ma lei smentisce (tranquilla) che ogni cosa non si trasforma in una sorta di scalata dell'Everest con un po' di buona volontà.

“Non è vero che una famiglia numerosa non abbia una 'vita normale', tutto si può fare. Occorre, però, avere una organizzazione più efficiente. E deve essere così sempre, in ogni occasione. Questo esercizio migliora le capacità organizzative e, col tempo, si sviluppa un senso pratico per far fronte a tutto. La situazione contingente ti 'allena' a diventare un adulto più organizzato.

Forse, diminuiscono un po' gli inviti a cena, perché avere sei ospiti per molti richiede di attrezzarsi mentalmente e non solo. L'impatto ambientale di quattro bimbi e due adulti può essere uno scoglio per gli altri. C'è, per esempio, chi, molto banalmente, non ha un tavolo abbastanza grande e sedie sufficienti per tutti e si preoccupa!”.

2) Essere in tanti abitua i bambini a sopportare meglio le frustrazioni

Spesso, i bimbi di famiglie numerose sembrano più 'educati' e tranquilli perfino quando sono tutti insieme: le classiche liti tra fratelli, infatti, non aumentano in base al numero di componenti, secondo la super mamma.

“Quando si è in tanti, ognuno si abitua a sopportare la sua dose di frustrazione giornaliera, - dice la psicopedagogista. In una situazione di caos, abbastanza normale a casa, al fratello più grande può capitare, per esempio, di arrabbiarsi con il piccolo che gli ha sporcato un libro ma spesso si sforza di inventare un gioco per lui. Questa è una grande ricchezza per tutti, anche se a volte è faticoso”.

3) Un genitore con molti figli è più distaccato e autorevole e riesce a farsi ubbidire più facilmente

In base all'esperienza di Barbara Tamborini, oltre alla capacità di tollerare meglio la frustrazione, 'non va sempre tutto come vorrei io, ci sono anche gli altri!', fratelli e sorelle imparano prima ad accettare le regole di casa. “In un certo senso, avere più figli, impone all'adulto un sano distacco per sopravvivere ad alcune situazioni tipiche della vita quotidiana con i bambini.

Di fronte a un eventuale capriccio, per esempio, io taglio corto. I genitori conquistano un atteggiamento basato sull'autorevolezza, i figli conoscono le regole e, se qualcuno piange per cinque minuti, per una volta, non succede nulla di grave”, dice la psicopedagogista.

4) Tanti bambini per casa non significa più stress, anzi spesso si intrattengono tra loro lasciando il genitore libero di fare altro

Quando si è abituati a gestire tante persone, anche a tavola, è normale avere altri bambini, oltre ai propri, in giro per casa. Un pomeriggio con 6-7 amichetti rientra nell'ordinario, non provoca stress. “L'esperienza è ormai prevedibile, perché c'è sempre movimento e il numero dei figli non moltiplica lo stress, quindi anche una merenda un po' caotica è normale e diventa un'occasione per una chiacchiera tra adulti - spiega Barbara Tamborini.

In più, spesso, i bambini riescono anche ad 'autointrattenersi': ovviamente, non è così per ogni figlio, secondo la psicopedagogista, c'è anche chi si sente un po' smarrito senza l'intervento dell'adulto.

Tuttavia, se la mamma non è 'accessibile' per 30 minuti, in genere, fratelli e sorelle inventano qualcosa.

5) La famiglia numerosa allena a delegare e a essere meno apprensivi

In una famiglia numerosa, pare quasi scontato - soprattutto per chi si chiede come facciano i genitori a sopravvivere con tre-4quattro figli! - che non ci sia più un attimo di tempo per la coppia.

In realtà, la stessa difficoltà a ritagliare 'zone franche' di scambio tra partner esiste anche quando il figlio è uno solo o al massimo due. Il bisogno di uno spazio mentale diverso da quello dei bimbi è qualcosa a cui non si dovrebbe rinunciare, dal punto di vista della psicopedagogista.

Nel caos della 'numerosità', come la chiama Barbara Tamborini, ogni tanto è bene dire ai bambini: "Adesso, mamma e papà devono parlare tra di loro, voi organizzatevi un po' da soli!".

“La famiglia numerosa allena a delegare perché hai bisogno di aiuto per stare a galla. Se un'amica mi propone di tenere i bimbi per un pomeriggio, io accetto subito, mentre chi ne ha solo due, spesso, fatica di più a farlo.

Se qualcuno ti dà una mano, è possibile trovare, un paio di volte a settimana, alcuni momenti di tranquillità per la coppia.

Con il tempo, si impara anche a diventare meno apprensivi: di fronte a un 'classico febbrone', per esempio, non si ferma la vita. Secondo me, il senso di ansia è proporzionale al numero di figli”, dice l'esperta.

Nella gestione quotidiana, dal punto di vista della psicopedagogista, la fase più delicata per i genitori è quella in cui ci sono figli piccoli di età ravvicinata. In questo periodo, se i bimbi sono 3 o 4, è necessario 'fare rete' tra famiglie, amici, e parenti per far sì che l'esperienza sia serena. Insomma, un aiuto esterno è indispensabile. Ma quello che conta più di tutto per la 'salute' della coppia è la consapevolezza della scelta di avere più bimbi. “Se i figli arrivano quasi senza che la coppia se ne accorga, è una bomba atomica. La famiglia numerosa dovrebbe essere una scelta, non un caso, altrimenti manca la capacità di vivere al meglio la situazione”, conclude Barbara Tamborini.

Su mammenellarete la storia: AVERE 5 FIGLI IL MIO SOGNO

Le mamme parlano di famiglia numerosa nel FORUM di nostrofiglio.it

11 Marzo 2014 | Aggiornato il 12 Marzo 2014
3 Commenti
12 Maggio 2014 16:35
Papoker
Sono un papà di 4 bimbi. Serve una laurea per scrivere tali banalità? 1) bisogna muoversi e ragionare x6. E' ovvio che bisogna essere più efficienti, ma non è certo un "merito", è una necessità. "Come fai a gestire 4 figli, io impazzisco con uno?" "Lo faccio e basta, tu faresti lo stesso al mio posto" 2) Che le liti tra fratelli non aumentino... beh, ho i miei dubbi. Non credo che essere in tanti farà crescere i miei migliori, più preparati o più sereni. Avranno semplicemente vissuto un'esperienza diversa dai figli unici. Un figlio fragile è, e rimarrà sempre un figlio fragile, e avere 3 fratelli non lo renderà forte 3) Numerosità = autorevolezza? Farsi obbedire più facilmente? I bambini fanno i bambini, sempre e comunque. Che poi si "allineino" perchè più di tanto la corda non possono tirarla è un altro discorso, ma non si venga a dire che questo si autorevolezza. 4 e 5) Ok, ma lo può dire qualsiasi genitore di 3 o più figli e un apprensivo lo rimane anche al 12esimo figlio.
07 Maggio 2014 14:22
Fabio
Sono d'accordo su tutto e aggiungo: ogni arrivo trova il suo spazio da solo.
06 Maggio 2014 00:09
Elisa
La gestione più difficile credo che riguardi il momento del sonno. Il piccolo piange, per esempio X i denti in arrivo, e il più grande non vuole più dormire nella cameretta che devono condividere. E allora come biasimarlo se arriva nel lettone dei genitori..?
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