Lei è tornata in pedana ad allenarsi solo pochi giorni dopo la nascita di Pietro e, solo dopo pochi mesi dal suo arrivo, ha conquistato un’altra delle sue tante memorabili vittorie (il quarto oro mondiale, n.d.r.). Come riesce a conciliare il ruolo di mamma con quello di atleta? Entrambi sono piuttosto impegnativi…
“Io non mi sento diversa da tante altre donne che, pur lavorando, non rinunciano ad avere una famiglia. Lo sport è il mio lavoro e mi piace tantissimo. Certo, quando sono lontana da casa non è facile stare senza Pietro. Sapere che è con mia mamma e con mio marito - e quindi in ottime mani - mi tranquillizza; ma la nostalgia rimane. Devo anche ammettere, però che, rispetto ad altri, il mio lavoro offre anche qualche vantaggio. Quando sono in famiglia, infatti, tutto il mio tempo è per Pietro e per nessun altro. A parte mio marito, naturalmente…”.
Niente sensi di colpa, quindi?
“Sì, ogni tanto li provo anch’io, ci mancherebbe. Ciò che mi aiuta a combatterli, però, è la convinzione che un domani, quando Pietro sarà grande, sarà fiero di quello che è riuscita a fare la sua mamma. Per ora, comunque, quello che faccio credo sia irrilevante per lui. Per il momento, io sono semplicemente la sua mamma. E per me è questa la cosa più bella del mondo”.
Pietro non la segue mai?
“Lo porto con me ai ritiri con la Nazionale. E anche a qualche gara in Europa. Pensare di portarlo troppo lontano, però, mi spaventa. Come ho già detto, sono una mamma molto apprensiva e credo che sia ancora troppo piccolo per affrontare un viaggio in un altro Continente”.
Mamma, atleta e ora anche ballerina: come mai ha deciso di partecipare a Ballando con le stelle?
“Ballare mi piace molto ma non ho mai saputo farlo. E così, da ragazzina, le poche volte in cui andavo in discoteca, facevo “tappezzeria”. Accettare di partecipare a questo programma è stata una sfida con me stessa: volevo dimostrami che, con l’impegno e la passione, si può ottenere tutto, anche riuscire a fare due passi di danza”.
Ma lei lascerebbe lo sport per lo spettacolo?
“Mi sono concessa questa breve parentesi, però in questo momento io sono un’atleta a 360° gradi e ho un obiettivo preciso da raggiungere: vorrei riuscire a vivere le Olimpiadi del 2012, a Londra, ancora una volta da protagonista. Poi, si vedrà…”.
La televisione, lo spettacolo, il giornalismo: sono ambiti professionali che, in futuro, potrebbero interessarle oppure pensa di rimanere comunque legata allo sport?
“Lo sport mi ha dato tantissimo e vorrei poter “contraccambiare” per tutto ciò che ho ricevuto. Per questo mi piacerebbe molto rimanere in questo contesto, magari nell’ambito delle politiche sportive, per fare qualcosa di concreto perché lo sport diventi realmente parte della cultura del nostro Paese e trovi sempre più spazio nelle scuole. Un altro sogno che ho è quello di far carriera in Polizia, il corpo cui appartengo e per il quale gareggio”.
Dove dobbiamo prepararci a fare il tifo per lei?
“Il primo appuntamento è con la Coppa del Mondo, che prevede un circuito di gare in Europa, Asia, America e Africa. A giugno, poi, ci saranno i Giochi del Mediterraneo. A metà luglio gli Europei. E a ottobre i Campionati del Mondo. Un passo alla volta, fino a Londra… Certo, al 2012 manca ancora parecchio. Per ottenere buoni risultati, però, bisogna prima costruire basi ben solide”.
Nello sport così come in famiglia…
“Certo”.
Dove l’idea di “allargarsi” un po’ rimane, vero?
“Sicuramente”.
Prima o dopo le Olimpiadi?
“Mah, chi lo sa… (ride). Nell’eventualità, comunque, ve lo farò sapere…”.
di Antonella Galli








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