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Claudio Amendola: non sono un papà supereroe

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L'intervista: Claudio Amendola: non sono un papà supereroe

Claudio Amendola: non sono un papà supereroe








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E' il papà più simpatico e amato d'Italia. Da quando è diventato Giulio, il capofamiglia de "I Cesaroni" (dal 6 febbraio su Canale 5), Claudio Amendola, tra poco 46 anni, attore romano e romanista doc, ha una bella responsabilità: i nostri figli lo sognano come padre e noi genitori siamo diventati amici suoi. Non a caso, Claudio dal 29 gennaio torna al timone anche di "Scherzi a parte", uno dei pochi show che incolla alla tivù tutta la famiglia.

Claudio, senti il peso di questa responsabilità?

Me la sento perché me la date voi! Scherzi a parte ... la responsabilità dei genitori nell'educazione dei figli è altissima. Siamo noi genitori, al 95%, i responsabili di come crescono: sia che diventino dei bravi ragazzi, educati e pieni di valori sia che abbiano dei problemi, dei disagi, delle difficoltà. Di questi tempi, poi, è ancora più difficile. Sono più preoccupato per Rocco di quanto lo sono stato anni fa per Alessia e Giulia.

Che padre sei?

Leale. Ho educato i miei figli con lealtà. Credo sia il valore più importante. Non bisogna mentire: se un genitore è in difficoltà deve essere sincero. Non si può prendere un regalo perché si hanno delle difficoltà economiche? Diciamo le cose come stanno.

Con Rocco fai così anche se ha solo 9 anni?

Sì. Non voglio essere un supereoe, un padre infallibile. Se vede le mie debolezze, accetterà le sue. E si fiderà di più di me.

Fra te e Francesca (Neri, ndr) chi è il più severo?

Mia moglie è più razionale. Io sono completamente soggiogato da lui. Però Rocco non ci fa arrabbiare quasi mai.

Mai una nota? Un brutto voto?

Non dico che siamo la famiglia del Mulino Bianco, né che gliele facciamo passare tutte, però è bravo a scuola, è educato e mangia come un carriettere.

Cosa fai se non smette più di giocare col pc?

Per fortuna Rocco usa il computer solo a scuola. Poi certo, ha il gameboy e la play, ma ci sta al massimo un'ora e poi va a giocare a pallone.

Niente urla della serie "Spegni quella playyy!!!"

No, noi litighiamo - ma con mamma - perché ci giochiamo a calcio in corridoio e ogni tanto spacchiamo qualcosa.

Sarà felice Francesca ...

Partono le urla. Ma noi dopo un po' che giochiamo ci dimentichiamo di essere in casa.




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Commenti a questo articolo
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  • di Ilaria il 21 gennaio 2009, alle ore 16:28

    Non credo che Amendola abbia torto, sebbene si sia espresso in termini coloriti.
    Quando vedo mia sorella, le sue amiche e perfino mia zia ormai adulta navigare su "Facebook" mi rendo conto che cadono in un baratro, dal quale è impossibile tirarle fuori.
    Trovo fb quasi spersonalizzante, è una comunità dove si è tutti amici senza esserlo davvero.
    Se fosse utilizzato con misura ed il giusto criterio, non sarebbe certo da demonizzare, ma secondo la mia esperienza è davvero difficile usarlo senza essere alla fine "fagocitati"


  • di vera il 21 gennaio 2009, alle ore 16:25

    Bravo claudio! era ora che un vip dicesse le cose come stanno anche su Facebook. in quest'intervista dimostri di essere un bravo padre, un uomo intelligente che dice la sua senza peli sulla lingua. Sei spontaneo e ci piaci per questo. anch'io ho due figli. non voglio che non stiano al passo coi tempi, ma sinceramente spero che non si rimbabiscano davanti a facebook come fanno certi figli di alcue mie amiche!!! vera 65


  • di Pocahontas il 21 gennaio 2009, alle ore 12:11

    @cecilia: un peccato davvero :)


  • di cecilia il 20 gennaio 2009, alle ore 18:05

    Facevo una ricerca sul social network più famoso del momento e leggo il riferimento a questo articolo su:
    http://www.affaritaliani.it/entertainment/claudio-amendola-facebook200109.html

    Mi piace come liquida la faccenda Claudio Amendola.
    E' nel suo personaggio, concreto. E poi dice la sua, rispettabilissimo.
    Io osservo un fenomeno divertente e preoccupante allo stesso tempo: pensavo che Facebook fosse frequentato da adolescenti e giovani più o meno come messenger. Mi sorprendo invece a sentire da gente che ha superato mezzo secolo: "Ti sei fatto Facebook"?
    Sarà il segno dei tempi, ma c'è da farsi parecchie domande...e in tono pacato please...
    Gente che magari non ti saluta se ti vede per strada e poi sul social network ti chiede l'amicizia...
    Forse le "reti sociali" abbattono i muri della solitudine e della discrezione, aiutano a confrontarci?

    Peccato che non usando il computer, il protagonista di questa intervista non possa intervenire...
    Saluti sereni


  • di Massimo Aquila il 20 gennaio 2009, alle ore 16:36

    Amendola dimmi un nome di un tuo film non demenziale?
    il tuo ultimo film: il ritorno del monnezza.... 169023 numero spettatori, su circa 4854 sale cinematografiche... circa 35 spettatori, (al primo tempo...al secondo molti meno), è stato definito dalla critica: MONNEZZA.
    perchè invece di parlar male non vai un pò al cinema?
    lascia perder fb...non fa per te.


(7 Commenti)

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