L'intervista

Claudio Amendola: non sono un papà supereroe

21 gennaio 2009 Inoltra Stampa

Quindi il web per te ...

... per carità! Ho imparato da poco a usare le mail: mi basta e avanza. Tutta sta' gente che chatta, che va su Facebook. Ma che significa? E' demenziale. Se volete parlare con qualcuno andate al bar.

I Cesaroni

Ti hanno giù detto che sei anacronistico?

Ma io lo sono: uso ancora le Clarks.

Molti ragazzi passano la giornata sul web.

Purtroppo. Se lo fanno i genitori per primi, è normale. Ma io dico: se proprio lo vogliamo fare, facciamolo di nascosto da loro. Piuttosto, perché non passiamo più tempo con loro?

Nessuno ha tempo. Si corre sempre.

Dobbiamo sforzarci. Importa la qualità del tempo che gli dedichiamo, non la quantità. Abbiamo solo un'ora? Giochiamo con i nostri figli a Battaglia navale.

Fare con loro quello che piace a loro.

Esatto. Se io e Francesca vogliamo andare al ristorante, andiamo in quello che Rocco preferisce. Se ci va di guardare la tivù, guardiamo con lui Disney Channel. E poi coi figli bisogna parlare di più.

Di cosa parlate con Rocco?

Io soprattutto di sport, di calcio, della Roma; Francesca della tivù e dei film che guardano insieme. E poi io e lui ci divertiamo a fare la lotta. E andiamo allo stadio da quando aveva quattro anni.

Non è un po' presto per andare allo stadio?

Lo pensavo anch'io, ma l'ho visto così attento fin dalla prima volta. Ci tiene quasi più di me. Per lui il calcio è una cosa seria: gioca nella squadra della Nazionale Federale del Coni. Lo fa con passione e si diverte tanto. Purtroppo non è così per certi suoi compagni. Quando vado alle sue partite vedo certe scene...

Poca sportività? Tifo esagerato?

Sì. Ci sono dei genitori che caricano i loro figli di un'aspettativa esagerata e gli trasmettono aggressività. Se fa un bel gol un ragazzo avversario non gli insegnano ad applaudire; se loro figlio vince la partita è un grande, se perde invece ... sportività zero.

Tu però l'hai fatto diventare romanista con l'inganno.

Lo confesso. Quando aveva due anni e mezzo gli ho fatto sparire tutti i pupazzi e gli ho detto che erano stati i Laziali. Poi glieli ho fatti riavere e gli ho detto che erano stati i Romanisti. Ha funzionato.

Gli farebbe piacere un fratellino o una sorellina?

Non è arrivato e ormai non ce lo chiede più. Fra un po' ci porterà a casa la fidanzatina.

Separazioni, divorzi, famiglie allargate. E i nostri figli?

Dipende da come noi genitori ci comportiamo tra di noi. Davanti ai figli bisogna mordersi la lingua: o si parla bene del coniuge o non se ne parla. Mai lasciarsi scappare un insulto: se no il trauma per i figli è inevitabile.

E quando ci si separa?

Meglio che stare insieme ma infelici. Anche qui si deve raccontare la verità: mamma e papà non si amano più ma non è colpa tua. Fondamentale è esserci sempre per i figli. Anche se si vive separati, il figlio deve sentire la tua presenza. Non deve sentirsi abbandonato.

Alla fine, un dubbio: dato che per te il web è un mondo a parte, ci andrai almeno per leggere questa intervista?

Ci vado, lo giuro. Stavolta ci vado.

Autrice: Fabrizia Sacchetti

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Commenti a questo articolo
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  • di Ilaria il 21 gennaio 2009, alle ore 16:28

    Non credo che Amendola abbia torto, sebbene si sia espresso in termini coloriti.
    Quando vedo mia sorella, le sue amiche e perfino mia zia ormai adulta navigare su "Facebook" mi rendo conto che cadono in un baratro, dal quale è impossibile tirarle fuori.
    Trovo fb quasi spersonalizzante, è una comunità dove si è tutti amici senza esserlo davvero.
    Se fosse utilizzato con misura ed il giusto criterio, non sarebbe certo da demonizzare, ma secondo la mia esperienza è davvero difficile usarlo senza essere alla fine "fagocitati"


  • di vera il 21 gennaio 2009, alle ore 16:25

    Bravo claudio! era ora che un vip dicesse le cose come stanno anche su Facebook. in quest'intervista dimostri di essere un bravo padre, un uomo intelligente che dice la sua senza peli sulla lingua. Sei spontaneo e ci piaci per questo. anch'io ho due figli. non voglio che non stiano al passo coi tempi, ma sinceramente spero che non si rimbabiscano davanti a facebook come fanno certi figli di alcue mie amiche!!! vera 65


  • di Pocahontas il 21 gennaio 2009, alle ore 12:11

    @cecilia: un peccato davvero :)


  • di cecilia il 20 gennaio 2009, alle ore 18:05

    Facevo una ricerca sul social network più famoso del momento e leggo il riferimento a questo articolo su:
    http://www.affaritaliani.it/entertainment/claudio-amendola-facebook200109.html

    Mi piace come liquida la faccenda Claudio Amendola.
    E' nel suo personaggio, concreto. E poi dice la sua, rispettabilissimo.
    Io osservo un fenomeno divertente e preoccupante allo stesso tempo: pensavo che Facebook fosse frequentato da adolescenti e giovani più o meno come messenger. Mi sorprendo invece a sentire da gente che ha superato mezzo secolo: "Ti sei fatto Facebook"?
    Sarà il segno dei tempi, ma c'è da farsi parecchie domande...e in tono pacato please...
    Gente che magari non ti saluta se ti vede per strada e poi sul social network ti chiede l'amicizia...
    Forse le "reti sociali" abbattono i muri della solitudine e della discrezione, aiutano a confrontarci?

    Peccato che non usando il computer, il protagonista di questa intervista non possa intervenire...
    Saluti sereni


  • di Massimo Aquila il 20 gennaio 2009, alle ore 16:36

    Amendola dimmi un nome di un tuo film non demenziale?
    il tuo ultimo film: il ritorno del monnezza.... 169023 numero spettatori, su circa 4854 sale cinematografiche... circa 35 spettatori, (al primo tempo...al secondo molti meno), è stato definito dalla critica: MONNEZZA.
    perchè invece di parlar male non vai un pò al cinema?
    lascia perder fb...non fa per te.


(7 Commenti)

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