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L'intervista

Lorella Cuccarini: sto pensando di adottare un bambino

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L'intervista: Lorella Cuccarini: sto pensando di adottare un bambino
 © Getty Images

Lorella Cuccarini: sto pensando di adottare un bambino










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Ballerina, showgirl, conduttrice, attrice, cantante e soprattutto mamma, Lorella Cuccarini è ancora la più amata dagli italiani. Si commuove quando parla dei bambini e delle donne che ha incontrato in Africa per la campagna di sensibilizzazione di “Trenta ore per la vita”, di cui è testimonial. Ma ritrova subito l'allegria e la vivacità per parlare dei suoi figli, Sara, Giovanni, e i gemelli Giorgio e Chiara, avuti dal marito Silvio Testi, con cui è sposata dal 1991. Attualmente conduce su Sky il talent show, “Vuoi ballare con me?”.

Perché hai deciso di andare in Malawi e Mozambico per “Trenta ore per la vita”?“Non ci sono certo stata per turismo. Conoscevo la realtà difficile di quei paesi poverissimi, la decisione l'ho presa in questi anni. Sono stata prima in Mozambico e poi in Malawi: oramai sono madrina dell'Africa per il progetto dei centri Dream, allestiti dalla comunità di Sant'Egidio"

Vi occupate di bambini e mamme sieropositivi, come funziona il progetto? “Abbiamo acquistato kit farmacologici che consentono di far nascere bambini sani da madri sieropositive. Nei centri si applicano le cure alle donne incinte, a quelle che hanno appena partorito e a quelle con i bimbi piccoli, finchè questi raggiungano i diciotto mesi di età, quando sono abbastanza forti per affrontare la vita da soli.

Contemporaneamente ci sono anche centri nutrizionali, che distribuiscono cibo e controllano che si mangi sano. Le medicine sono un sostegno fondamentale: abbiamo comprato 8500 kit, utili anche ad evitare le diarree pericolose per i piccoli. Insieme a medicine e cibo, diamo a queste donne, spesso sole e emarginate a causa della malattia, la possibilità di evolversi culturalmente perché diffondono un messaggio positivo”.

Che paure hai incontrato andando in Malawi? “Sono emozioni forti e mi ero preparata. Lo choc però è stato entrare nell'albergo bello, in stile inglese, dove soggiornavo e vedere depliant su parchi meravigliosi e animali in libertà, le attrazioni turistiche locali. Quando poi io la mattina uscivo e andavo con i medici africani in giro per villaggi dove la gente vive nelle baracche, senza nulla. Sono realtà stridenti tra loro. Per fortuna sono partita dall'Italia carica di ottimismo, proprio per dimostrarmi propositiva e fiduciosa con queste donne per il loro futuro. Ho visto l'altra faccia dell'Africa, quella vera”.

Che cosa ti è rimasto nel cuore? “Sono affetta da mal d'Africa, ma non come tutti i turisti che l'hanno visitata. Sono gli sguardi delle persone a rimanermi dentro, i loro racconti e la loro dignità. Ad esempio, ricordo Ortensia, una signora di sessant'anni che ne dimostrava venti di più, con il viso solcato dalle rughe. E' una donna distrutta dalle difficoltà, lavorava al mercato di frutta e verdura, ma qui piove molto e a volte si allaga tutto e nemmeno i medici e i volontari riescono a portare ai bisognosi il cibo. Ortensia è rimasta sola ad accudire la nipote di due anni, la figlia è morta subito dopo aver partorito. Mi ha raccontato che spesso non riesce a racimolare i due euro che servono per comprare l'acqua potabile, così bevono quella piovana o inquinata. Due euro: esattamente come da noi un cappuccino e cornetto”.

Non hai avuto la tentazione di adottare qualche bimbo? “Oh, sì, tante volte. Ma per fortuna la maggior parte dei bambini assistiti nei centri Dream non è orfana, ha la loro mamma. E poi io ho già una famiglia numerosa, quattro figli mi danno il mio bel daffare. Però non escludo che in futuro possa adottare un bimbo, anche se non sono scelte che posso fare da sola: basta che tutta la mia famiglia sia d'accordo”.




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Commenti a questo articolo
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  • di carlo il 07 maggio 2009, alle ore 18:09

    Belle parole quelle della Cuccarini. Io ho adottato due bambine sorelle dalla Rep. Ceka: A parte le problematiche della legge sulle adozioni, ci vorrebbe un sostegno maggiore per i genitori ed i bambini che costituiscono una nuova famiglia, invece una volta che i bambini sono arrivati sono abbandonati da tutti. Inoltre ci vorrebbe anche un sostegno ecnomico per le attività ludiche, sportive e sociali dove quesi bambini vanno inseriti, invece nulla. La cuccarini non ha certo problemi economici ma la maggior parte di chi adotta sono famiglie comuni monoreditto. Un saluto e complimenti per la vostra rivista.


    (1 Commento)

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