© Foto Giampiero Sposito - ReutersSara Luce, 6 anni, insieme alla madre dopo che il terremoto ha distrutto l'ospedale di San Salvatore a L'Aquila.
"Se i bambini vedono che i genitori sono disperati, perdono anch'essi ogni speranza. È necessario un tempestivo aiuto psicologico per aiutare i più piccoli a esprimere la paura, che se condivisa si affronta meglio". Le considerazioni di Silvia Bonino, psicologa dello sviluppo.
"Il terremoto lascia un segno profondo nel vissuto dei bambini, simile ai bombardamenti, alle guerre": i piccoli hanno dovuto rendersi conto all'improvviso che "c'è qualcosa di incontrollabile, contro la quale non esiste difesa" e "neanche mamma e papà possono nulla".
Lo ha dichiarato la psicologa dello sviluppo, Silvia Bonino, secondo la quale per aiutare i bambini a superare il trauma del terremoto occorrono tempestivi aiuti psicologici, il recupero di tutte quelle attività che caratterizzavano la loro quotidianità prima del disastro ma soprattutto la presenza reale e rassicurante dei genitori.
|
COME AIUTARE
- Per offrire alloggio ai terremotati contattare la
protezione civile al numero verde 800860146 (o
via mail).
- Chi vuole offrire cibo, si può rivolgere al
Banco Alimentare.
- Le associazioni di volontariato o i singoli volontari interessati a mettersi a disposizione possono contattare il Centro operativo della Protezione Civile presso la Prefettura di Pescara, telefonando allo 085 2057631.
- Per le donazioni di sangue, il ministero del welfare ha chiesto di rallentare l'afflusso nei
centri trasfusionali indicati dalla regione.
|
"I bambini hanno dovuto rendersi conto all'improvviso che c'è qualcosa di incontrollabile, contro la quale non esiste difesa. Neanche mamma e papa' possono nulla. Molti di loro, inoltre hanno perso la casa, luogo simbolico e reale della sicurezza", ha spiegato la psicologa. Certamente, ha constatato la Bonino, "un tempestivo aiuto psicologico è indispensabile per aiutare i più piccoli a esprimere la paura, che se condivisa si affronta meglio". Inoltre, ha aggiunto, "bisognerà fare di tutto per ricondurli, il prima possibile, a una vita normale. Recuperare, insomma, tutte quelle attivita' che caratterizzavano la quotidianita' prima del terremoto. Prima ricominceranno ad andare a scuola, per esempio, meglio sara'". Ma fondamentale, secondo la psicologa, sara' l'aiuto dei genitori.
"Se i bambini vedono che mamma e papà sono disperati perdono anch'essi ogni speranza". "Diversi studi hanno dimostrato - ha spiegato la psicologa - che i bimbi che hanno vissuto una situazione di guerra con accanto una figura adulta a cui affidarsi sono riusciti a superare i traumi molto meglio". Dunque "ora i genitori devono garantire una presenza reale e rassicurante, con atti e parole".
(Vai al
forum e scrivi che cosa vorresti fare per loro)
|
Il decalogo per i bambini di Save the children, usato nelle emergenze di tutto il mondo
1. Niente tv. Continuare a veder immagini del disastro non aiuta i bambini a superare il trauma, perchè potrebbero non capire che si tratta di immagini registrate e pensare che l’evento catastrofico sia ancora in
corso.
2. Ascoltare attentamente i bambini. Prima di fornire loro informazioni, cercare di capire qual è la percezione dell’evento e quali i loro interrogativi in merito.
3. supporto psicologico. Rasserenarli spiegando loro quello che si sta facendo per proteggerli, nonché informarli che durante un’emergenza la cosa che si considera prioritaria è aiutarli, affinchè si sentano al sicuro.
4. Accettare l’aiuto di esperti.In caso di vittime in famiglia è importante considerare di rivolgersi a personale specializzato per aiutare sia i bambini che gli altri membri della famiglia a superare il trauma della perdita. Inoltre, anche se non hanno sperimentato direttamente questo shock, bisogna considerare che i bambini possono essere stati turbati da scene che hanno visto o storie che hanno ascoltato.
5. Aspettarsi di tutto - Non tutti i bambini reagiscono allo stesso modo ad eventi traumatici e con lo sviluppo, le capacità intellettuali, fisiche ed emozionali dei bambini cambiano. Se i più piccoli dipendono dai propri genitori per avere la chiave d’interpretazione di quanto accaduto, quelli più grandi e gli adolescenti attingono informazioni da varie forze. Tener presente che soprattutto gli adolescenti possono essere maggiormente colpiti da queste storie proprio perchè in grado di capire meglio.
6. Dedicare tempo e attenzione - I bambini hanno bisogno di sentire che gli adulti di riferimento sono loro particolarmente vicini e di percepire che sono salvi e al sicuro. È fondamentale parlare, giocare con loro e soprattutto ascoltarli, trovare il tempo per svolgere apposite attività con i bambini di tutte le età, leggere loro storie o cantare l’abituale ninnananna per farli addormentare.
7. Essere un modello. I bambini imparano dai grandi come gestire le emergenze. Occorre essere attenti ad esprimere le proprie emozioni di fronte ai bambini a seconda della loro età.
8. Imparare dall’emergenza . Anche un evento catastrofico può essere un’opportunità di far capire ai bambini che tutti viviamo in un mondo dove possono accadere queste cose e che in questi momenti è essenziale aiutarsi l’un l’altro.
9. Aiutarli a tornare alle loro normali attività. Quasi sempre i bambini traggono beneficio dalla ripresa delle loro attività abituali, dal perseguire i propri obiettivi, dalla socialità. Quanto prima i bambini ritorneranno al loro ambiente abituale e meno si continuerà a parlare del sisma, più riusciranno a superare velocemente il trauma. 10. Incoraggiarli a dare una mano . Aiutare gli altri può contribuire a dare ai bambini un senso di sicurezza e controllo sugli eventi. Soprattutto gli adolescenti possono sentirsi artefici di un cambiamento positivo.
|
anch'io sono disponibile ad ospitare un bambino o a prenderlo in affido, abito a roma
unico commento,sono disponibile ad ospitare un bambino o prenderlo in affido,essendo io una mamma adottiva,di un bambino di 13
anni.un modo per aiutare qualche bambino.Io sono della provincia di Frosinone
(2 Commenti)