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DIGITAL DETOX

"Offline è bello": consigli ai genitori per disintossicarsi dalle tecnologie

Di Giorgia Fanari
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25 Ottobre 2016
Le tecnologie fanno ormai parte della vita di tutti i genitori, ma bisogna stare attenti a non abusarne. Ne abbiamo parlato con Alessandro Prunesti, autore, insieme a Massimo Perciavalle, di “Offline è bello. Il percorso di Digital Detox per migliorare relazioni, lavoro e benessere”. Ecco qualche consiglio per cominciare un percorso di “Digital Detoxing”

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Le tecnologie web, social e mobile fanno ormai parte della vita di tutti i genitori: aiutano a sbrigare i compiti quotidiani, dal pagare le bollette all’acquistare un biglietto per l’autobus, ma anche a mantenere relazioni con amici e parenti. Tuttavia, è necessario non abusarne e, soprattutto, non diventarne schiavi. Queste le premesse di “Offline è bello. Il percorso di Digital Detox per migliorare relazioni, lavoro e benessere”, il primo libro in Italia che analizza le conseguenze della "digital addiction" e propone un percorso di “digital detoxing”.

Del rapporto genitori-figli-tecnologie abbiamo parlato proprio con Alessandro Prunesti, uno dei due autori, l'altro è Massimo Perciavalle, che da oltre dieci anni si occupa di marketing e comunicazione digitale come docente in università e scuole di alta formazione.

 

“Digital Detox”, usare bene le tecnologie

«Quante volte capita di cenare con gli amici o con i figli e vedere che invece di parlare chatta con lo smartphone o si controlla la propria bacheca Facebook? Si tratta di cattive abitudini che hanno poi ricadute negative in ambito relazionale, lavorativo e ovviamente familiare. Spirito del libro “Offline è bello” non è quello di demonizzare le tecnologie, ma far riflettere sul concetto di “digital detox”, termine introdotto nell’Oxford Dictionary Online per indicare “un lasso di tempo nel quale una persona si astiene dall’utilizzo di smartphone o computer per ridurre lo stress o focalizzarsi sull’interazione sociale nel mondo reale”.

A differenza di altri autori, che concepiscono il “detox” come un distacco totale dalle tecnologie, noi vogliamo aiutare a far capire come sia possibile utilizzarle meglio, senza rinunciarci del tutto».

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“Offline è bello. Il percorso di Digital Detox per migliorare relazioni, lavoro e benessere” è il primo libro in Italia che analizza le conseguenze della Digital Addiction e propone un percorso di “Digital Detoxing” | Pixabay


1. No ai tablet come baby sitter

«Tablet e smartphone sono diventati strumenti onnipresenti nella gestione dei rapporti genitori-figli. Non mancano infatti i genitori che, soprattutto in occasione di cene al ristorante o in compagnia di altri adulti, mettano in mano tablet e smartphone a bambini anche molto piccoli, facendo svolgere alla tecnologia il compito di “baby-sitter 2.0”. Bisogna fare una grande attenzione in questi casi e non abusare di questi comportamenti perché così facendo viene meno il rapporto genitori-figli. Senza contare le ripercussioni sul piano psicologico e comportamentale per i piccoli: l’uso delle tecnologie a lungo termine danneggia infatti la capacità di memorizzazione e di orientamento spaziale, aumentando invece i rischi di un progressivo isolamento dalla vita sociale».

 

2. Attenzione alla perdita del confronto dialettico

«Negli ultimi tempi abbiamo assistito ad un processo di nascita e crescita delle cosiddette “micro-community” sul web. Penso ad esempio ai gruppi dei genitori di scuola su WhatsApp: il rischio in questi casi è la perdita del confronto dialettico, l’incapacità di immedesimazione nell’altro che generano incomprensioni, confusione e stress.

È ovviamente difficile tramite un messaggio in chat interpretare correttamente le intenzioni dell’altro. Senza contare che le comunicazioni sui social rendono generalmente le persone più spavalde e meno riflessive. Per quanto riguarda i figli, i rischi sono gli stessi: da 10 anni in poi i ragazzi utilizzano ampiamente WhatsApp e per i genitori diventa più difficile controllare i contenuti che vengono condivisi con gli amici. Per questo, diventa importante trovare occasioni di incontro e formazione dei genitori, per far capire quali siano i rischi di questi strumenti e quali le soluzioni per gestirli al meglio».
 

 

3. No al mito del multitasking
«È importante sfatare il mito del multitasking e far capire a genitori e figli che non sempre le tecnologie ci aiutano a fare tante cose: seguendo infatti troppe attività contemporaneamente, si lavora con informazioni e messaggi che arrivano da diverse fonti e inevitabilmente si fa più fatica a portarle a compimento in maniera sistematica».

 

4. Consigli per i genitori
«I genitori che volessero cominciare un percorso di “disintossicazione” dalle tecnologie web, social e mobile devono innanzitutto evitare di togliersi - o di togliere ai propri figli - smartphone e tablet. È necessario invece:

  • autodisciplinarsi e gestire degli slot di tempo in cui si controllano i messaggi e i contenuti;
  • disattivare le notifiche push, soprattutto durante l’orario di lavoro o quando si è in compagnia di amici o figli: le notifiche distraggono e per di più si crea l’ansia e l’attesa del feedback sui messaggi che si mandano;
  • parlare di persona con i figli: bisogna mettere da parte le chat soprattutto in ambito familiare e privilegiare la comunicazione “tradizionale”. Stesso discorso è valido anche con gli amici ed i parenti: bisogna “uscire dai monitor”, educando anche i figli a valorizzare di più la vita “fisica”».
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Disattivare le notifiche push, soprattutto durante l’orario di lavoro o quando si è in compagnia di amici o figli: le notifiche distraggono e per di più si crea l’ansia e l’attesa del feedback sui messaggi che si mandano | Pixabay

5. Consigli per i figli 
«I consigli indicati per i genitori possono essere validi anche per i figli. In particolare, è importante:

  • prendere consapevolezza del proprio eccessivo utilizzo di smartphone, tablet e pc;
  • concentrarsi sulle proprie attività, mettendo da parte il cellulare (ad esempio al cinema, in palestra, a scuola);
  • non controllare ossessivamente il cellulare a tavola: meglio una bella chiacchierata con chi si ha di fronte. In questo caso ad esempio si potrebbe mettere in silenzioso il telefono per non farsi distrarre;
  • spegnere il telefono la notte; 
  • disattivare le notifiche push delle mail, delle app e dei social network: l’aspettativa e l’attesa per messaggi e notifiche creano infatti un continuo stato di ansietà, rischiando di portare alla disattenzione nei confronti di ciò che si sta facendo;
  • pianificare un tempo preciso in cui guardare le notifiche o pubblicare contenuti sui social».