Inglese per bambini, lo insegna la mamma

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Vuoi fare imparare al tuo bambino le prime parole di inglese senza mandarlo a scuola. Puoi farlo! Ecco come fare: consigli, tecniche e i libretti giusti

L’inglese? Insegnalo tu al tuo bimbo anche se non sei madrelingua

Se pensi che l’unico modo per imparare l’inglese (o un’altra lingua straniera) fin da piccoli, sia avere una montagna di soldi (i corsi per i piccoli sono costosi) o essere madrelingua, ti diamo la buona notizia: per fortuna, sbagli!

La soluzione è introdurre una seconda lingua a casa, con il proprio pargolo, anche senza conoscerla perfettamente. Non c'è infatti bisogno di essere madrelingua per “insegnare” al bimbo l'inglese. La sua pronuncia, se la tua non è eccellente, si aggiusterà con il tempo. Occorre, però, sentirsi a proprio agio con la seconda lingua.

Punto di riferimento e fondatrice di questo approccio che si chiama “Bilingue per gioco” è Letizia Quaranta, poliglotta, mamma, blogger e autrice dell'e-book “Giochiamo con l'inglese”, che offre tantissimi consigli pratici per crescere tuo figlio bilingue (anche se tu non lo sei). 

Parte di questo mastodontico progetto (guarda il sito per rendertene conto: http://bilinguepergioco.com/ ) sono anche i playground “Learn with mummy”, momenti di incontro e gioco per genitori e bimbi con insegnanti madrelingua formati direttamente da Letizia in diverse città italiane. (Leggi anche: dormire dai nonni per una sera)

A questo punto, ecco tutti i trucchi e le dritte per insegnare l'inglese in cinque mosse... Scopriamoli insieme.

1 L'inglese ai bimbi? Già da piccolissimi

Su questo punto, ormai tutti gli studiosi di bilinguismo sono d’accordo: ogni momento è buono!

Chi ha un bimbo piccolissimo, può cominciare subito, anche appena nato, o a pochi mesi, perché sarà più naturale e spontaneo per lui e più facile in futuro. Ma in qualunque altro momento va bene, solo che più grandicello sarà il bimbo, più occorrerà superare le possibili resistenze iniziali.

2 Mamma o papà è uguale ma serve costanza

Tutti possono crescere un figlio bilingue, non solo famiglie con una mamma o un papà straniero. Basta seguire sempre lo stesso metodo ed essere molto motivati, pazienti e costanti. Una lingua non si impara in un giorno, è un progetto lungo e lento!

Quindi, se l'inglese è la tua passione, non ci sono problemi: inizia a parlarlo con tuo figlio... Devi solo decidere quale è il modo migliore per te e il tuo piccolo, in base alla sua età, alle esigenze della famiglia, gli stili di vita, alle situazioni in cui potrà entrare in contatto con altre persone che parlano la seconda lingua.

3 Scegli il metodo che preferisci e non cambiarlo

Ogni famiglia, secondo Letizia, deve trovare il metodo più adatto in base allo stile di vita, ai gusti e alle possibilità, senza STRESS.

Ecco le tecniche più usate:

 

  • Una Persona Una Lingua (One Person One Language, OPOL): Decidi che tu parlerai sempre ed esclusivamente in inglese al tuo pargolo, in ogni momento della sua giornata e il papà, invece, parlerà in italiano (naturalmente, va bene anche il contrario, ma se il papà torna alle 9 di sera, non avrà molto tempo per usare la seconda lingua). Questo metodo è la scelta più naturale per un genitore madrelingua ma va benissimo anche per chi non lo è nel caso in cui si senta perfettamente a suo agio con la seconda lingua. Prima di lanciarsi in progetto a patto che ci sia la voglia di perseguirlo (quindi fatti la domanda: me la sento di parlare sempre e solo in inglese con il mio frugolotto? Risposta, please!). E questo puoi saperlo solo tu!

  • Lingua Minoritaria a Casa (Minority Language At Home, MLAH): L'adozione di questa tecnica comporta che tutta la famiglia a casa parli solo nella seconda lingua, per esempio in inglese e mai in italiano, quella dominante. Il bambino potrebbe essere più lento nella lingua principale, almeno fino a quando va a scuola, avverte Letizia nel suo blog.

  • Time and place: La seconda lingua viene usata in posti e circostanze specifiche. Puoi scegliere di fare alcune attività che piacciono al bimbo sempre e solo in inglese, tipo la lettura delle favola ogni sera, il cartone animato, un appuntamento con le canzoncine sempre e solo nella seconda lingua. È importante, insomma, trovare momenti fissi nella giornata destinati all'inglese, anche solo 20 minuti ma in modo sistematico e prevedibile, raccomanda caldamente Letizia.

 

4 Il tempo non conta ma stabilisci una routine

Non esiste un numero di ore NECESSARIO O IDEALE, Letizia lo ribadisce un milione di volte, quello che conta davvero molto è invece la costruzione di una routine. Se decidi di leggere una storia al tuo bimbo tutte le sere, fallo sempre allo stesso orario e nello stesso modo. La prevedibilità e la ripetizione aiutano i piccoli. Naturalmente, è anche vero che l'esposizione alla seconda lingua incide sull'apprendimento: 20 minuti a settimana è diverso da 1 ora, 5 ore, 20 ore...

Pianifica dei momenti fissi dedicati sempre alla seconda lingua: ecco uno degli aspetti fondamentali per Bilingue per gioco.

5 Imparare l'inglese senza noia: qualche idea divertente

Canzoncine e filastrocche

A casa, in auto, mentre si va in giro in passeggino o tutte le sere prima della nanna, cantare è sempre un'ottima idea. Per costruire un buon repertorio da condividere con il tuo bimbo, basta dare un'occhiata su Youtube. Ecco una selezione di video fatta da Letizia di canzoncine per bambini, English Nursery Rhymes, (http://www.youtube.com/playlist?list=PL70626954CB575B27).

Qui trovi una raccolta di testi di canzoncine e action songs (quelle da mimare), raccolte da Bilingue per gioco (http://bilinguepergioco.com/libri-cd-dvd/canzoni-e-filastrocche-in-inglese/).

Leggere insieme una storia

Si può creare un appuntamento fisso (ogni sera prima della nanna, un giorno a settimana, le mattine del weekend...), un rituale vero e proprio, per leggere un libro ad alta voce che si presta a un ritmo ben cadenzato e ripetitivo, amato da tutti i piccoli (già dai 12 mesi).

Ecco alcuni libri che Letizia Quaranta consiglia:

La serie dei libri tattili Baby Touch, adatti intorno all'anno (tipo questo: http://astore.amazon.co.uk/bilingualforfun-21/detail/1409300498)

We are going on a Bear Hunt (http://astore.amazon.co.uk/bilingualforfun-21/detail/0744555728)

Say Hello to the Baby Animals (http://astore.amazon.co.uk/bilingualforfun-21/detail/1405090243 )

Say Hello to the Snowy Animals (http://astore.amazon.co.uk/bilingualforfun-21/detail/0230016200 )

Per farti un'idea più precisa sui libri che potrebbero piacere al tuo bimbo (anche per i contenuti, non solo perché sono in inglese) prima di cercarli nelle biblioteche o acquistarli, guarda questo link di Bilingue per gioco (http://bilinguepergioco.com/category/video-2/ ) che raccoglie un numero interessante di video recensioni. E per “spulciare” online vai qui: (http://astore.amazon.co.uk/bilingualforfun-21/ ).

Guardare un cartoon

Un'opzione è anche quella di guardare i cartoni solo in inglese e commentarli insieme. Ma non è il caso di mettere il pupo davanti alla tv, troppo presto (sotto i due anni, secondo l'American Pediatrics) con l'idea che impari una seconda lingua. In ogni caso, molto meglio i dvd alla tv, per i più piccoli vanno bene Kipper (http://astore.amazon.co.uk/bilingualforfun-21/detail/B0000X7SGG ), poco noto qui in Italia, che ha storie corte, massimo 10 minuti o la più famosa Peppa Pig (http://astore.amazon.co.uk/bilingualforfun-21/detail/B0006L7NZS ). In alternativa, ci sono anche i dvd della serie Baby Einstein che si trovano facilmente anche nelle biblioteche.

Un gioco speciale (da fare e rifare!)

Tutto l'approccio di “Bilingue per gioco” insiste sul fatto che non ci sono formule o ricette e ogni famiglia deve trovare il metodo più consono. Di sicuro, proporre al bimbo un gioco speciale che lo diverta e associ, quindi, positivamente all'inglese è un valido strumento.

Lo storico Bau-settete può diventare un Peek-a- Boo per cominciare con i più piccoli. Per i bimbi sui due anni, potrebbe essere carino, per esempio, il classico gioco degli oggetti: metti su un vassoio una scelta di cose (e ripeti con lui tutti i nomi in inglese), poi togline uno mentre il bimbo ha gli occhi chiusi e chiedi di indovinare quale manca. Questo è solo un esempio.

Basta inventare o proporre qualcosa di piacevole in base ai gusti di tuo figlio. Un'altra alternativa che si può usare in modo libero e creativo sono le flashcard, una serie di carte tematiche con disegno e parola che si prestano a tanti giochi. Puoi comprarle o scaricarle online (e poi plastificarle per renderle più resistenti). Nella sezione del sito del British Council dedicato ai bambini, è disponibile una ricca scelta di carte su temi più disparati, dagli animali, alle parti del corpo o Hallowen http://learnenglishkids.britishcouncil.org/en/parents/learning-resources .

Scarica anche i disegni da colorare di Focus Pico per imparare l'inglese. Li trovi nella sezione disegni da colorare

Alla fine, forse, anche dopo una entusiastica adesione a tutti gli step fondamentali suggeriti da Bilingue per gioco (e voglia di metterli in pratica), potrebbe restare un piccolo dubbio: ma ci sono “problemi” o rischi all'esposizione precoce a una seconda lingua?

Gli esperti confermano che non ci sono particolari controindicazioni a introdurre molto presto una seconda lingua e non è vero che i bimbi bilingue parlino più tardi. Ogni piccolo ha i suoi tempi in ogni tappa dello sviluppo, non c'è un'età “fissa” per gattonare, camminare, o abbandonare il vasino e questo vale anche per il linguaggio. Quanto alla possibilità che il bimbo mescoli le due lingue, è vero può capitare ma è una fase normale, soprattutto all'inizio: con la progressiva padronanza delle due lingue, riuscirà a parlare correttamente in entrambe.

Per aiutarlo, però, mamme e papà devono assolutamente evitare di passare da una lingua all'altra in modo causale frammezzando parole della seconda lingua e di quella madre nello stesso momento. Un ultimo aspetto importantissimo - su cui tutti sono concordi - è quello di non forzare mai il bambino: alle imposizioni calate dall'alto, non è un mistero, tutti i piccoli rispondono con un rifiuto. L'apprendimento deve invece essere un'esperienza positiva, divertente e gioiosa senza nessun tipo di obbligo o stress... Un gioco, insomma.

Leggi anche L'inglese per gioco

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07 Febbraio 2012 | Aggiornato il 28 Settembre 2015

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