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Bambini in vacanza e genitori ancora al lavoro: 7 consigli su come organizzarsi

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18 Maggio 2017
Se l'ultimo giorno di scuola è per i bimbi un momento di gioia e di libertà ritrovata, non è lo stesso per i genitori che hanno le vacanze ancora lontane. Come organizzarsi? Meglio il campus o l'oratorio? A casa dai nonni o il centro estivo? Le proposte sono tante e destreggiarsi non è facile, così abbiamo chiesto alle pedagogiste  Elisabetta Rossini ed Elena Urso quali sono le soluzioni migliori per far passare ai piccoli un'estate serena anche quando siamo al lavoro.

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Le vacanze dei bambini sono molto lunghe e i genitori che lavorano difficilmente riescono a prendersi così tanti giorni di ferie.

Abbiamo chiesto alle pedagogiste Elisabetta Rossini ed Elena Urso del Centro Consulenza pedagogica Rossini-Russo come organizzare al meglio questo periodo.

 

1. Appena finisce la scuola, se possibile, prendetevi qualche giorno di vacanza

"Quando la scuola finisce la cosa migliore sarebbe lasciare al bambino del tempo vuoto in cui possa dedicarsi al gioco libero, ma anche oziare e persino annoiarsi. Infatti, è in questi momenti che il piccolo sviluppa la fantasia e l'immaginazione che lo fanno crescere e lo aiutano a conoscere se stesso" spiegano le pedagogiste. 


"L'ideale sarebbe quindi che i genitori potessero prendersi qualche giorno di ferie a giugno.  Basterebbe un week end lungo per godere appieno la calma dopo un periodo intenso e anche per festeggiare tutti insieme la fine dell'anno scolastico.

Ma se questo risulta difficile, si può comunque approfittare dell'estate per vivere un tempo dilatato dopo il lavoro.
Alla sera c'è luce fino a tardi quindi si può andare a fare due passi nel quartiere, prendere un gelato dopo cena... Insomma cercare di far sentire al bambino il clima di vacanza, anche se si resta in città a lavorare."

 

 

2. Al centro estivo della scuola

In alcune città il comune organizza centri estivi in collaborazione con le scuole. Il vantaggio di questa soluzione è sia economico, sia che si fa molto gioco libero e il bambino ritrova spesso i suoi compagni di classe. Lo svantaggio è che si svolge sempre a scuola e non si ha il beneficio del cambio di routine. 

 

3. All'oratorio: un clima rilassato

Quasi tutti gli oratori sono organizzati per tenere i bambini almeno per il mese di giugno. "L'oratorio offre il vantaggio di essere molto giocoso. Gli animatori solitamente sono ragazzi e hanno un'impostazione da fratelli maggiori più che da insegnanti. Il clima che i bambini vivono è spesso più rilassato e meno scolastico. Uno svantaggio potrebbe essere che non è adatto ai più piccolini, ma dalla primaria in poi va benissimo". 

 

4. Al campus estivo: sportivo, naturalistico o linguistico

Negli ultimi anni si è diffusa sempre più la formula del campus: centri estivi dove non solo si gioca, ma si approfondisce un'attività extrascolastica.
"Alcuni campus sono davvero molto belli. Soprattutto quelli a tema natura  che danno la possibilità a chi vive in città di fare esperienze diverse. Anche quelli sportivi sono molto utili al bambino per imparare a relazionarsi con gli altri attraverso l'attività fisica. L'importante, però,  è che lo sport sia proposto come un gioco e che non richieda una performance.

In ogni caso il consiglio è non fare più di due settimane: i campus hanno tempi molto serrati e, come dicevamo prima, i bambini in vacanza hanno bisogno di tempi dilatati e vuoti da dedicare al gioco libero". 


"Questo discorso va ribadito soprattutto per i campus linguistici che devono essere occasioni di gioco e non di studio. I genitori devono sempre tener presente che il campus è una vacanza e non il momento per acquisire nuove competenze. Il consiglio è di limitare i campus più 'scolastici' a una settimana e non oltre".

Leggi anche: Campus estivi 2017: 13 proposte DIVERTENTI ed EDUCATIVE per bambini

 

5 A casa dei nonni

"Mandare i bambini a casa dai nonni, se disponibili, può essere una buona decisione. L'importante è che la giornata sia scandita temporalmente e che i piccoli non siano lasciati da soli per un tempo troppo lungo.
Si può suggerire ai nonni di organizzarsi. Ad esempio, mattino: tempo per il gioco, (giocare un po' da soli va benissimo); primo pomeriggio: compiti;

a seguire: parchetto con altri bambini. E tenere ferme alcune regole: pranzo all'ora stabilita, poca televisione e poco tablet.

Vacanza non deve significare che il bambino può fare quello che vuole.
Benissimo anche mandarli in villeggiatura con i nonni, ovviamente se possibile. Sicuramente per i piccoli sarà una bellissima esperienza. Anche in questo caso la giornata va scandita". 

Leggi anche: Bambini in vacanza con i nonni, 10 consigli anti ansia

 

 

6 La colonia estiva: meglio partire con un amichetto

"Anche la colonia è una valida alternativa per mandare il bambino qualche giorno al mare o in montagna. Certo, i genitori devono valutare se il piccolo è pronto per andare in vacanza da solo. Generalmente verso gli 8/9 anni, ma se per esempio è già abituato a stare con i nonni, anche prima" spiegano le pedagogiste.

"Il consiglio è quello di mandarli insieme a un amichetto o a un cugino, in modo da avere qualcuno con cui condividere il distacco e il viaggio. Poi, una volta arrivati alla colonia, sicuramente stringeranno nuove e belle amicizie". 

 

 

7. In vacanza con la famiglia dell'amico

"Quando i bambini iniziano a essere un po' autonomi si può organizzare uno scambio tra mamme e per passare qualche giorno via con la famiglia dell'amico. Questa è una soluzione davvero bella: i bambini si sentono in vacanza, si possono dedicare totalmente al gioco libero insieme all'amico e sono in un ambiente protetto."

 

"In conclusione, se i genitori devono coprire uno o due mesi, la cosa migliore è alternare le soluzioni qui proposte, così il bambino può vivere momenti più impegnativi, come i campus, alternati a momenti più rilassanti, come l'oratorio o i nonni" spiegano le pedagogiste. 

 

Guarda anche il video: vacanze con i bambini, tutti i consigli da seguire