Dona il sangue del cordone ombelicale. In altre parole, fai la conservazione delle cellule staminali per tutti i bambini e non solo per il tuo. In una banca pubblica e non privata, dunque gratis e non a pagamento. Lo chiede ai futuri genitori la campagna promossa nei giorni scorsi dalla regione Lombardia, a supporto di un progetto di ricerca della Fondazione Policlinico Mangiagalli e Fondazione Pliclinico San Matteo. “E’ un dono prezioso per la cura di gravi malattie del sangue e lo sviluppo della ricerca scientifica,” si legge nell’opuscolo, che nelle prossime settimane sarà distribuito negli ospedali lombardi, nei consultori, negli ambulatori dei medici di famiglia e dei pediatri, nelle scuole e università saranno distribuiti locandine e opuscoli per informare i futuri genitori.
- Perché donare il sangue del cordone? Il sangue del cordone ombelicale (detto anche sangue placentare) è ricco di cellule staminali simili a quelle presenti nel midollo osseo. di gravi malattie del sangue e del sistema, come leucemie, linfomi, alcune forme di talassemia, alcuni tipi di immunodeficienza e alcune malattie metaboliche.
Donare il sangue del cordone ombelicale del proprio bambino rappresenta dunque un’importante possibilità di cura per chi è affetto da queste malattie. Inoltre aiuta la ricerca scientifica.
- Si corrono dei rischi? Nessun rischio né per la mamma né per il bambino. Il sangue cordonale viene infatti raccolto dopo che il cordone è stato reciso e il bambino è già tra le braccia di mamma e papà.
- A chi è destinato il sangue “placentare”? A chi ne ha bisogno (dunque, anche al proprio bambino) e risulta compatibile, nel caso in cui la neo mamma decida di procedere alla ‘donazione solidaristica’. Il sangue viene conservato da una banca pubblica che opera in un sistema di banche a livello internazionale. La donazione solidaristica è gratis.
Oppure il sangue può essere destinato a un familiare ammalato, in questo caso si parla di ‘donazione dedicata’. E' sempre gratuita.
Il sangue può essere destinato esclusivamente per uso personale del proprio bambino (si parla di ‘donazione a uso privato’ o autologa). In questo caso i costi sono a carico del richiedente. Attenzione: questo tipo di donazione non è raccomandata dalla comunità scientifica internazionale.
- Come si diventa donatori? E’ semplice. I neo genitori devono prestare il proprio consenso informato alla donazione e comunicare i propri dati sanitari (anamnesi).
- Ci sono dei casi in cui la donazione non è accettata? Sì, ci sono. In particolare: comportamenti a rischio che possono portare alla trasmissione di malattie con il sangue, gestazione inferiore alle 34 settimane, malformazioni congenite del feto, positività ai marcatori dell’epatite e dell’hiv.
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I CONTATTI UTILI
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Io partorirò nell'ospedale di Chieti, in Abruzzo, e purtroppo ho scoperto che non potrò donare il sangue del cordone, semplicemente perchè questo ospedale (con clinica universitaria e numerosi parti al giorno) non effettua la raccolta. Sono veramente sbalordita e ve lo segnalo semplicemente nella speranza che qualche medico illuminato dell'ospedale di Chieti si sensibilizzi e faccia qualcosa per ovviare a questa gravisssima mancanza! Io, se lo avessi saputo prima avrei optato per un altro ospedale!
Sabrina
io avrei voluto donarlo già per il nostro secondo genito 5 anni fa...ma ci hanno detto che non era possibile donarlo in quanto avevo partorito in acqua...per il terzo la nostra intenzione di donarlo è ancora alta ma ci spiacerebbe rinuciare al parto in acqua, perchè per me è stato molto più vissuto e molto meno doloroso, infatti la prima lo avuta con parto naturale, e anche se più veloce ..mamma mia ...
Spero che le cose siano cambiate e che anche se si partorisce in acqua si possa ugualmente donare!!!!grazie e spero che la donazione nei casi possibili venge fatta di routine perchè è molto utile e importante!!!CIAOCIAO a tutte lory
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