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Psiche lui

Nella pancia del papà II

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Psiche lui: Nella pancia del papà II

Nella prima parte di Nella pancia del papà è stato affrontato il tema della futura paternità nei primi mesi di gravidanza, in questo articolo si considera il parto e la nascita.

  • In sala parto, sì o no? Chi entra guadagna posizioni

Gli uomini non sono obbligati ad andare in sala parto. "Tuttavia un parto vissuto insieme è un evento naturale che dona alle coppie una preziosa intimità", sostiene la psicologa tedesca Johanna Graf.

Non solo: se l'uomo decide di essere presente, avrà il vantaggio di poter esprimere il suo punto di vista negli anni a venire. A un rabbioso "Tu non hai idea di cosa ho patito!" detto anni dopo dalla compagna, potrà rispondere che sì è stato faticoso ma è stata anche una delle esperienze più belle della loro vita.

Ma quali sono le funzioni dei papà in sala parto? Semplice: devono essere presenti, parlare con lei per tranquillizzarla e parlare per lei (es. dare i dati anagrafici e altro). Ci sarebbe anche qualche occupazione extra, molto utile. Quale? Dovrebbero aiutare la partner a muoversi durante il travaglio e poi dovrebbero provvedere a tutto quello che serve alla partoriente. Un po' d'acqua? Una caramella? Hai freddo? Aspetta che ti faccio un bel massaggio!

  • Al bebè servono tante coccole. E alla mamma pure

Evviva, il bimbo è qui! Ora bisogna iniziare a fare davvero i papà. E' falso pensare che nei primi giorni o nei primi mesi se ne debba occupare solo la mamma. "Il padre deve assolutamente trascorrere del tempo con il neonato e portarlo in braccio, cambiarlo e se gli si dà il latte artificiale nutrirlo", sostiene la psicologa. Secondo Graf, i papà non devono rinunciare alle prime coccole e ai primi giochi con il bebè. "I papà hanno meno paura delle mamme, sono più selvaggi. Un atteggiamento che stimola le capacità emotive e motorie del bambino."

Naturalmente dovrebbero anche prodigarsi in tenerezze nei confronti della partner stanca e magari anche un po' isterica. "Tutto quello che il padre fa alla mamma va a vantaggio del bambino - dice Graf -. Se una donna prende tutta la fatica su di sé prima o poi ne risentirà tutta la famiglia." È anche importante che il padre accudisca il bambino da solo. "In questo modo riesce a costruire un rapporto indipendente e positivo con lui."

Ultimo consiglio: invece di rosicare per il rapporto madre-figlio, i neopapà dovrebbero giocarsi la carta del primo aiuto. Ovvero:

  • fare da portavoce della famiglia, quindi dare la buona novella a parenti, amici e vicini;
  • selezionare musiche soft per fare addormentare il bebè;
  • risolvere i problemi organizzativi che causano tanto nervosismo;
  • last but not least: mantenere viva la comunicazione con la tua compagna. Un buon rapporto di coppia è fondamentale per essere buoni genitori.



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Commenti a questo articolo
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  • di Elisa il 01 gennaio 2012, alle ore 11:43

    Io sono al settimo mese di gravidanza, e per quasi 7 mesi ho subito stress, tensioni, rabbia e via dicendo, al causa del mio ex compagno non che padre di mio figlio, premetto che lui ha 24 anni io a marzo ne faccio 27, all'inizio appena gli ho dato la notizia tutto ok, n po spaventato ma ttto bene, dopo di che il dramma, mi ha lasciato dicendo che lui si prendeva ttte le responsabilità sl figlio, ma nn voleva piu' stare x me,a me è caduto il mondo addosso, sofferenze varie, ecc ecc, quindi io adesso sto vivendo questi momenti da sola, con la mia famiglia e le mie migliori amiche, ma certo la mancanza di affetto da parte sa si fa sentire, io lo dovro' crescere da sola, xkè lui lo vedrà pochissimo, la notte ci saro' io e basta,io mi preoccupo di tutto su mio figlio, lui è spensierato, tranquillo,ma si fa a nn sentirsi in colpa, ma una coscienza nn ce l'ha???io morire solo al pensiero di stare lontana da mio figlio.io mi sto riprendendo adesso, ma non è stato x niente facile.un augurio


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