Le minacce d’aborto sono più frequenti nel primo trimestre, in particolare nelle prime 8 settimane, quando è più alto il rischio di un’interruzione spontanea della gravidanza.
I sintomi sono: perdite di sangue più o meno abbondanti; dolori al basso ventre piuttosto intensi e dolori nella zona renale, come da mestruazione in arrivo.
CHE COSA FARE “Se notiamo delle perdite di sangue, ma anche se avvertiamo solo dei dolori piuttosto insistenti al basso ventre e in zona renale (a volte le perdite ematiche sono assenti), per precauzione è bene consultare il proprio ginecologo o, se non è possibile reperirlo in tempi brevi, recarsi in ospedale per farsi controllare” consiglia Maria Antonietta Totta, ostetrica e conduttrice dei corsi di accompagnamento alla nascita presso la Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo (FG).
“Solo il medico infatti può valutare se si tratta effettivamente di minaccia d’aborto e può controllare immediatamente il benessere fetale attraverso un’ ecografia. Magari è stato solo un falso allarme, o ci si è stancate un po'. Infatti spesso questi dolorini compaiono come campanelli per avvertire che bisogna acquisire dei ritmi più pacati, quindi si torna a casa più tranquille. Se invece si tratta effettivamente di una minaccia d’aborto, lo specialista saprà darti i consigli più adatti al tuo casi”.
QUALI SONO I RIMEDI A seconda dei casi e dell’entità della minaccia d’aborto, i rimedi che in genere si consigliano sono:
- riposo: “Non sempre è necessario stare a letto” spiega l’ostetrica, “però bisogna stare attente ad evitare tutti gli sforzi, come prendere dei pesi, fare faccende di casa particolarmente impegnative o praticare attività sportiva; tra le regole precauzionali il medico consiglia anche di astenersi dai rapporti sessuali: lo sperma contiene infatti prostaglandine, che in una situazione di rischio possono favorire le contrazioni”;
- farmaci: quelli più usati sono gli antispastici o i decontratturanti, che hanno il compito di bloccare le contrazioni uterine, oppure si può somministrare progesterone, che serve al mantenimento della gravidanza. La posologia e la durata della terapia deve essere naturalmente valutata caso per caso dal medico;
- ricovero. In alcuni casi potrebbe essere necessario un ricovero di alcuni giorni, per controllare che tutto proceda per il giusto verso.
A VOLTE E' UN FALSO ALLARME Durante la gravidanza, appena si avverte un dolore o si nota una perdita ematica, la prima cosa alla quale si pensa è la minaccia d’aborto. E invece le cause possono essere altre:
- dolori al basso ventre possono essere dovuti a piccoli disturbi intestinali, soprattutto se hai problemi di colite o di stitichezza;
- una piccola perdita di sangue potrebbe essere causata dalle emorroidi o da una ragade, soprattutto se ne soffri abitualmente o se nelle ore precedenti hai avuto un’evacuazione difficoltosa. “A volte a causare una perdita ematica può essere la visita ginecologica” fa notare Maria Antonietta Totta: “l’ispezione interna del medico infatti può provocare la rottura di qualche capillare. Nulla di preoccupante, certo, però se non è strettamente necessario, la visita interna potrebbe anche essere evitata”.
Sul tema Aborti spontanei


















ciao a tutte,sono alla quinta settimana,e ho un problemino..facendo la solita plin-plin due volte questa notte e questa mattina alle 8,30 ho fatta terza...plin- plin ho avuto una picccola perdita di sangue sul marrone! cosa significa,un'aborto in corso? sono molto preoccupata!
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