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Glicemia e curva glicemica in gravidanza

diabetegestazionale

06 Marzo 2015 | Aggiornato il 20 Aprile 2017
Glicemia e curva glicemica sono due esami che in gravidanza servono per sapere se c’è diabete gestazionale. Quali sono i valori limite della glicemia in gravidanza, quando fare la curva glicemica e quando si arriva alla diagnosi di diabete gestazionale. 

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A che cosa serve la misurazione della glicemia in gravidanza
La glicemia misura il livello di zuccheri nel sangue e il suo dosaggio fa parte degli esami offerti gratuitamente dal Servizio sanitario nazionale (SSN) nel corso del primo trimestre di gravidanza.


Controllare la glicemia in gravidanza serve soprattutto per diagnosticare il diabete gestazionale, una patologia che in Italia colpisce circa il 15-20% delle donne in attesa. 


“Fino a pochi anni fa, la diagnosi di diabete gestazionale si faceva solo con la curva da carico glicemico eseguita a 24-28 settimane" dichiara Paola Pileri, ginecologa, specialista in patologia della gravidanza presso l’Ospedale Luigi Sacco di Milano. "Si è visto però che, in questo modo, si rischiava di non identificare alcune forme di diabete gestazionale che possono insorgere più precocemente, soprattutto in donne che hanno già una predisposizione a sviluppare diabete”.  


Nuove modalità per screening e diagnosi del diabete gestazionale

La questione di come effettuare uno screening per il diabete gestazionale e di come fare una diagnosi precoce di questa condizione è ancora dibattuta tra gli specialisti e non tutti si muovono allo stesso modo.

 

"Nel 2010, però, una Consensus Conference di esperti dell’Associazione Medici Diabetologi e della Società Italiana Diabetologi ha accolto le raccomandazioni della International Association of the Diabetes and Pregnancy Study Groups, che indica la misurazione della glicemia nel primo trimestre come esame di screening, stabilendo anche i valori limite per l'esame" precisa la ginecologa. (Il documento ufficiale si trova qui).

 

In pratica, a tutte le donne incinte si si raccomanda di eseguire all’inizio della gravidanza un esame della glicemia basale, che si fa con un normale prelievo di sangue. Se il valore è  uguale o superiore a 92 mg/dL, l’esame va ripetuto: se anche il secondo valore è alterato, cioè uguale o superiore a 92 mg/dL, si pone subito la diagnosi di diabete gestazionale.

 

Nel primo trimestre di gravidanza, due valori di glicemia uguali o superiori a 92 mg/dL fanno porre da subito la diagnosi di diabete gestazionale. 

 


Cosa significa se nel primo trimestre il valore della glicemia è uguale o superiore a 126 mg/dL?

L’esame della glicemia nel primo trimestre serve anche per identificare le donne che avevano diabete prima di rimanere incinte.

 

In base alle Linee Guida sulla gravidanza fisiologica dell’Istituto Superiore di Sanità, se dall’esame della glicemia nel primo trimestre risultano due valori uguali o superiori a 126 mg/dL, si può affermare che la donna aveva un diabete di tipo I o II preesistente alla gravidanza: un diabete cioè non legato alla gravidanza, come il diabete gestazionale, ma una patologia che la donna aveva già da prima ma non ne era a conoscenza.

 

“Sono ancora tante le donne, soprattutto se appartenenti a livelli socio-culturali bassi, che eseguono per la prima volta un monitoraggio della propria salute quando aspettano un bambino; in queste donne la gravidanza costituisce quindi l’occasione per fare una diagnosi di tante malattie mai identificate, compreso il diabete” sottolinea Pileri.

 

Nel primo trimestre, se il valore della glicemia è uguale o superiore a 126 mg/dL, significa che la donna aveva il diabete già prima della gravidanza

 

 Se la glicemia nel primo trimestre è normale, si fa lo stesso la curva da carico glicemico?
Anche se i valori di glicemia rilevati nel primo trimestre risultano normali, le Linee Guida raccomandano uno screening con la curva glicemica da 75 grammi di glucosio, con tempistiche variabili a seconda dei fattori di rischio della singola gestante.

 

Il test deve essere eseguito al mattino, a digiuno. La donna beve una soluzione di glucosio sciolto in acqua, dopo di che le vengono effettuati tre prelievi successivi di sangue per la misurazione della glicemia: subito dopo l'ingestione, dopo un'ora e dopo due ore.

 

La diagnosi di diabete gestazionale viene posta in presenza di uno o più valori uguali o superiori ai limiti riportati nella tabella seguente:

 

Tempo --- Valore di glicemia limite (per valori uguali o superiori viene posta la diagnosi

                  di diabete gestazionale)

 

0 minuti --- 92 mg/dL

1 ore -------- 180 mg/dL

2 ore -------- 153 mg/dL

 

Quando deve essere fatta la curva glicemica da carico?

Dipende dalla presenza di eventuali fattori di rischio per il diabete gestazionale.

 

La curva da carico con 75 g di glucosio (OGTT) viene raccomandata a 16-18 settimane se la donna ha importanti fattori di rischio per il diabete gestazionale, per esempio:

  •  se è obesa, cioè ha un BMI (Indice di massa corporea) uguale o superiore a 30,
  •  se ha avuto una precedente gravidanza con diabete gestazionale, specie se questo ha richiesto anche una terapia insulinica.

Se la prima curva risulta normale, alla donna a rischio viene comunque offerta una ulteriore curva da 75g a 28 settimane. 

 

La situazione di gran lunga più frequente è quella in cui i fattori di rischio sono più ‘sfumati’. A questo proposito, le Linee Guida consigliano di effettuare una curva da 75 g a 24-28 settimane se la donna: 

  •  ha un’età uguale o superiore a 35 anni;
  •  ha un BMI uguale o superiore a 25 (equivalente a lieve sovrappeso);
  •  ha avuto macrosomia fetale nella gravidanza precedente, con un bambino di peso maggiore o uguale a 4 kg;
  • ha anamnesi familiare di diabete, cioè un parente stretto con il diabete;
  •  ha avuto diabete gestazionale lieve in una gravidanza precedente, che non ha richiesto insulina ma solo terapia dietetica,;
  •  proviene da un’area geografica in cui è più elevata la prevalenza di diabete, come Asia meridionale, Caraibi, Medio Oriente.
N. B.: non si fa più la curva da carico da 50 o da 100. 
La curva da carico di glucosio attualmente in uso è solamente quella da 75 g; “non esistono più né la cosiddetta ‘minicurva’ da 50 g né la curva da 100 g, perché erano dosaggi utilizzati solo per la gravidanza, mentre ormai l’Organizzazione mondiale della sanità ha stabilito che la diagnosi di diabete deve essere uniformata, dentro e fuori dalla gravidanza, con 75 g di glucosio” specifica Pileri.


Anche se non si appartiene a categorie a rischio, è consigliabile ugualmente fare la curva glicemica
Le donne che non hanno alcun fattore di rischio ad oggi costituiscono una minoranza, soprattutto se si considera l’età più avanzata nella quale si mettono al mondo i figli. In questo caso, teoricamente la curva glicemica si potrebbe evitare. “Tuttavia, nella pratica clinica, consigliamo ugualmente di farla, perché non sempre si può essere certe della totale assenza di fattori di rischio” dice Pileri.


La curva viene prescritta inoltre se, pur in assenza di fattori di rischio, insorgono alcune condizioni durante la gravidanza: 

  •  se la donna aumenta di peso più di 3 kg al mese, 
  •  se si verifica una crescita fetale superiore al 90° percentile o un aumento del liquido amniotico (polidramnios).

L’esame della glicemia va ripetuto nel corso della gravidanza?
“Anche se i valori di glicemia e curva glicemica sono risultati normali, è opportuno ripetere un esame della glicemia prima del parto, per valutare lo stato di salute della donna soprattutto in vista di un’eventuale anestesia per cesareo” conclude Paola Pileri.  


Fonte: Linee guida sulla gravidanza fisiologica dell’Istituto Superiore di Sanità